mercoledì 4 ottobre 2000

Sulla Via

Clacsona intorno a sè la via senza pietà Vulnerano approssimativamente fangose banderuole
Notturne
nell'abito guarnito di inutili ovvietà Passi di donna sevizia il vento

dove
Piaceri procapite franano Spasimi d'insani .Adattabilità

In tivù discorsi senza sale,parole di serpi velenose, grassi
fervori,sentimenti meccanici sottili e mendaci

         Riversa su quel letto d'un albergo sotto il vecchio predone astuto
Costruire piano urla dentro e farle ammutolire
Bimba
della morte sogna ,troppo a lungo ha combattuto
Frigida
LAPIDE bianca su fossa di terra,mentre scendi t'aggrappi alla luna e
come
quella torni a salire
Non pietà nè più domanda ,nè aiuto Sperare il sonno
di quel bruto
           Distruzione,senza pudore
sasso acuto sfuria l'inerzia di sentire
dove o si dove e quando ma quando
si andrà a finire.

Avanzando la notte d'ottobre
torna alla vita
     Clacsona intorno a sè la via senza pietà
Perduta vaga insalubre

Chi m'ami non manca
Chi sia io ,se sia, son stanca.

Tococ







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