mi affligga, quando dolore alla bocca
scocca in un precipitoso esilio e corro,
mi paio aver accettato per fortuna.
Inacidisce piano quel vano che ho
in orale, miniera scavano man mano
favoriti dal glucosio e il caramello.
qui, e mi sbudello ed emicranio piano
nella foresta dei rimpianti. Dolori
e imputridimenti tanti, renitenti.
Aspetto le nove e trenta. Con la Lacrima Christi
ci tenti, mi assisti ,ma non m'incanta
questa correzione che non è la soluzione
all'escavazione della cava in bocca.
La cavadenti tarda.
.it*
* ( Ode (!) a.utobiografica
fra il dolorosoetl'ironico
esclusivamente dedicata al signor a. )
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