giovedì 8 marzo 2001

da frina, giardincasa

Rosa di sole spine
                le indomabili parole del dolore
pungono un arto.
Il dio che ha nome libertà mi insidia
             dipana il tempo
                 piove rosso
sul mio statuto d'intoccabile e fragile concubina
Niente alchermes,niente ori,niente amore
 -io mi guardo e rido-
Supina ricevo dolore a grappoli
             svanire tento di frenesie
                            sensori incarno
                fin nei pori del profondo,alla linfa
                          affronto l'essere donna
Ferite profumate,malgrado tutto.
Costose.
Lontano il fumo delle stoppie
mulinella nella mente a comprensibile sdegno,
l' inganno.


F-rina