Rosa di sole spine
le indomabili parole del dolore
pungono un arto.
Il dio che ha nome libertà mi insidia
dipana il tempo
piove rosso
sul mio statuto d'intoccabile e fragile concubina
Niente alchermes,niente ori,niente amore
-io mi guardo e rido-
Supina ricevo dolore a grappoli
svanire tento di frenesie
sensori incarno
fin nei pori del profondo,alla linfa
affronto l'essere donna
Ferite profumate,malgrado tutto.
Costose.
Lontano il fumo delle stoppie
mulinella nella mente a comprensibile sdegno,
l' inganno.
F-rina
giovedì 8 marzo 2001
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