(continuando dopo
"identichi.t)
--
∆1
i ragazzi "cercatari"
cercavano.
dentro,fuori, mbo'.
non era come cercare funghi.
o forse si, non si capiva .
A meno che Dio non fosse un fungo.
Cioè,che sto scrivendo?
L'Altissimo una muffa,adesso.
maddai !
Dunque,erano uno scalcagnato gruppo senza età
nel senso che il PadreMaestro
(E "Cercatore") li raccattava in Chiesa, spesso durante le confessioni.
O quando andava a predicare fuori città e si "produceva" in uno dei suoi estemporanei show atti ad "ammaliare" adepti,specie di genere maschile
(come ridevamo noi,di genere femminile)
Erano anche detti
"gruppo vocazionale" .
Che "vocava" ,dal latino," chiamava."
'Sti ragazzotti baldanzosi o,a seconda,timidi ed impauriti.
Se si sentivano "chiamati" erano in quel gruppo ad indagarsi
prima di entrare officially in Seminario e "postulare".
∆∆2
Come ci si faceva,di grazia-mi chiedevo- a sentirsi "chiamati"?
Si rovistava.Dentro.
Minuziosamente e con la guida del PadreMaestro.Ci si tramestava e buttava all'aria,sul piano spirituale e non solo, e ci torniamo : si cercava.
Insistentemente.
Se dovessi fare l'analisi esatta al "cercarsi dentro",
che mi incuriosiva così tanto, di questi giovincelli o tante volte anche fanciulloni attempati,
e che mi imponevo, per capirli,
con la lente di una zia parecchio più anziana ,un po' scettica e ironica, il tutto
si potrebbe definire
come un "identikit" di ragazzi pronti ad intraprendere un "viaggio speleologico nell'IO,alla ricerca di
un canone di affitto moderato nel Regno dei Cieli" .
Ecco.
Sputata la mia sentenza da "Grilla Blaterante" ,come una volta mi battezzò il buon PadreDiòniso,anziano psicologo
e Maestro in pensione ,della comitiva dei Padri Brigiditi della Chiesa di Santa Brigida laggiù al Porto.(come la indicavano tutti)
∆∆∆3
È che a parlarci, veniva fuori che i "cercatari" avevano, a periodi eh, 'na sorta di introspezione strategica: non una semplice riflessione, più un "check out" , cioè lasciare la camera, regolare il conto, sparire dal mondo dei comuni mortali dirigendosi verso altro.
Quando chiedevo,ottenevo risposte più o meno comprese dal ruolo (futuro da preti), più o meno ironico boriose o -peggio- pazienti e benedicenti,anche sfanculanti, se erano tipologie di fanciulli diciamo estremamente ironici, insomma : a seconda.
Che fossero futuri seminaristi perfetti o imperfetti, loro
rispondevano a 'sta femmina
troppo curiosa, ed io pensavo che stessero
cercando di capire se la loro voce interiore fosse davvero il povero Iddio che chiamava al citofono del loro cuore+cervello (!)
O solo il loro Super-Io che aveva deciso di mettersi la tonaca per darsi delle arie da autorità morale e "pretica". mah.
Spesso, si facevano preda di una sorta di "Chirurgia dell'Anima": a cercarsi dentro (senza uscire fuori a guardare che tempo facesse — e questo poteva essere un problema-) si autoeffettuavano 'na specie di operazione a cuore aperto senza anestesia, dove speravano di trovare una scintilla divina, quella vera, la citofonata dell'Altissimo per vocarli al sacerdozio
(e non solo i residui di un trauma infantile legato alla visione di qualche film
finito male, molto male, sulla vita di un giovane falegname di Nazareth.)
Ma ero sempre io, che cercavo di capire, sindacare, interpretare.
E mi fregava un certo sguardo ironico,sempre
pe ri co lo si ssi mooo.
∆∆∆∆4
Avevano diverse fasi, in questa citofonata :
1) il sentire qualcosa senza sapere che, in quel vuoto pneumatico che li riempiva in periodi particolari,tipo il termine
dei cicli degli studi
( scuola media/liceo/università).
Quando c'era da chiedersi :
"e adesso, che fo'? dove vo'?
è nato prima l'uovo e la gallina ci ha fatto l'omelette o, la gallina si è suicidata in un forno con il suo primo amore, il tacchino?"
2) in concomitanza con i grandi dolori della vita. Malattia.
Accidenti vari a persone di famiglia e non. Morti. E tutto quel grigio triste mondo di disgrazie che prima o poi capitano e rendono permeabili. Al dolore.
3) incapacità di rapportarsi al mondo femminile — difficilotto per sé — con annesse delusioni ricevute. O date.
Poi arrivava il momento in cui gli aspiranti preti si chiedevano: "Sto seguendo una chiamata o sto solo scappando dalle agenzie di dating?"
Alcuni avevano la "Sindrome dell'Escavatore nel Profondo": per scavarsi dentro, attraversavano periodi di dolore a u t e n t i c o, invisibile ai più. Si cercava esageratamente il peggio di sé, per riconoscerlo, combatterlo, migliorarsi. Ho conosciuto alcuni che se lo inventavano, il peggio. Per stare meglio.
( però bello eh? scavare — per vedere se la tua voglia di aiutare il prossimo è vero amore o il tuo narcisismo che ha trovato un pulpito con pubblico garantito.)
Altri effettuavano una sorta di "Gestalt della Sottrazione": ti guardi dentro, vedi cosa resta se togli le telefonate con gli amici, gli appuntamenti, le partite di pallone, il cinema, lo struscio, le ragazze, la famiglia con la mamma che vuole che vai a farle la spesa, qualche sega (pardon).abbastanza sbronze,,un campeggio ,pure viaggi in comitiva e se quello che rimane ti sembra abbastanza per farci colazione per i prossimi cinquant'anni senza voler lanciare il breviario dalla finestra, accetti la "chiamata".
∆∆∆∆∆5
In breve? Per i "cercatari" , cercarsi dentro era l'indagine di mercato più rischiosa della vita, dove il "cliente" e il "prodotto" erano la stessa persona, e l'investitore (Lassù) non rilascia mai ricevute fiscali immediate.
Poi, capitolo a parte: dei "cercatari c'erano anche quelli del gruppo che non stavano cercando la vocazione, stavano vivendo una "Sindrome di Stoccolma parrocchiale".
Grazie a "Padri Reclutatori" per i quali si arrivava a sviluppare sentimenti estremamente positivi, senza sapere di trovarsi davanti a narcisisti in nuce o semplici manipolatori.
Lo si comprendeva. Di solito tardi. E alcuni mai troppo presto,per i miei gusti.
Io, uno così l'ho conosciuto.
BeneBeneBene.
Invece che il piffero per suonare e attirare topolini, aveva un'agendina e *fissavappuntamenti*
per chiacchierare
confessare
pregare
e così,d'un tratto pretratteggiato con attenzione (!) dopo un po' si trovava ad
essere indispensabile alla vita dei giovani virgulti che lo seguivano, indefessamente.
Che si convincevano di essere stati fortunati ad incontrarlo per "la propria strada nel mondo".
Senza sapere che e di.
Lui ,bisognoso che gli altri avessero bisogno di lui.
Complicato da spiegare. Epperò così. Sussisteva negli altri che lo tartassavano con richieste di tutti i tipi. Lui così estroverso, affascinoso e accattivante nell'umiltà sparsa con quella che proprio non era ingenuità.
Quei ragazzi non guardavano dentro se stessi, guardavano il prete e pensavano:
"Se lo fa lui che è simpatico, magari dentro di me c'è una versione in miniatura di lui."
Al punto che, in maniera ridicolissima, alcuni — senza rendersene conto, temo — diventavano una piccola versione clonata del fantastico religioso cui si ispiravano in tutto e per tutto.
Gli è che a volte non prendevano solo i pregi, eh?!
Tutto molto comico,assai-assai.
∆∆∆∆∆∆6
Spesso, troppo spesso, si sentivano
*avvalorati* — si legge? con cucito addosso un *valore* in più, Cristo. E in questo autorizzati a sentirsi migliori.
"al.di.sopra."
Di colei o coloro che gli stavano davanti e gentilmente intavolavano conversazione, imbandendo al desco delle tre esse: semplicità, sensibilità e simpatia, magari per capire, capirli e perché no? capirsi.
tante volte si chiamava pure amicizia preoccupata o,semplicemente solo
"A M I C I Z I A".
Essere al di sopra in quanto "cercatari" non era solo psicologia. Era Arte. Del sopravvolo.
Io, con le ali angeliche del "cercataro " che ha capito tutto, volo su Te, ancorata terra-terra — femminetta che chiede, o povero scemo al suo seguito (come il mio amico/"collega" Luigi,con il quale si condividevano dubbi osservando attentamente il mondo "cercataro" sempre più rimpinguato da "cercatari" impensabili ,ma reclutati d'improvviso) — e ti spiego cosa sia l'Amore. Quello vero. Di Cristo. Che io, sì. Ho capito. Imparato a memoria. E se vuoi te lo sciorino in versetti.
Perché in gruppo, a seguire il loro rabbi, avevano compreso.
Tutto.Giusto.Del Vangelo.Tutto. Mentre, secondo loro.
Gli altri, al di fuori del gruppo — da evangelizzare — no.
∆∆∆∆∆∆∆7
Il gruppo dei "cercatari" diventava come una sorta di "Utero Emotivo": la vocazione non era un dialogo con l'Assoluto, ma un contratto di affitto emozionale condizionato alla presenza del proprietario di casa.
Sparito il prete, scattava lo sfratto esecutivo della fede.
E per sparire,a volte si poteva intendere anche :
"allentando il prete tutte quelle attenzioni dovute per accalappiare i cagnolini e passando egli ,ad altri ancora" ...
i cuccioli , aprivano gli occhi e
se non si ribellavano e scappavano a gambe levate,rimanevano.
Incominciando il periodo del
"sto male,sto in crisi"
(che altro non era che la fine del "cercarsi dentro " senza trovare bandolo di matassa e l'inizio del
"ma che sto affa',qui e pure qua?)
Sofferenza acutissima in cui i " "cercatari" potevano sparire da Messe,riunioni vocazionali seguiti da : incontri di preghiera,Lodi e
Vespri, finanche Compieta,puff.
Spariti da tutto,evaporati.
Tempo in cui
1)alcuni ,dopo un po' riallacciati dal prete con vari e svariati "mea culpa " per la propria disattenzione da rabbi troppo occupato ,tornavano in seno al gruppo,Santi e Beati.
2) altri, mandavano
*affanCi.U.ELLE ZerOTOndO*tutto il mondo
e tornavano pure loro,ma non nel gruppo,tornavano "normali". Allontanandosi
dalla Parrocchietta e cambiando completamente frequentazioni.
3) quindi ,quelli che "gironzolavano".Mai troppo certi,mai nemmeno troppo insicuri, trascorrevano.
Erano come i dossi sulle strade,un po' su,un po' giu'.
'na specie di Amleti
senza sale o zucchero,senza essere carne o pesce.
Infelici,sempre.Indecisi.
Ed era il cancro paralizzante (loro,interiore,peggiore)
che ha nome "in de ci sio ne ".
Da parte del rabbi,la Confessione dei "cercatari " (come dei "non cercatari" ) era come un *Recruiting*: più che un sacramento, sembrava una strategia di HR (Risorse Umane) d'altri tempi : scovare le vulnerabilità del soggetto tramite luuuuuuuunghe conversazioni ,per trasformarlo in "talento da seminario" ,era scienza maxima in cui alcuni talent scout del clero eccellevano.
E,quando me ne rendevo conto sorpresa ,avevano tutta la mia
(in) sincera ammirazione .
Un marketing spirituale a volte aggressivo, altre dolce,di quella dolcezza insinuante che,appunto si insinua e sottintende,ventila e instilla, fa leva su incertezze, dubbi,depressioni,ansie.
Insomma, più che una "chiamata", a volte in alcuni dei "cercatari" che erano stati cercati ,sembra fosse stata una "deviazione di chiamata" su un numero che, una volta staccata la linea principale,
dava sempre occupato.
Una volta, un amico ex cercataro
mi raccontò ,ridendo,che tutto era incominciato durante una semplice conversazione con il Padre Superiore dei "cercatari" ,fine spirituale e prete simpaticissimo.
Che ,dopo una riflessione innocente del ragazzo, su un episodio spiacevole riguardante suo nonno,confessato come celia, ad ascoltarlo si bloccò. a bella posta,di punto in bianco, alzando gli occhi al cielo,sospirando. Tutto compreso come in un suo discorso interiore che sbucava fuori ad alta voce,proprio non volendo,da esperto del genere
*ragazzo possibile prete,
proviamoci! *aveva sentenziato un :
"Che peccato,tu! Stai sprecando la tua vita".
Tattica vincente e così ben elaborata,che.
Lui,colpito,tornando a casa aveva incominciato a rimuginare.
Alla fine, aveva sprecato davvero tutto, perso tempo ,lasciato la ragazza,litigato in famiglia,allontanàti tutti gli amici,si era licenziato dal lavoro, smesso studi,passioni innocenti come il basket e tanto altro, pecchè...
Si era convinto.
Grazie a tutta una serie di conversazioni con il sacerdote che lui era tornato a visitare,per chiacchierarci un po' .
Tipo semino piantato in un campo che deve
crescere,sbocciare,bla bla
E poi,non era stato proprio così.Non era mai sbocciato,pianticella per inseminazione d'artificio,indotta _troppo_.Era morta ,alt!
Era morto,lui.non era stato più genuino.
Gli era durato qualche anno.
Certezze a tutto spiano,che poi erano diventate...
incertezze certe e certezze ancora.
E poi...il vuoto.
Ed una grande fatica per riconoscersi,ritrovarsi e ricostruire se stesso da zero.
'na faticata .
Se erano tutti così "certi" di essere "cercatari" cercati, il fenomeno diventava ancora più interessante da analizzare col senno di poi : quell'effetto "Eco"
in alcune conversazioni e nei confessionali era davvero una bomba : Il prete non faceva il confessore, qualche volta faceva il DJ delle anime.
Riceveva un dubbio,una confidenza sussurrata, e te lo restituiva mixato come "Chiamata".
Se lo diceva a tutti "i suoi" ,magari chiedendo "una preghiera per", nel gruppo si creava una camera d'eco dove l'incertezza del singolo veniva annullata dalla certezza (finta) del branco.
Perché," i cercatari" potevano essere "branco".
Di pecorelle come di capri.Di elefanti e di colombelle.Di serpi come di stambecchi impegnati a saltellare tra le rocce.
45 anni fa non avevi i "Like", avevi, l'approvazione del Don.
Essere "quelli che cercano" dava uno status di élite parrocchiale
o nell'ambiente annesso, che era oratorio e poi diventava seminario.Quello lì vicino.La meta più ambita.
In Parrocchietta,poi, c'erano i VIP della sacrestia, e a quell'età ,tra 20 e 30,quando magari non trovi lavoro,ti barcameni,studi e intorno non vedi nulla di compiuto, a parte le ragazze,si.ehm.Le cose
non sono facilissime.
Però *esse* ," loro" .*Quelle*.
Compiutissime eh.
Ma alcune, difficili da...
(intendere, sopportare,provare a governare (ahia),supportare.E
che fatica ,*amar-le* .vai a capire come si sta insieme a,ecc.ecc.)
Poi si andava agli incontri a pregare ,a stare con i preti e solo per quello,magari nell'aiutarli, incominciare a sentirsi _speciali_.
Perché ,quando ci si sente "chiamati ",quella è una droga molto più potente della teologia.
Succedeva.
∆∆∆∆∆∆∆∆8
Nei"cercatari" che cercavano
O V U N Q U E e cercavano,dentro,fuori,da soli,accompagnati,in branco,la
fede spesso era come "Allegato" al Prete : le loro convinzioni erano un file salvato su un hard disk esterno (il prete).
Capitava che
quando lui era stato staccato e trasferito,poteva essere che " li licenziasse".
Però ,furbo, portandoli a comprendere da soli, "accompagnandoli" a capire che.
mbe',si : alla fine.non faceva per loro.
quel genere di vita.
E alcuni ,con disperazione ,
scoprivano che il loro computer interno non aveva nemmeno il sistema operativo installato.
Si erano convinti di guardare l'Oltre, ma stavano solo guardando la nuca del compagno davanti a loro che seguiva il Don
che ,come Riccardo Cuor di Leone,imbracciava la Croce piuttosto che la spada e a capo del piccolo esercito di pecore indicava perché -come-dove-cosa-quanto cercare e,nel caso.La fine della ricerca dei poveri " cercatari."
Le pecorelle non è che.Siano molto intelligenti.
Seguono la prima pecora passo passo e difficilmente si pongono domande ( se lo fanno hanno colore nero,altra storia)
Una volta girato l'angolo il leader, la fila delle pecorelle si scioglieva come neve al sole, perché il "dentro" era vuoto, ma il "fuori" era molto affollato.
Fa molto sorridere e con alcuni degli ex-cercatari scappa proprio la risata oggi, guardando a quel periodo, a chiedersi se fosse come un peccato di gioventù prima personale e poi collettivo
o come un piccolo
"esperimento sociale" riuscito male...
Altri,convinti proseguivano .
E tra quelli,ma pochi,troppo pochi,alla fine vivevano in pieno
la propria scelta,consapevolmente.
Pochissimi.
∆∆∆∆∆∆∆∆∆9
Ah, parliamo di me : io ero allora l'anima nera Cainica, Spettatrice Non Pagante con il Super-Io Corazzato, che stava lì a considerarli con attenzione: mentre loro erano in preda a un'epidemia di misticismo ormonale, forse ero l'unica col termometro in mano a dirmi: "Ragazza, quelli hanno la febbre alta".Magari glielo facevo notare
de li ca ta men te.
Sorridendo.
(Altri preferivano tacere.)
Tante volte guardando
il medico/rabbi con una certa ansia.
Ispezionarli da fuori ,è stato come osservare un esperimento di etologia parrocchiale — effetto Acquario: io, cioè Tu, stavi al di là del vetro.
Vedevi questi pesciolini che nuotavano tutti convinti verso la stessa direzione (il Don), mentre tu probabilmente pensavi:
"Ma lo sanno che è solo un mangime psicologico quello che lui sta buttando in acqua?"
E diventavo, nella tragedia(!), la "Cassandra della Sacrestia".
'ntipatica ai "Santi".
Premesso che in ogni gruppo di eletti c'è sempre quella persona lucida vista come una minaccia, perché la sua risata è il rumore di fondo della realtà che rompe il silenzio meditativo — diventavo il nemico pubblico numero uno.
Arco e frecce, carabina, cerbottana, tutto utile e buono per colpire.
Il Distacco, a guardare i " cercatari", aveva il suo bel potere: se la loro vocazione dipendeva dal CAP di residenza del loro mentore, non era proprio Spirito Santo. Era logistica.
Il primo reality show spirituale della storia, 45 anni prima del
"Grande Fratello" , ma con le tonache al posto dei microfoni.
Per carità, però. Niente microfoni. Non puoi parlare seriamente, specie se ogni tanto alleggerisci, anzi. No. Meglio non parlare proprio: diventa sempre 'un troppo' in quegli ambienti, o Cassandra viene isolata con i 'pregheremo per te'.
Odio, sempre. Buffo da sottolineare ,ma è il contrario dell'Amore tanto predicato, vantato e indicato come su un segnale di direzione stradale.
Ci fu uno, dei cercatari, che una volta, in un capolavoro di lettera altamente ironica e scivolosa come detersivo per i piatti sfuggito sull'impiantito di casa, mi scrisse:
"Comunque
( aperta parentesi tonda sottintesa: siccome Io sono migliore di te ,Tu sei una schifezza di persona, chiusa parentesi tonda sottintesa)
sarà fatta a chi di Dovere (!) una preghiera per te!"
'na roba che solo a leggerla, ricevuta lettera, poi ridevi per sei mesi.
A ricordarla ,altri 30 anni circa, di gusto, ma.
Ahia, c'è sempre un "ma" triste, giacché.
In-tra-le-righe rivelava un qualcuno da tenere lontano chilometri, ntipatico assai ,che per curiosità vorrei proprio ascoltare oggi, nella sua Chiesa, per osservare
"da quale pulpito" arriva la predica che parla di dovere, magari a quello che chiamava Dovere (!)
in tale maniera stitica.
∆∆∆∆∆∆∆∆∆∆10
Altre questioni erano le "Scomuniche Cortesi": il "pregheremo per te" (però senza il famigerato " a chi di Dovere,"D" maiuscola)diventava l'equivalente spirituale del "ti faremo sapere" ai colloqui di lavoro, o del "non sei tu, sono io" nelle rotture sentimentali.
La Passivo-Aggressività in stato di Grazia tramite isolamento caritatevole: vorrebbero.
Ma non possono
allontanarti.
Non ti cacciano via (sarebbe brutto marketing), ti mettono in un "Lazzaretto Metafisico" perché tu. Sei quella "problematica" che non ha ancora visto la luce, e loro, dall'alto del loro attico spirituale, ti guardano con quella pietà zuccherosa che è più irritante di un cilicio dichiarato.
Uffa.
Poi, nel caso.
Fanno in modo che sia tu.
A decidere di andare via e sparire.
Ops. In quel "fanno in modo che sia tu", ci fosse bisogno di scoperchiare la tomba(!) c'è tutto un di più che può far male.
Ma tanto. E meglio non raccontare.
Se tu dicevi: "Ragazzi, state seguendo un miraggio", loro rispondevano:
"Preghiamo perché il tuo cuore di pietra si apra."
Traduzione: "Chiudi la bocca che ci stai rovinando il gioco a cui ci piace giocare dippiu'."
Il cuore di pietra fa un certo effetto sempre, e dopo un po' tutto questo — e loro — ti facevano dubitare della tua stessa lucidità.
Se ridevi, non era perché la situazione fosse ridicola, ma perché avevi 'le tentazioni'.
Se piangevi, 'stavi male' e bisognava pregare per te.
E -senza che loro sapessero-per il tuo callo sotto l'allucione destro, che quello era, alla fine. Il tuo volto scuro così spiato."
La tua razionalità veniva diagnosticata come "insufficienza di spirito".
Eri il Grillo Parlante in un campo di Pinocchi che credevano di diventare bambini veri solo perché il Geppetto di turno (il prete) faceva i miracoli con la colla vinilica.
Quando il "trasloco di massa"
-mio, o loro da me, fa lo stesso- ha confermato i miei sospetti, il mio 'cuore di pietra' pare -ehm- si sia fatto una bella risata liberatoria,con Cassandra e Grillo Parlante ."
Però.
La parte peggiore di taluni "cercatari" perfetti mi si è scolpita e rimasta lì.
Nel cuore.
A limarla, quella dei "cercatari"
che cercavano veramente. Pochi.
Ma erano tutto un universo
che allarga lì. Sempre nel cuore.
Poi,ne raccontiamo qualcuno.
Come Ettore.
*_gioilan_*