lunedì 25 dicembre 2000

Alleluja,Israel -per Silvano-

eppure ha il profumo della mirra

il lino che sciorini Donna accorsa lì accosto
nel mentre
è nella mangiatoia riposto che ninna ,
il solo alito di
                     Speranza Vera.

Il nocciolo del tempo,
un pensiero dall'infinito s'incarna, questa notte che l'eco dei lamenti
ha preso forma e sangue .Frammenti
di momenti stranamente silenti
in cui la luce cerca il buio e
lo apre, s'avvia ed è apparizione.

-Crepitii di braci , fremiti
di fruscii -


E' dichiarato
l'Amore di Dio ,
                      coagulo dell'Alfa e dell'Omega
in quel primo vagito
Notte di prodigi si dispiega
accesa
di bagliori e fuochi.

Dal Dio enigma , il paradigma
                             nuovo dell'Assoluto
adesso
ha un nome ,Emmanuel.

Alleluja, Israel!


.it





[ Buon Natale,Silvano!!! :) "SORPRESAAAA"!!:D

A te ed..a tutti voi che mi leggete,con affetto:) AUGURI]





domenica 24 dicembre 2000

e danzando canteranno


e dall'eternità sale un vagito

promessa di morte e di salvezza
è giunto
dall 'interminabile traversare del Tempo
                                                a noi
il non ancora nominato
Salvatore.

       S'attacca al seno della Madre e
     non sa del male oscuro della morte.

E danzando canteranno solo melodie d'alleluia
lì intorno
dove la semplice gloria fra gli umili profuma di fieno.

Accanto alla luna
sfavilla una sorgente di acqua di luce
pura ,
una scia che traluce
milioni di fiaccole di speranza,
tutte orazioni d'umani.

Tremule
fanno cometa .
Ricordano ai viandanti dei millenni
che
se un Dio s'abbassa fino a loro
è per permettere d'ascendere fino a lui



Jole

giovedì 21 dicembre 2000

e si, si succede.ranno le feste

--


lucida la console -consolando
                                                 ti -


d'olio di gomito per quelle assen
ze prive di senno che fanno il resto
di questo molto pesto Natale
                                             già
llorosso         -come si suole colorare
nell'assecondare di torrone -   se pure
di poca gioia
                         Natale  è un momento
che torna e ritorna e tu ridi e come
sei felice!- Giuseppe e la Madonna
nel presepe  si scartano i regali
in santissima,beata pace.E tu?


ancora olio  e petrolio di gomito
per l'abrasione di quella macchia
infame che un bambino  ( avventato)
ha lì versato dal suo gelato mesi
prima, lucida e ri la console
che è giunta l'ora -si-della gran festa!




(intanto in testa  ti fai le gimcane)


lucida la console consolando
                                             ti
  nel parapiglia senza volontà nel
quel tutto solito che manca e ora ti acciglia

visto che non senti più nessun sapore
(nemmeno cuoreammore, bla bla)


il lume in questa notte che si spezza e
giace nella sua intricata griglia
in una morte di ghiaccio senza
pace ,comunque assembla
il resto della gente cui piace
fare Natale


(dove già sai che sempre, anche se si ripete ogni anno, Quegli che
una volta è nato e posto fu in ador
                                                    azione con tutto quel che era
dopo un poco muore -sicuro-  fatta primavera.)




                                                                                  

giovedì 2 novembre 2000

giocare,giocare-notte e giorno-giocare

--

Giocare, giocare

         notte e giorno
giocare
          a rimpiattino
          a rincorrersi
          a nascondino.




Per vincere qualcosa

(qualsiasi cosa che si pensi
  dal bottoncino  blu alla rosa)


in fondo in fondo
al viale
di quei cIpressI
in fondo, in fondo
come da accordo


alla fine   la morte

                                       

giovedì 26 ottobre 2000

Coloridisapori

Le viti del Canadà risuonano
sanguigne, sonore. Sfogliano
 fiammanti ,camini nature,colore.
Calore poco, mi metto il falpalà
al cappotto.Esco e m'avvio,al Superenalotto.

Dell'anno il tramonto ,è il momento
che sono felice ,in autunno.
-Tumultuare passeggiate fra pagine d'albero appassite,
  osservare stringarsi l'ottobre,mi udite?-

Foglie, vissute da ciclo di natura.
Prima fanciullezza,poi linfa,infine secchezza

Ora morte.Di oro. Vi adoro ,colori che osservo al momento,
in tale bellezza di morte,inbrunire la sorte.

Novembre alle porte : a guardavi m'assento.Che' sbando?
E mi fermo:sono troppo contento.
Ora scendo.Risalire la strada cantando
Osservarle è bere alla gioia .
Scalpicciarle è godere ,cacciando la noia

Crogiolarsi : lancettare il tempo più non intendo
Sbucciare mandarini ridendo,attraversare quel
campo che porta in città .
                                  Sto arrivando...Di già??
Scende da vette
imperscrutabili
incontrastabili
inarrivabili
il profumo dei marroni arrosto, alacre velocità.
-M'attende quel gusto-

Nella foschia grigiola ,sbircia il mio naso.
Esplora l'aroma di garofano,m'aspetto
il mosto promesso da agosto

Le vie della campagna fumano,
la fontana nella villa si lacera d'amore,
si mantella di muschio

Lontano il treno fa un fischio,
Incrocio il sacerdote in bici,
-un saluto :"Che dici?"-
                       (Va in fretta)
Il vespero ,in chiesa...
La gente che aspetta...


.it







Questa è infantile:) spero vivamente non la legga nessuno
( ehme andrebbe rivista)

mercoledì 18 ottobre 2000

Nuovi Mendici

In una buca senz'ombra stanno fuori bottega

a far la coda neri ,bruciati ...lucertole
senza una piega.

Attesa di negozio o lavoro, senz'ozio.
Ardono premesse di richiesta :
stipendio,danaro infide coriacità d'umani bisogni
(Che sogni ? Bisogni !? Che sogni ! Che sogni?)

Alte
su riflessioni cotone, le nuvole
bianche:
la buona azione quotidiana nonchè sana della gente
appena uscita dalle banche,
oblitera
l'ultima cena :beneficienza (!)in quest'assenza di
imbarazzo...

"-Che cazzo !!??

Ci vado all'ultima cena dello spaccio
della pietas umana?- "

IO-Apparenza,buia indecenza
di dame legnose e caritatevoli
spose di un dio
un pò vano ,
                  (Mai a chiamarlo.Invano..!!!)

Insoluti , in sè deformati dagli anni
e dagli abusi,
stranieri d'Etiopia, sempre usi

Sorte segnata in un approdo
di modo ,all'impensata

( "-Che vita sciagurata
   L'Italia sperata!!!!-" )

Ricordo
di un grano di sabbia deserto che è vero
ed arde sicuro.
Deserto antico.

Ti dico:

Qui oggi siamo carboni.
Poche illusioni ,nè discussioni.
Invano affrettarsi,mai il ritrarsi
In processione,
anzichè riconoscersi nei crampi ,doloranti,
sperare nei santi
con gli occhi all'insù ,a quei cirri,distanti.

Senza occasione

Per cucire carità ,di faccia alla pietà,irrompono i potenti
Arrivano gli sbirri: controllati e poi su,trasferiti nei carri :
L'Etiopia ci rivedrà?
In questo,la pietà?



.it







(Spero che qualcuno la legga,è "ispirata" dalla lettera di un amico)




sabato 14 ottobre 2000

Una vita nuova,si spera

                                                                                                                                







 doccia quanto più puoi
                            siamo padroni,
di noi
            -gusto del creato- viviamo
l'increato con l'amore -se vuoi-.


E voglio e ti
                  gocciolano diamanti
d'acqua, baci l'unghia, vivimi
                         -siamo stelle - tra santi
                                       ovvero siamo in  paradiso .
            
e l'arcobaleno improvviso
                           di te mi radica immigrando
-sta in me- celandosi ancòra
al momento la Vita
                                S'addolcisce il ferro nel laccio che ci lega
l'eterno
sotto, i tuoi pesci nella mia acqua
 -sappiamo- sono figli azzurri














e

mercoledì 4 ottobre 2000

appunto questa storia alla memoria per...


...non smarrire il mio mondo.Raccontare il mio mondo.
Quando qualcuno narra il mondo fa letteratura, giacché.
Narrare il mondo è la letteratura.
Narrare il mio mondo è una maniera per appuntare storie,immagini, figure, memorie
che ho paura di perdere.

Tutti nella propria vita hanno provato, almeno per una volta, il desiderio di lasciare scritto qualcosa di sé.Qualcosa di memoria che non muoia e  che qualcuno altrove raccolga.

Quindi scrivendo si trattiene a sé  ancora, quello che in poco potrebbe andare perso.
Lo si allarga adl altri.
Nel tempo stesso lo si libera, gli si dà così nuova vita.

E in quella nuova identità c'è
come una necessità che ti prende e che non devi trattenere...
alcune volte pare indispensabile,
come un bisogno che dal corporale scivola al mentale, passando per il cuore.
Spunta un jolly, spalanca le braccia, accogliendo si fa accogliere.
E si può anche ridere di questo jolly,sbuca a far nuove facce,finalmente liberato e felice.
Così si spiega l'etichetta
"appunto questa storia alla memoria per..." raccontare  minime enormi impressioni, gente che ho incontrato.






Sulla Via

Clacsona intorno a sè la via senza pietà Vulnerano approssimativamente fangose banderuole
Notturne
nell'abito guarnito di inutili ovvietà Passi di donna sevizia il vento

dove
Piaceri procapite franano Spasimi d'insani .Adattabilità

In tivù discorsi senza sale,parole di serpi velenose, grassi
fervori,sentimenti meccanici sottili e mendaci

         Riversa su quel letto d'un albergo sotto il vecchio predone astuto
Costruire piano urla dentro e farle ammutolire
Bimba
della morte sogna ,troppo a lungo ha combattuto
Frigida
LAPIDE bianca su fossa di terra,mentre scendi t'aggrappi alla luna e
come
quella torni a salire
Non pietà nè più domanda ,nè aiuto Sperare il sonno
di quel bruto
           Distruzione,senza pudore
sasso acuto sfuria l'inerzia di sentire
dove o si dove e quando ma quando
si andrà a finire.

Avanzando la notte d'ottobre
torna alla vita
     Clacsona intorno a sè la via senza pietà
Perduta vaga insalubre

Chi m'ami non manca
Chi sia io ,se sia, son stanca.

Tococ







http://snipurl.com/x2y4p

domenica 27 agosto 2000

oggi butto qui un sogno

--

e come faticosamente arranchi

e tenti di afferrare echi d'eterno
tra stinti profili di valli
               -capita nei sogni-
e aria che sa di zucchero filato.


poi.
come ti sorprendi se altrove
il ricamo delle ali invisibili
sul tempo
scolora e
              trapela il mondo
di sotto, trasparente e tutto
fino a sfumare al tatto delle nuvole






                                            

lunedì 26 giugno 2000

il petalo che non vuole morire

--
vedo l’infelicita'
in un petalo di velluto
          che scivola sul lago rotolato
dal pianto di una foglia


lentamente bisbiglia
alla quadriglia di gocce di rugiada
inanellata alla tela del piccolo ragno.


                 tutto questo
mentre dal suo regno
lo saluta una      l  e  n  t  a


t a r t a r u g a
che già ne coglie il viaggio.
                 ( piccola fuga)


un petalo
di rosa sull’acqua ,navetta di velluto osa
                                          coraggioso
la nuova via, forse una breve fuga.


-'chè se viene la morte non lo trova-











                                                                            





giovedì 8 giugno 2000

I "CERCATARI": SPELEOLOGIA NELL’IO (Scava-scava)


 (continuando dopo 
    "identichi.t)
--
∆1

i ragazzi "cercatari" 
cercavano. 
dentro,fuori, mbo'.

non era come cercare funghi.
o forse si, non si capiva .
A meno che Dio non fosse un fungo.
Cioè,che sto scrivendo?
L'Altissimo una muffa,adesso.
maddai !

Dunque,erano uno scalcagnato gruppo senza età 
nel senso che il PadreMaestro
(E "Cercatore") li raccattava in Chiesa, spesso durante le confessioni.

O quando andava a predicare fuori città e si "produceva" in uno dei suoi estemporanei show atti ad "ammaliare" adepti,specie di genere maschile
(come ridevamo noi,di genere femminile)
Erano anche detti
"gruppo vocazionale" .
Che "vocava" ,dal latino," chiamava." 
'Sti ragazzotti baldanzosi o,a seconda,timidi ed impauriti.
Se si sentivano "chiamati" erano in quel gruppo ad indagarsi 
prima di entrare officially in Seminario e "postulare". 

∆∆2

Come ci si faceva,di grazia-mi chiedevo- a sentirsi "chiamati"?
Si rovistava.Dentro.
Minuziosamente e con la guida del PadreMaestro.Ci si tramestava e buttava all'aria,sul piano spirituale e non solo, e ci torniamo : si cercava.
Insistentemente.

Se dovessi fare l'analisi esatta al "cercarsi dentro",
che mi incuriosiva così tanto, di questi giovincelli o tante volte anche fanciulloni attempati,
e che mi imponevo, per capirli,
con la lente di una zia parecchio più anziana ,un po' scettica e ironica, il tutto
si potrebbe definire 
come un "identikit" di ragazzi pronti ad intraprendere un "viaggio speleologico nell'IO,alla ricerca di
un canone di affitto moderato nel Regno dei Cieli" .

Ecco.
Sputata la mia sentenza da "Grilla Blaterante" ,come una volta mi battezzò il buon PadreDiòniso,anziano psicologo
e Maestro in pensione ,della comitiva dei Padri Brigiditi della Chiesa di Santa Brigida laggiù al Porto.(come la indicavano tutti) 

∆∆∆3

È che a parlarci, veniva fuori che i "cercatari" avevano, a periodi eh, 'na sorta di introspezione strategica: non una semplice riflessione, più un "check out" , cioè lasciare la camera, regolare il conto, sparire dal mondo dei comuni mortali dirigendosi verso altro.
Quando chiedevo,ottenevo risposte più o meno comprese dal ruolo (futuro da preti), più o meno ironico boriose o -peggio- pazienti e benedicenti,anche sfanculanti, se erano tipologie di fanciulli diciamo estremamente ironici, insomma : a seconda.
Che fossero futuri seminaristi perfetti o imperfetti, loro
rispondevano a 'sta femmina
troppo curiosa, ed io pensavo che stessero
cercando di capire se la loro voce interiore fosse davvero il povero Iddio che chiamava al citofono del loro cuore+cervello (!)
O solo il loro Super-Io che aveva deciso di mettersi la tonaca per darsi delle arie da autorità morale e "pretica". mah.
Spesso, si facevano preda di una sorta di "Chirurgia dell'Anima": a cercarsi dentro (senza uscire fuori a guardare che tempo facesse — e questo poteva essere un problema-) si autoeffettuavano 'na specie di operazione a cuore aperto senza anestesia, dove speravano di trovare una scintilla divina, quella vera, la citofonata dell'Altissimo per vocarli al sacerdozio
(e non solo i residui di un trauma infantile legato alla visione di qualche film
finito male, molto male, sulla vita di un giovane falegname di Nazareth.)
Ma ero sempre io, che cercavo di capire, sindacare, interpretare.
E mi fregava un certo sguardo ironico,sempre
pe ri co lo si ssi mooo.

∆∆∆∆4

Avevano diverse fasi, in questa citofonata :

1) il sentire qualcosa senza sapere che, in quel vuoto pneumatico che li riempiva in periodi particolari,tipo il termine
 dei cicli degli studi
( scuola media/liceo/università).
Quando c'era da chiedersi :

"e adesso, che fo'? dove vo'?
è nato prima l'uovo e la gallina ci ha fatto l'omelette o, la gallina si è suicidata in un forno con il suo primo amore, il tacchino?"

2) in concomitanza con i grandi dolori della vita. Malattia.
Accidenti vari a persone di famiglia e non. Morti. E tutto quel grigio triste mondo di disgrazie che prima o poi capitano e rendono permeabili. Al dolore.

3) incapacità di rapportarsi al mondo femminile — difficilotto per sé — con annesse delusioni ricevute. O date.

Poi arrivava il momento in cui gli aspiranti preti si chiedevano: "Sto seguendo una chiamata o sto solo scappando dalle agenzie di dating?"

Alcuni avevano la "Sindrome dell'Escavatore nel Profondo": per scavarsi dentro, attraversavano periodi di dolore a u t e n t i c o, invisibile ai più. Si cercava esageratamente il peggio di sé, per riconoscerlo, combatterlo, migliorarsi. Ho conosciuto alcuni che se lo inventavano, il peggio. Per stare meglio.

( però bello eh? scavare — per vedere se la tua voglia di aiutare il prossimo è vero amore o il tuo narcisismo che ha trovato un pulpito con pubblico garantito.)

Altri effettuavano una sorta di "Gestalt della Sottrazione": ti guardi dentro, vedi cosa resta se togli le telefonate con gli amici, gli appuntamenti, le partite di pallone, il cinema, lo struscio, le ragazze, la famiglia con la mamma che vuole che vai a farle la spesa, qualche sega (pardon).abbastanza sbronze,,un campeggio ,pure viaggi in comitiva e se quello che rimane ti sembra abbastanza per farci colazione per i prossimi cinquant'anni senza voler lanciare il breviario dalla finestra, accetti la "chiamata".

∆∆∆∆∆5

In breve? Per i "cercatari" , cercarsi dentro era l'indagine di mercato più rischiosa della vita, dove il "cliente" e il "prodotto" erano la stessa persona, e l'investitore (Lassù) non rilascia mai ricevute fiscali immediate.

Poi, capitolo a parte: dei "cercatari c'erano anche quelli del gruppo che non stavano cercando la vocazione, stavano vivendo una "Sindrome di Stoccolma parrocchiale". 
Grazie a "Padri Reclutatori" per i quali si arrivava a sviluppare sentimenti estremamente positivi, senza sapere di trovarsi davanti a narcisisti in nuce o semplici manipolatori.
Lo si comprendeva. Di solito tardi. E alcuni mai troppo presto,per i miei gusti.
Io, uno così l'ho conosciuto.
BeneBeneBene.
Invece che il piffero per suonare e attirare topolini, aveva un'agendina e *fissavappuntamenti*
per chiacchierare
confessare
pregare
e così,d'un tratto pretratteggiato con attenzione (!) dopo un po' si trovava ad
essere indispensabile alla vita dei giovani virgulti che lo seguivano, indefessamente.
Che si convincevano di essere stati fortunati ad incontrarlo per "la propria strada nel mondo".
Senza sapere che e di.
Lui ,bisognoso che gli altri avessero bisogno di lui.
Complicato da spiegare. Epperò così. Sussisteva negli altri che lo tartassavano con richieste di tutti i tipi. Lui così estroverso, affascinoso e accattivante nell'umiltà sparsa con quella che proprio non era ingenuità.
Quei ragazzi non guardavano dentro se stessi, guardavano il prete e pensavano:
"Se lo fa lui che è simpatico, magari dentro di me c'è una versione in miniatura di lui."
Al punto che, in maniera ridicolissima, alcuni — senza rendersene conto, temo — diventavano una piccola versione clonata del fantastico religioso cui si ispiravano in tutto e per tutto.
Gli è che a volte non prendevano solo i pregi, eh?!
Tutto molto comico,assai-assai.

∆∆∆∆∆∆6

Spesso, troppo spesso, si sentivano
*avvalorati* — si legge? con cucito addosso un *valore* in più, Cristo. E in questo autorizzati a sentirsi migliori.
"al.di.sopra."
Di colei o coloro che gli stavano davanti e gentilmente intavolavano conversazione, imbandendo al desco delle tre esse: semplicità, sensibilità e simpatia, magari per capire, capirli e perché no? capirsi.
tante volte si chiamava pure amicizia preoccupata o,semplicemente solo
 "A M I C I Z I A".
Essere al di sopra in quanto "cercatari" non era solo psicologia. Era Arte. Del sopravvolo.
Io, con le ali angeliche del "cercataro " che ha capito tutto, volo su Te, ancorata terra-terra — femminetta che chiede, o povero scemo al suo seguito (come il mio amico/"collega" Luigi,con il quale si condividevano dubbi osservando attentamente il mondo "cercataro" sempre più rimpinguato da "cercatari" impensabili ,ma reclutati d'improvviso) — e ti spiego cosa sia l'Amore. Quello vero. Di Cristo. Che io, sì. Ho capito. Imparato a memoria. E se vuoi te lo sciorino in versetti.
Perché in gruppo, a seguire il loro rabbi, avevano compreso.
Tutto.Giusto.Del Vangelo.Tutto. Mentre, secondo loro.
Gli altri, al di fuori del gruppo — da evangelizzare — no.

∆∆∆∆∆∆∆7

Il gruppo dei "cercatari" diventava come una sorta di "Utero Emotivo": la vocazione non era un dialogo con l'Assoluto, ma un contratto di affitto emozionale condizionato alla presenza del proprietario di casa. 

Sparito il prete, scattava lo sfratto esecutivo della fede.
E per sparire,a volte si poteva intendere anche :
"allentando il prete tutte quelle attenzioni dovute per accalappiare i cagnolini e passando egli ,ad altri ancora" ...
i cuccioli , aprivano gli occhi e 
se non si ribellavano e scappavano a gambe levate,rimanevano.

Incominciando il periodo del
"sto male,sto in crisi" 

(che altro non era che la fine del "cercarsi dentro " senza trovare bandolo di matassa e l'inizio del
"ma che sto affa',qui e pure qua?)

Sofferenza acutissima in cui i " "cercatari" potevano sparire da Messe,riunioni vocazionali seguiti da : incontri di preghiera,Lodi e
Vespri, finanche Compieta,puff.

Spariti da tutto,evaporati.

Tempo in cui

1)alcuni ,dopo un po' riallacciati dal prete con vari e svariati "mea culpa " per la propria disattenzione da rabbi troppo occupato ,tornavano in seno al gruppo,Santi e Beati.

2) altri, mandavano 
*affanCi.U.ELLE ZerOTOndO*tutto il mondo
e tornavano pure loro,ma non nel gruppo,tornavano "normali". Allontanandosi 
dalla Parrocchietta e cambiando completamente frequentazioni.

3) quindi ,quelli che "gironzolavano".Mai troppo certi,mai nemmeno troppo insicuri, trascorrevano.
Erano come i dossi sulle strade,un po' su,un po' giu'.
'na specie di Amleti
senza sale o zucchero,senza essere carne o pesce.
Infelici,sempre.Indecisi.
Ed era il cancro paralizzante (loro,interiore,peggiore)
che ha nome "in de ci sio ne ".

Da parte del rabbi,la Confessione dei "cercatari " (come dei "non cercatari" ) era come un *Recruiting*: più che un sacramento, sembrava una strategia di HR (Risorse Umane) d'altri tempi : scovare le vulnerabilità del soggetto tramite luuuuuuuunghe conversazioni ,per trasformarlo in "talento da seminario" ,era scienza maxima in cui alcuni talent scout del clero eccellevano.
E,quando me ne rendevo conto sorpresa ,avevano tutta la mia
 (in) sincera ammirazione .

Un marketing spirituale a volte aggressivo, altre dolce,di quella dolcezza insinuante che,appunto si insinua e sottintende,ventila e instilla, fa leva su incertezze, dubbi,depressioni,ansie.
Insomma, più che una "chiamata", a volte in alcuni dei "cercatari" che erano stati cercati ,sembra fosse stata una "deviazione di chiamata" su un numero che, una volta staccata la linea principale,
dava sempre occupato.

Una volta, un amico ex cercataro
mi raccontò ,ridendo,che tutto era incominciato durante una semplice conversazione con il Padre Superiore dei "cercatari" ,fine spirituale e prete simpaticissimo.
Che ,dopo una riflessione innocente del ragazzo, su un episodio spiacevole riguardante suo nonno,confessato come celia, ad ascoltarlo si bloccò. a bella posta,di punto in bianco, alzando gli occhi al cielo,sospirando. Tutto compreso come in un suo discorso interiore che sbucava fuori ad alta voce,proprio non volendo,da esperto del genere
 *ragazzo possibile prete,
proviamoci! *aveva sentenziato un :
"Che peccato,tu! Stai sprecando la tua vita".
Tattica vincente e così ben elaborata,che.
Lui,colpito,tornando a casa aveva incominciato a rimuginare.
Alla fine, aveva sprecato davvero tutto, perso tempo ,lasciato la ragazza,litigato in famiglia,allontanàti tutti gli amici,si era licenziato dal lavoro, smesso studi,passioni innocenti come il basket e tanto altro, pecchè...
Si era convinto.
Grazie a tutta una serie di conversazioni con il sacerdote che lui era tornato a visitare,per chiacchierarci un po' .
Tipo semino piantato in un campo che deve
crescere,sbocciare,bla bla 
E poi,non era stato proprio così.Non era mai sbocciato,pianticella per inseminazione d'artificio,indotta _troppo_.Era morta ,alt! 
Era morto,lui.non era stato più genuino.
Gli era durato qualche anno.
Certezze a tutto spiano,che poi erano diventate...
incertezze certe e certezze ancora.
E poi...il vuoto.
Ed una grande fatica per riconoscersi,ritrovarsi e ricostruire se stesso da zero.
'na faticata .

Se erano tutti così "certi" di essere "cercatari" cercati, il fenomeno diventava ancora più interessante da analizzare col senno di poi : quell'effetto "Eco"
in alcune conversazioni e nei confessionali era davvero una bomba : Il prete non faceva il confessore, qualche volta faceva il DJ delle anime.
Riceveva un dubbio,una confidenza sussurrata, e te lo restituiva mixato come "Chiamata". 

Se lo diceva a tutti "i suoi" ,magari chiedendo "una preghiera per", nel gruppo si creava una camera d'eco dove l'incertezza del singolo veniva annullata dalla certezza (finta) del branco.
Perché," i cercatari" potevano essere "branco". 
Di pecorelle come di capri.Di elefanti e di colombelle.Di serpi come di stambecchi impegnati a saltellare tra le rocce.

45 anni fa non avevi i "Like", avevi, l'approvazione del Don. 
Essere "quelli che cercano" dava uno status di élite parrocchiale
o nell'ambiente annesso, che era oratorio e poi diventava seminario.Quello lì vicino.La meta più ambita.

In Parrocchietta,poi, c'erano i VIP della sacrestia, e a quell'età ,tra 20 e 30,quando magari non trovi lavoro,ti barcameni,studi e intorno non vedi nulla di compiuto, a parte le ragazze,si.ehm.Le cose 
non sono facilissime.
Però *esse* ," loro" .*Quelle*.
Compiutissime eh.
Ma alcune, difficili da...
(intendere, sopportare,provare a governare (ahia),supportare.E
che fatica ,*amar-le* .vai a capire come si sta insieme a,ecc.ecc.) 

Poi si andava agli incontri a pregare ,a stare con i preti e solo per quello,magari nell'aiutarli, incominciare a sentirsi _speciali_.
Perché ,quando ci si sente "chiamati ",quella è una droga molto più potente della teologia.
Succedeva.

∆∆∆∆∆∆∆∆8

Nei"cercatari" che cercavano 
O V U N Q U E e cercavano,dentro,fuori,da soli,accompagnati,in branco,la 
fede spesso era come "Allegato" al Prete : le loro convinzioni erano un file salvato su un hard disk esterno (il prete). 
Capitava che
quando lui era stato staccato e trasferito,poteva essere che " li licenziasse". 
Però ,furbo, portandoli a comprendere da soli, "accompagnandoli" a capire che.
mbe',si : alla fine.non faceva per loro.
quel genere di vita.

E alcuni ,con disperazione ,
scoprivano che il loro computer interno non aveva nemmeno il sistema operativo installato.
Si erano convinti di guardare l'Oltre, ma stavano solo guardando la nuca del compagno davanti a loro che seguiva il Don
che ,come Riccardo Cuor di Leone,imbracciava la Croce piuttosto che la spada e a capo del piccolo esercito di pecore indicava perché -come-dove-cosa-quanto cercare e,nel caso.La fine della ricerca dei poveri " cercatari." 
Le pecorelle non è che.Siano molto intelligenti.
Seguono la prima pecora passo passo e difficilmente si pongono domande ( se lo fanno hanno colore nero,altra storia)

Una volta girato l'angolo il leader, la fila delle pecorelle si scioglieva come neve al sole, perché il "dentro" era vuoto, ma il "fuori" era molto affollato.

Fa molto sorridere e con alcuni degli ex-cercatari scappa proprio la risata oggi, guardando a quel periodo, a chiedersi se fosse come un peccato di gioventù prima personale e poi collettivo
o come un piccolo
"esperimento sociale" riuscito male...
Altri,convinti proseguivano .
E tra quelli,ma pochi,troppo pochi,alla fine vivevano in pieno 
la propria scelta,consapevolmente.
Pochissimi.

∆∆∆∆∆∆∆∆∆9
Ah, parliamo di me : io ero allora l'anima nera Cainica, Spettatrice Non Pagante con il Super-Io Corazzato, che stava lì a considerarli con attenzione: mentre loro erano in preda a un'epidemia di misticismo ormonale, forse ero l'unica col termometro in mano a dirmi: "Ragazza, quelli hanno la febbre alta".Magari glielo facevo notare
de li ca ta men te.
Sorridendo.
(Altri preferivano tacere.)
Tante volte guardando 
il medico/rabbi con una certa ansia.
Ispezionarli da fuori ,è stato come osservare un esperimento di etologia parrocchiale — effetto Acquario: io, cioè Tu, stavi al di là del vetro.
Vedevi questi pesciolini che nuotavano tutti convinti verso la stessa direzione (il Don), mentre tu probabilmente pensavi:
"Ma lo sanno che è solo un mangime psicologico quello che lui sta buttando in acqua?"
E diventavo, nella tragedia(!), la "Cassandra della Sacrestia".
'ntipatica ai "Santi".
Premesso che in ogni gruppo di eletti c'è sempre quella persona lucida vista come una minaccia, perché la sua risata è il rumore di fondo della realtà che rompe il silenzio meditativo — diventavo il nemico pubblico numero uno.
Arco e frecce, carabina, cerbottana, tutto utile e buono per colpire.
Il Distacco, a guardare i " cercatari", aveva il suo bel potere: se la loro vocazione dipendeva dal CAP di residenza del loro mentore, non era proprio Spirito Santo. Era logistica.
Il primo reality show spirituale della storia, 45 anni prima del 
"Grande Fratello" , ma con le tonache al posto dei microfoni.
Per carità, però. Niente microfoni. Non puoi parlare seriamente, specie se ogni tanto alleggerisci, anzi. No. Meglio non parlare proprio: diventa sempre 'un troppo' in quegli ambienti, o Cassandra viene isolata con i 'pregheremo per te'.

Odio, sempre. Buffo da sottolineare ,ma è il contrario dell'Amore tanto predicato, vantato e indicato come su un segnale di direzione stradale.
Ci fu uno, dei cercatari, che una volta, in un capolavoro di lettera altamente ironica e scivolosa come detersivo per i piatti sfuggito sull'impiantito di casa, mi scrisse:
"Comunque
( aperta parentesi tonda sottintesa: siccome Io sono migliore di te ,Tu sei una schifezza di persona, chiusa parentesi tonda sottintesa)
sarà fatta a chi di Dovere (!) una preghiera per te!"

'na roba che solo a leggerla, ricevuta lettera, poi ridevi per sei mesi.
A ricordarla ,altri 30 anni circa, di gusto, ma.
Ahia, c'è sempre un "ma" triste, giacché.
In-tra-le-righe rivelava un qualcuno da tenere lontano chilometri, ntipatico assai ,che per curiosità vorrei proprio ascoltare oggi, nella sua Chiesa, per osservare
"da quale pulpito" arriva la predica che parla di dovere, magari a quello che chiamava Dovere (!)
in tale maniera stitica.

∆∆∆∆∆∆∆∆∆∆10

Altre questioni erano le "Scomuniche Cortesi": il "pregheremo per te" (però senza il famigerato " a chi di Dovere,"D" maiuscola)diventava l'equivalente spirituale del "ti faremo sapere" ai colloqui di lavoro, o del "non sei tu, sono io" nelle rotture sentimentali.
La Passivo-Aggressività in stato di Grazia tramite isolamento caritatevole: vorrebbero.
Ma non possono
allontanarti.
Non ti cacciano via (sarebbe brutto marketing), ti mettono in un "Lazzaretto Metafisico" perché tu. Sei quella "problematica" che non ha ancora visto la luce, e loro, dall'alto del loro attico spirituale, ti guardano con quella pietà zuccherosa che è più irritante di un cilicio dichiarato.
Uffa.
Poi, nel caso.
Fanno in modo che sia tu.
A decidere di andare via e sparire.
Ops. In quel "fanno in modo che sia tu", ci fosse bisogno di scoperchiare la tomba(!) c'è tutto un di più che può far male.
Ma tanto. E meglio non raccontare.

Se tu dicevi: "Ragazzi, state seguendo un miraggio", loro rispondevano:
"Preghiamo perché il tuo cuore di pietra si apra."
Traduzione: "Chiudi la bocca che ci stai rovinando il gioco a cui ci piace giocare dippiu'."
Il cuore di pietra fa un certo effetto sempre, e dopo un po' tutto questo — e loro — ti facevano dubitare della tua stessa lucidità.
Se ridevi, non era perché la situazione fosse ridicola, ma perché avevi 'le tentazioni'.
Se piangevi, 'stavi male' e bisognava pregare per te. 
E -senza che loro sapessero-per il tuo callo sotto l'allucione destro, che quello era, alla fine. Il tuo volto scuro così spiato."

La tua razionalità veniva diagnosticata come "insufficienza di spirito".
Eri il Grillo Parlante in un campo di Pinocchi che credevano di diventare bambini veri solo perché il Geppetto di turno (il prete) faceva i miracoli con la colla vinilica.

Quando il "trasloco di massa"  
-mio, o loro da me, fa lo stesso- ha confermato i miei sospetti, il mio 'cuore di pietra' pare -ehm- si sia fatto una bella risata liberatoria,con Cassandra e Grillo Parlante ."
Però.
La parte peggiore di taluni "cercatari" perfetti mi si è scolpita e rimasta lì.
Nel cuore.
A limarla, quella dei "cercatari" 
che cercavano veramente. Pochi.
Ma erano tutto un universo
che allarga lì. Sempre nel cuore.
Poi,ne raccontiamo qualcuno.
Come Ettore.

*_gioilan_*


mercoledì 7 giugno 2000

identichi.t


--

era come un muro bianco
su cui grafitare disegni.

seminaristi perfetti
contra
seminaristi imperfetti.

di qua 
di la'.

dall'inizio alla fine di quel mio tempo li'- che osservavo mentre lavoravo -
saranno stati in tutto
298
dei quali ,solo 11 le mele marce
ovvero gli

_imperfetti_.

pericolosi,davvero.

torniamo a
tutti gli altri,i seminaristi perfetti
quelli puntigliosi,precisini.

di tutti i tipi :

con la maglietta 
della salute,scialbi ingrigiti,vestiti di scuro
pure un poco stretti 
come se.lo.fossero oltre che 
negli abiti ,nei modi di fare ,nei pensieri.

o
 al contrario magicamente sempre allegri,felici.(falsamente) costruiti nella gioia ,nella letizia perfetta ,tante 
volte ,di chi recita un ruolo che si e' imposto,con 'sto sorriso sempre cucito in faccia che manco na' paresi,pronti ad alleggerire in ogni dramma.

altri 
che ,anni dopo, un tizio vestito tutto di candido, avrebbe descritto 
come" affetti da troppa frociaggine",già 
quelli
piccini ,meschini negli atteggiamenti ,a volte invidiosi delle femmine 
peggio delle femmine che si.punzecchiano.per sentirsi migliori di altre femmine ancora:
-femminette-

poi quelli 
che se li incontravi mentre tu salivi e loro scendevano una scala ,a mala pena un buongiorno e strisciavano tutt'uno. contro il muro .sguardo per terra per non
incrociare il tuo.
impauriti. sconvolti
al punto da girare i volti
incrociando con l'olfatto
uno Chanel numero 5
che trasforma ogni
donna,pure perfetta sanitaria da gabinetto,in Marylina.

quelli

tutti
  "iofratello/tusorella"

(specifica:ancora capisci male la
nostra 'micizia che è fraternità )

meglio,se "in Cristo".

(manco se fossero.gli.unici machi sulla faccia della terra e tu.non.avessi amici,i tuoi amici o tutti quei ragazzi
belli che conoscevi da sempre,belli.
che ti sembravano così solo perché colorati.

io fratello/tusorella tutti ,che avevano sempre
citazioni d'esempio
come versetti e parabole ,inviti alla
pace con tanto di canzone "EvenuShalomAleichem"
cantato tuttattaccato,sempre.

Inviti 
a serate di preghiera con rosario
meditato,Via Crucis,recita e -a seconda-
di Compieta,Lodi,Vespero,OraMedia, 
che di media ti partiva 'no sbadiglio.custodito in mano .
e poi alla fine del 
momento. di.Preghiera  ti ringraziavano.felici.
sempre con la fissa dei
viaggi organizzati a 
Pompei 
Assisi
Norcia
Cascia e pure Loreto .
dalle
continue premurose
attenzioni 
informandosi
 "come stai sorella?"
 (il sorella sempre bello.specificato.)
o le intransigenze
con scuse premesse (ti chiedo perdono,sorella ,permettimi.una domanda ,permettimi.di suggerirti,permettimi di.)
 ad.un.tuo.rossetto.una tua gonna un po'
più stretta
più corta
più leggera perche' d'estate
in quegli ambienti li' ,per una volta,
ti eri decisa:
addosso  avevi deciso di non portare copertoni
e procedevi,
nelle scollature incollate sotto
il mento.-mi raccomando-
a respirare.

le esondati esortazioni
a convertirsi
per il bene personale comune di parrocchia , comunità,per il 
tutto del mondo,ecco,benessere
mondiale 'che alla prima guerra se tu a loro pareva che non 
lo.fossi abbastanza,convertita
remissiva,blablabla
(occhi loro al cielo)
 la colpa era tuttatua

eppoi.

"dobbiamo essere.pronti
'ché il Signore può arrivare
e SE arriva" (citofona?
 mi chiedevo in quel mio silenzio
attento, volto vòlto.a recepire tra me e me 
mentre fuor
di me e me ascoltavo attenta) 
"non deve mai trovarci impreparati,
sospiro".
al mio "si si". mentre cercavo tra le dita l'anello a forma di ferro di cavallo.
da accarezzare.

gente così 
i seminaristi perfetti.
298

ai quali ,solo 11, le mele marce
ovvero gli

_imperfetti_. da compitare.

che puzzavano di sudore 
se giocavano a pallone con
 i ragazzini,avevano buchi 
nelle maglie colorate
dicevano "vaffancul" all'arbitro
che annullava
il gol di Antognoni nella partita contro il Brasile ,quella dei Mondiali.

dicevano ai.preti che andavano a farsi un giretto per meditare e di nascosto ti venivano a trovare per
tenerti la mano in silenzio 'che' 
la nonna stava morendo.

si tracannavano la birra con rutto alle zanzare.

non ti dicevano mai "sorella"
('ch'è non c'era bisogno :
se siamo amici ,siamo fratelli e senza disturbare Cristo sempre molto impegnato altrove.)

accennavano all'organo "Staying Alive" dei Bee Gees e, 'na volta beccati da Agnese, l'integerrima bizzoca,prima della recita del Santo Rosario ,mixavano lentissimamente
 -non si sa come - in "SciubertAveMariadi"
che non si sa come.

spolveravanoramazzavano
e se cuocevano le uova
sode 
le rinfrescavanosotto al
vino moscato.
non punivano i chierichetti che
sul sedile del tronetto sull'altare, sotto al
 ci u elle o 
di PadreMortorio,sistemavano puntine 
per farlo.
saltare.Alla Prima Lettura 
nella Santa essa.


ti chiedevano.

che stessi leggendo di bello,meglio
se
non fosse un libro
mozzarella liquefatto e sfatta
per la Chiesa,di
quelli di Chiesa
con la fede a sostegno
tuo e di tutti,la 
letteratura dalla Chiesa

no per favore bastaaaaa.

se gli rammendavi il buco di cui sopra nella maglia colorata

dove potevano procurarsi un paio di pantofole de fonseca .

se sapevi che fosse successo alla Signora Rina,la vicina che bestemmia che è simpa.

gente così ,insomma:

seminaristi imperfetti.

pericolosi,davvero.
di cui, però. 
7 sono arrivati alla meta e
sono diventati sacerdoti.
7
nei.cui.tre, pure vescovi.
Due padri provinciali,un padre generalissimo ,un teologo.di fama ,due insegnanti.
un missionario
ed un frate 
che continua in Perù ad arbitrare partite
eppoi ti manda mail
"come mi rattoppavi tu..."
(buchi,ferite)
e come saluto
"m'è ! vaffanciul :devo chiudere :ho catechesi ai cresimandi!"

erano talmente imperfetti
che poi
ci diventavano.

preti
magari non perfetti, ma di quelli
che,passo.passo,a spasso
con la gente ,sulle orme 
di QUELL'ALTRO.

____________________________
io,lavoravo in due Istituti.
Due. Congregazioni religiose
differenti.

In una, in biblioteca.
Poi davo una mano. in Parrocchia. 

Nell'altra ero educatrice al pomeriggio ed insegnavo. 
I miei discenti erano bambini. 
I più tremendissimimal al.mondo

età mia dai 21 ai 37.
anni.passati a cercare di. interpretare. pure curiosa, 
un mondo che - a volte-. poteva farmi soffocare.

Oggi sono solo racconti. da raccontarmi 
con l'occhio di chi c'era, di chi puliva i bordi di quel mondo, mentre la vita vera accadeva altrove.

Al piano terra, terra-terra del primo istituto dei 
Brigiditi di 
Santa Brigida Maria Fida Urticaria
c'era la grande Chiesa Bianca al Porto,con la targa
 Bi.Emme.Vu 
(Brigida Emerita Virtù) scolpita nello stemma,sotto cui il buon padre Adolfo parcheggiava la sua enorme BMW.
Si entrava nella palazzina li' appiccicata, dal portoncino antico laterale al portone della chiesa,è.di.li' si passava 
 accanto,nella biblioteca, oltre le sale in cui si riunivano i ragazzi
del pomposamente chiamato "gruppo vocazionale", cioè i ragazzi
"in cerca".
'Sti ragazzi cercatari
li raccontiamo.poi.


(continua)

*_gioilan_*

venerdì 2 giugno 2000

passeggiamo tra le tue e le mie

--
sbuca un mastodontico pozzo

accerchiato da lecci ed un carrubo
è la Grave intensa di papaveri
incubo dei sentieri nella terra

Intorno soglie di muretti a pietre
tonde,
cavate per delimitare
isole coltivate verdi o bionde.

Oltre le strade di campagna
i bianchi fantasmi dei paesi
si flettono inclinandosi

  della prima afa si dice già
a maggio e stretti intorno a questo fuoco
i vecchi ai tavoli
si giocano il vino fresco

le donne sventagliano
il lento scorrere del tempo.


di certo profumano,
esistenze lontane

                                                

venerdì 19 maggio 2000

rompere il silenzio

Ora il silenzio è pieno
Ora il silenzio è denso.




-tanto qualcuno leggerà e quando leggerà sarà stata la sorte._


Starei seduta a scrivere di musiche , di grigio, di profumo d'arancio, di sabbie da clessidra,forse di questa pioggia.


( visionaria, io l'ho immaginata)
                                                         ( in fin dei conti amo)



E le parentesi cadono affinchè sgoccioli l'ultimo significato.
( )                                                                              ( )                                                     


Perpendicolari, a piombo.   ||       ||
                                       Tutti i miei giorni,
                                        tutti quelli che passano e bastano
                                        per morire, e sanno parlare d'amore.
Sono appassiti nella loro primavera
       -custodita come un figlio-
                        Perdona se ho rotto il silenzio, (che a volte appare come l'unica sacralità)


                                  per simili parole, perdona

venerdì 21 aprile 2000

Sotto il tuo legno, io e la madre siamo



--

stai
di chiodi
che lacerano appeso
di gocce di sangue 
tuo mio
Figlio

che urli 
che chiami



Padre, perché mi hai
abbandonato?
Mi hai pensato promesso voluto
e sono nato,Padre.


Ti vedo,amico mio ,fratello
Rabbì, Signore mio
sono qui ,con Te.

ti guardo. mi guardi.

guardi Lei,sotto il tuo legno

Vuoi che la conduca via,che ne abbia cura

mi stai donando tua Madre
a me,al mondo
si
Così sia.
                                


*_gioilan*_




lunedì 10 aprile 2000

trani,vico porta antica

--



fiuto

     del vicolo breve l'umido
ordito sull'arcata,abitato
da quel buio di cenere indurita
in un tartaro di secoli
nello sputo dei falò.


voglia di sole e sole in faccia adesso
che ne esco e mi bisbiglia e fruscia il vento.


uccelli - trasparenti di rocca -
                                   tralignano
da una covata di nuvole bianche
che s'inarca da fascine di bagliori
dorati
agli amori dei tralicci .


                                                                                              

lunedì 3 gennaio 2000

renato e rosa

--

stanotte vi ho telefonato in sogno,
stanotte
          ho parlato con voi che non
siete più dei nostri ( uno strano disegno)

stanotte ,
quando vi ho portato il dono
insperato
             -penso- del mio ricordo

(il mio ricordo di tutto questo tempo)

che non è gocciolato certamente
lento,
        stanotte.

                      Vi ho restituito -per
    un momento-   il nostro passato
                                     e i sorrisi
su quella gioia di un futuro
            insieme (uno qualsiasi)
                     che non è mai venuto,
purtroppo sognato non è mai arrivato

nè re-nato accanto a quella rosa rosa

ostacolato da una bolla appesa
nell'insospeso
                    reso dalla morte.

Vi ho dato l'amore che in fondo
non muore mai
                   nel mio sorriso largo :-)
                       ogni volta che
                        ascolto i ricordi
                        ergo, è là che scorgo voi, poi.


( la notte io sempre, come
  trasporto da me
  a voi).

In fondo Dio benigno
nessuno l’ha mai visto ed ora state
telefonandomi in risposta
-forse- con lui,  in un .
ancora un
sogno











dieci anni dalla morte di renato rizzo  e rosa leone.
3gennaio 1990/ 2000

sabato 1 gennaio 2000

ilcatinodizinco
-Per tracciare parole, storie.

--




Ho il ricordo del catino color cenere,in zinco, bianco smalto fuori,
in cui da piccolissima mi lavavano.
Sul loggiato  a mezzo sole, d'estate.
E mi sono detta che quel catino  non solo è il ricordo "di cosa" che contiene.
Ha il ricordo dell'aggeggio desueto, quello che d'uso semplice e comune una volta ,oramai s'è smarrito.
S'è superato, magari non volendo,

Un "ricordo ricordato" all'improvviso, dopo aver letto un libro, di Margaret Mazzantini.

Nel mondo della plastica che implastica,
il catino di zinco
*che sia di zinco zinco* ,quello stesso
del lavandare accanto ai pozzi,del rifrescarsi nell'intimità delle camera da letto,del bagnetto al piccolo di casa, è il resto
di un tempo ancora vicino,ma definitivamente remoto,forse pure perso: lontano.
Nel marasma del nuovo, del comodo .Degli oggetti
procuràti in fretta+usa+getta=immediatamente.
Prodotti .
Quasi asettici.
Impersonali, apassionali.


Straabusati e straabusanti lì, ad intristirci perchè intristiti nel senza storia.
Il catino di zinco
è il bacile,quello posto a lavamano che contiene.

Acqua chiara che insapona, che tramena.
Che scivola in.
Uno sciorinìo di rimembranze.Ma contiene.

Una folla di volti, di esperienze in ressa si affannano in echi,
propaggini.


In essenze persistenti tenaci, immutabili che chiedono,
i n s i s t e n t e m e n t e
un riscontro, nuova vita.


Un solo segno di continuità in

parolesuparoledopoparoleconparole

a cincischiare nell'acqua che scivola e passa in un blog.
(ecco perché ne farò un blog).

"Il catino di zinco" prende il nome dal libro di cui su, di Margaret Mazzantini.


La storia di Antenora, ha inizio nel grigiore meschino familiare del principio del millenovecento e arriva spedito fino a
noi, passando per guerre, dittatura, dopoguerra facendo i conti con femminismo e post
femminismo,
arrendendosi solo al destino di morte che tocca comunque.Chiunque,nell'età del corpo minata dal tempo e dalle malattie.

Il catino di zinco, semplicemente accoglie, comprende,racchiude, include, ha dentro.
Trattiene.
Non solo  liscivia e freschezza d'acqua .

Da me qui scorreranno, appunto.
Parole.