domenica 1 settembre 2002

hanno casabianca di buona pietra






--

preavverto che in talos(*) con cupola
hanno casabianca di buona pietra
e cuore
                   -di calce il colore in calce-
per la facile trama d'ogni cosa
-sasso con rosa- sono due sorelle,
ma nessuna delle due fu mai sposa.

" altolà
'chè fischia
lontano il trenino
affacciamoci un pochino a guardare libertà che passa!

nel di qua
facciamo capolino,dalle fosche torture-le quotidiane paure del mondo-
alla speranza che traluce al fondo delle stazioni deserte
pensando al dolore di vivere senza un amore.

altolà!
                           e fate capolino  piano e pianino
poi un poco sostate,  a guardare il  convoglio
scostate le
tende e  aspirate il sapore dell'aglio
appeso al cespuglio appena lì, fuori.

suonate -piano- il piano scrutando il piano
di mare oltre il pane di monte che appare
brullo di faglie
canaglie, il crinale e l'azzurro   i n f i n i t o


{ è tanto solare in estate
e state in un poco, sostate.}


Scostate le tende
e state estasiate sorelle del trullo,
appostate a guardare, da certe faccende legate
in leggende, se il sole risplende
giacchè non osate volare
staccando istinto e accidente, forse pure la mente
perchè non
osate?




e nel silenzio sparir
e nel silenzio languir
e nel silenzio morir













(*) per talos si intendano i trulli di Puglia, le embrionali costruzioni


a schiera spugnate di calce, bianche














--














































unghia di bri'






























giovedì 15 agosto 2002

[epistolare]Patronale e bòtti

che ti ho scritto ieri della processione
mi hai risposto


della funzione,din
                         don
                             diamo hai detto( bello) con eleganza
a distanza
per tale circostanza
faremo memoria dei genetliaci ,
certo, che.
[Anni-versiamo passaggi.]




Che poi iersera d'improvviso ho sicuro
capito che vale -questo piccolo
mondo- e quanto vale agli assaggi lieti
sboc con cel la ti in circuitometraggi
dei tempi che furono,onde in ritorni,
piccoli viaggi
nel mio
temperino.


Che poi iersera d'improvviso ho sicuro
guardato alla specchiera
di me stessa


la pugile sudata ,me che torno
sempre al [mio] passato giù a tappeto,
deforme, irregolare,poco fiato
senza capire cosa stia spostando
in quelle casse con la scritta
                          FRAGILE
- grafia un po' logora- con gett urando
il racchiuso entro pagine di tempo ,
[l'addio] all'impasse
che mi porto dentro
{{temperando,appunto
   questa mina.}}

--

Che poi iersera
ho come tradotto l'accampo adesso,
la novità di re-stare nella folla
qua,
annotando tranquilla -seduta
                                 nell'aiuola -
uno che inciampa,l'altro che suona,
quello che
schiaccia l'erbaccia che arrossa
la faccia pure agli angeli
se ci caschi dentro naso
all'insù,


i bòtti
d'artificio a mare dopo
l'esposizione della devozione,
                           -la processione-
L'incenso
che sale.


E Padre Vincenzo che porta lampare.

         [ ma sai che mi sono accorta che i carabinieri ai lati della
           statua, dopo il sindaco con la fascia , le autorità e quelli
           del consiglio comunale,
          ora non portano più il pennacchio - rubecchio- di
         Vittorio che salutava
         la Bersagliera?


"salutamme mariscià !"
"salutamme bersagliè!"

-Avvisaglie che invecchio, mi sa già che-
                                                   mbà ]
Resta
in ascolto tu .Mentre qui ci
si lava il volto prima che
il vento
arrivi alla sabbia e cancelli tutta
la cipria da clessidra, le mèches
nei capelli e me, il porto ,
i fuochi ,
la processione di Sant'Anna,
i ceri,
i confratelli, i trionfi di luci,
le mille lampadine, il sapore
del torrone, lo zucchero filato,
Gabriele che gira alle giostrine col
gelato.


Stasera poi , ancora. Sannicola
che è festa patronale,
con tutta la conventicola della flotta [pia]
sul lungomare, tutti di fretta in
amen e .Così sia.




--







unghia di bri'


                        " dedicata all'Infernale Quinlan", iap :)
















fate un salto qui:
http://www.traniweb.it/trani/informa/10133.html












































































































































domenica 7 luglio 2002

s-vincoli 4

la discesa che agghiaccia, strina morde
fissa il suo salto senza divenire
 cascata

aggredisce ora il corpo ora me
inefficace realtà vagolante
caduta.


Devo cessare questa lotta assurda
di notti in delirio e prive di pace
tenendo il mio male
tra persiane
socchiuse .

Nel mormorio del mare si dileguano
lampare

chiare e pure

in mezzo alle tenebre

fanalano

segnali al firmamento.



E' esattamente così che dovresti.
Far scendere le tue palpebre e quindi

alzarle

ancora.






--
                       unghia di bri'

sabato 6 luglio 2002

" O " maiuscOlandO raffigurO il sOle







stanOtte

per regalO hO avutO " il sOle

addOrmentatO in macchina "

e il vOltO

aggricciatO dal sOspettO che - fOrse-

nOn sapevO dOve allOgarmi il gestO



ridicendOgli buOnanOtte finO

al giOrnO

alla buOnOra hO riallacciatO il sOnnO.





FOntane di luce argentee cascate

capOfitto nei sOgni le questiOni

abdicate

vOl planè nellO spaziO

nel nulla le frane [. .] accOmiatarsi

dal dì.

[ minuscolando al digiuno di sole]





Così.

Ho smesso di rimuginare

su rare pergamene e

scandagliare



del perchè ben-ben-benino " giusto" a me





a notte in dono il sole che dorme

in macchina e . (puntino : .)

<< te lo regalo>>





( Ag-gior-nia-mo)

Il tempO di ri-uscire e un



CRUCIALE intuito decisivO lampa

nel balenO in cui rammento del cadeau



POscia .

- premessoammessOequicOncessO -



l'infinitO a prima mattina ha arOma

di fOcaccina *Guid-andandO* versO

il mare

di benzina, a prima mattina -evvabbè tralasciO di annOtare-



hO cOntrOllatO OsservandO ( abbiniamO )



- il miO vantO il miO circOlO il miO centrO -



nel retrovisore. Rintanandomi

al bimbo,

sul sedile posteriore

addormentato

che si ciuccia i sogni



beatamente

intento e.



Noi viaggiamo









--























unghia di bri'

















-moralmente obbligata pel presente-

lunedì 1 luglio 2002

s-vincoli 3

d'aghi nudi nei lacci da spezzare
carpendomi pulviscolo ai percorsi
consueti

mentre una vite lucida si spana,
non posso - martellandomi- asfissiare

se
tubano madrigali due colombi,

quando si scioglie dalla mia la mano
tua
e

pencolando

mi risparmia amore.





                                                                                    

--
              unghia di bri'

giovedì 27 giugno 2002

s-vincoli 2 ( in-ospitale)

                                 
in-ospitale





la voce

che s'ingessa

tormenta nuova d'aghi nel momento

in cui ho considerato che si fosse al

termine. Di tutto quanto, io-sola-io.



Non ravvisano la sbornia bagnata

nei miei occhi

le altre femmine sedute

sulle assolate sponde.



Loro. Che sanno che un poema è essenziale

per avere spiragli nell'Eden ,



che sanno lo sfogliarsi dei capelli

l'atroce iniettarsi stille fluenti e

fanno geografia delle polle bluastre

a pelle. Loro.Che sanno,già.

Il tumore.



Fissano quanto scorre

a letto o in un letto, avendo letto

il loro.



Io. A impregnarlo in queste pezze il

male,

in questi panni, in un delfino di luce

tra il puzzare del vomito fangoso

che mi salta io,

a stringermi le dita.



E il compitare piano respirando.

E ricordando una canzone che non sento

E fiori d'acqua

sci vo lan do dove si

oppone quanto voglio uccidermi in vita.



Una penna traccia ciò che solo e tanto è tanto che



mi lascio







--

            unghia di bri'

                                                                                      

mercoledì 26 giugno 2002

s-vincoli 1

la donna di città sul litorale
sa la sua esistenza stantìa come
l'ombra attraverso gli alberi già scuri.




Grazie alle loro voci sulla brezza
fa sue le sensazioni nella notte
                  riflessa
sul mare,
dove il fuoco
delle stelle cambiato nell'acqua in acqua
si spegne,alla fine.


La donna della città


sul lungomare, seguendo le voci
sulla brezza ,si fa sommersa visto
che
nulla può illuminare
il suo avere un senso e l'essere sola,
-la donna nel buio della sera.-


La notte riflessa nel mare
il fuoco delle stelle cambiato nell'acqua in acqua
il pianto
   non possono mutare i venti che si rompono
a notte nella notte ,
                vanti che si tendono
e intendono quel precipizio giù,
nel vuoto che è la fine


               La donna di città, sul lungomare
                       riflessa, riarsa d'occhi
fa
nodi di notte e di nulla, castelli sulle chiatte
del buio
attraverso le stelle distanti che sono tutto
e solo
ciò che vede , fuochi lontani rapinati
dalle onde.





--


       unghia di bri'



























martedì 25 giugno 2002

oltre le****************

stelle******************** ********************


*******************************************************

**************************************************** miriadi di stelle nella
mano



dalle finestre spalancate
su questa seducente sera
d'estate


noi due
quassù nella stanza,
in silenzio intenti seriamente
ad         andare
                            oltre
e da
ogni direzione
                     oltresempreoltre contenendo-ci -|**|-
capaci nel giuoco
e nel vino ghiacciato
                              di improvvise vampate

---dai sussurri una polla vivace---
                           
                            oltreperfettamenteoltre     -|**|-


Mille dettagli particolareggiati
formano un grappolo di stelle*************************
********************************** **************
                                                                                          **************************

***************************************************************
****************************************************
********************************
nella luce a lungo accese
ioturoventi * *

stelle

negli occhi dolorosamente aridi
-sciogliendo i groppi delle angosce-

peccati
spinosi come fichidindia
                            oltre le nostre due celle consuete
                                                               oltre quel
bugliolo a raccogliere
                                       -che qualche volta ci siamo-

noi siamo

***************************************************

stelle*********************************************

*******************************************

**********************************************************

*******************************************************

--
unghia di bri'
                                 

lunedì 24 giugno 2002

ah! if virgolasse dalla volta blu.


se
pure il cielo
stasera fatica


s'addensa e turbina, s'irradia in ombra
vanisce rugiada e nebbia in ricami
( tutti fumi)


"Tu chiedi se così tutto vanisce.
 In questa poca nebbia di memorie"

-inciso:
dell'invernale [e ti cito Montale]-


se
pure il senno
stasera fatica




ti maiuscolo che
NON PIOVE NON PLUVIA


-nein-
ics di nulla di un nulla che annulla in X


la gócciola agognataauspicataabbagliata
che virgoli dalla volta fino a qui

" , "


stasera
-così- refolivaghezze
a sgrondare canicola chioccolando
dal bludipintodiblu.


Che pur piú non sarà. Nel denso vuoto

[ ] il vuoto è denso [ ]

- mio consueto, penso breve-

non sarà più estate fra un po' -nonono-
snuderà le bianche urla e riderà


greve l'inverno a n n e v a n d o.


Nevegelofresco, che bene!

Patologicamente illetterata,
allittero qualche termine in un verso
antiafa :


"
ghiacciolo cocciniglia mirtillo scacciaguai
- i cocci sono miei-
pensai scrissi digitai anche una @. "




-già tra la strana folla l'avevo scorta
 sola nel vapore, segue che-


"Persino la luna , stasera palla gialla, è una bacinella di calore
nel
se
pure il cielo
stasera fatica,


se
pure il senno
stasera fatica...


















--





unghia di bri'

giovedì 6 giugno 2002

Turiddu [occhialcielo] che non vedo i due -scherzo -

--                               
un vecchietto sonnecchiava pipando
avvinghiandosi due amanti lì in faccia
la simmetria raggiata sole e lui
solo.

Annuvolandosi l'espressione
-brumosa l'ira-
s'apre uno spiraglio, a fatica, nel
cipiglio :

infine
                                               aleggia

"a m m ò r e"
"a m m ò r e"
"a m m ò r e!"

E il sapore -grigio- di Q u e l l a.
Un vecchietto sonnecchiava pipando
pregio alla vista :

avvinghiati i due
avvinghianti

come una siepe ispida
presentimenti e dubbi tornano.

Svaligia le memorie
- che è che da' e che toglie
il pensiero della moglieeeeeeeeeeeee? -

[ scarapicollava in magnifiche vestaglie seta
  stendeva le tovaglie
  quell'altro avea medaglie
  poi un giorno lei è ita ]

E quelli lì
avvinghiati sempre ancora
adesso qui da un'ora.

Un arricciaburro -sicuro- sarà che avvòltola le nuvole bianche,
-penso occhialcielo- [- la pazienza!-]
si involgono i cirri,
i due, i sopraccigli e
il ricordo dell'ammòre,di lei,dell'altro
e lei,
lei che senza cuore...

         -Ma non finì a mattanza-
Pipando il
fumo bianco
si sdoppia questo quello e tutto


        "uffa" [sbuffa] : Einsistequellacoppia.!


       
                                                                           


                                                                        

lunedì 3 giugno 2002

sfregi 10

della solitudine di me che mi bevo

veleno

s'incerchia il fulgore di una malata estate.


E statemi accanto.


Il mare bianco dei vostri occhi
sbanda all'orizzonte di visioni
accese quando è
come gettare un quarto di luna a ombre insepolte
inquietanti, sottopassaggi nel buio.


Ma si, devo abbracciarmi un cuscino di piume
(sembre uno spazio di biancore è)
o, meglio, nuotare in un diluvio di foglie secche,ma.

Si.

E' giugno, che dico . E tardi arriverà il pallore dell'inverno.

C'è altro in me
d'irrefrenabile :
questi crolli di visceri, questo sangue che non trattengo.


E si parte quotidianamente,stracci sventolati al finestrino
come voli di colombe amiche,ma sono solo pensieri.

sfregi 9

combinatorio il valico
fra dovere ed essere ed essere lì a raccontare


polle d'ombra
che
sgorgano
se non fissiamo le norme per una stanca speranza che
non s'accende

Avvinazzandoci.

Langue il ricorso al destino ma non,
non sopra fogli bianchi è scritto il futuro.

Checchè ne dicano i sapienti la luce
ha sempre prezzo.

La nostra luce è in fondo al pozzo di un bicchiere
carminio
dove s'allaga il trucco per meglio
esistere.

--
dal discorso -confuso- di un'amica.

sfregi 8

sicchè l'oste si chiamava callisto,
educati noi all'addio ripetuto
ed al gran bicchiere (alzato ,riempito)
ogni strada al tavolo porta lontano.

Lungo sperpero, tepore,calore,
amici e vino da vuotare,bere
solo stelle di fari,guidare
per andare o tornare,bere e ancora.

-quando scritto è il destino ,
bicchieri
che invano gli angeli spingono
a non vuotare.-
Abbiamo una faccia stupita noi,

noi
morti degli obitori.

Ci capitò di tacere per far cogliere il tono di una vita fallita
ci capitò di voler scrivere una storia ,con callisto oste, il vino
gli angeli invano e tutto, ma proprio tutto
di una vita tradita

venerdì 31 maggio 2002

sfregi 7

--
situazione disorientante rispetto a
un divenire prospettatomi
                                    tutto è
inumano universale animale
                              nuvole asciutte si gonfiano di sole,
clandestina.


Da sola
parole d'ordine :


" gli orizzonti si succedono agli orizzonti
    e . "

Allora.
Cambiare strada.

Suono che fora il silenzio dell'aria          -sirena-
nodi annodiamo
anzi
anzi sarò l'unica a esserlo, annodata da anni.

Dati
per non
cambiare vela
che non fa che passare e ripassare sul lungocosta
come una straniera nella sua lingua che s'affoga
di saliva isolata ed
è
isola sola.

Di rancido.Il tutto.

Lo yogurt a Durazzo mi piaceva, qui è spesso, consistente, denso come il
"ndihmë nënë, ndihmë !"
del mio
pianto.
Quando annotta, con l'oscuro risalgono gli affogati a sollevare le onde
con le mani di
vento,
le dita di soffi..
Se .
Non .
Dovessi.
Lo so : mi accoglieranno.






















 

martedì 28 maggio 2002

sfregi 6

sento l'angustia
in ogni attimo.

            immagini soffuse d'un pallore
che lasci
se grafisci in disperate

geometrie d'inciampo nel dire come
     si resta punteggiatura nel cosmo,
            alito del tempo, che diventiamo
mano a mano che procediamo,vecchi.

Ti mordi con sforzo il dolore
ne senti il sapore d'amaro.

Quel malinconico lucido pozzo
è un crepaccio.E' autentico bruciore,
è rancore,a volte
incolore sognare
attraverso la pelle degli sguardi,
degli altri
             forti della perfezione.

provvisorio per distratte fughe
un libro, un volto caro.


Torva la mela che Eva porse,
onorato Adamo, stempra peccare nell'umano languore
di pianto loro furono e noi.Siamo.



                                                   

giovedì 23 maggio 2002

sfregi 5

--

la strada è tutta schizzata


-avanzare sotto la pioggia è gualcirsi di fresco
antiafa -


percorsi le cui tracce non siano
tagliate
dal respiro d'umano
è impossibile scovare.


Se mai se vuoi e lo vuoi come non mai
                                          cambiare
                               continuamente
l'argomento e pur sempre
stare stretti in uno spazio limitato


dettagliami
di questo nostro sfascio,
prima.


                 -partire da un luogo senzameno dovremo-

Quella
non può stare un momento senza muoversi
lei
che ora trema perché sa che vita sfugge
è tempo di levare l'ancora -si dice-


controcorrente, percorrente lei ti insiste
e porta con sé ciò che ama di luce, schegge
di briciole
di vostri pilastri
franati
su un fazzoletto
di strada.


Sfrondato l'evento
-che sia una ri-caduta ?-
stare schiacciati in uno spazio limitato
evitando gli scrosci e le grondaie
e
riepilogarci di questo nostro restauro
tornando al luogo da dove si è partiti
o -devo dirgli -
forse non nati .

-Per prova invio , la pioggia intanto ha bruciato gli alberi dei viali.
Acido.
Serbiamoci il silenzio.-








mercoledì 22 maggio 2002

sfregi 4

--
al limine s'incerchia un vuoto strazio


-questo è l'incomunicabile-
prima che urla sbocchino -fiume- da te, esatto
monade

dei tuoi giorni .



                               E allora trattieniti !
Adesso che torno
al centro di una luce premuta dal buio
il cielo avrà i colori della terra
tutti ,quanto un lago immenso contiene
il capofitto della luna che muore.