domenica 24 marzo 2002

circa la tundra




i forse

del mio amore a stanca sera :
bello, vasto,e non solo una volta
bivaccammo
furtivi sotto
le sbirciate altrui

gemendo        ridendo
e tutto
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le stanze
migliori di noi ,dei nostri fiori.
Su lembi di coperta [quella stessa per tovaglia],
bivaccando,
nella
caduta delle
ombre, nella rovina delle ninfee, ci annidammo.


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La contraddizione
che io guardo ora e la
raffica -tempesta venne , sfalsati vissero quegli aperti sorrisi ,sui
nostri malumori-

                                           e ci cacciò nel mattino
degli elfi, quando Diana , farfalla dagli occhi scoraggiati, si
ritrasse smarrita da Giano Bifronte.

~






















cuore famelico

cuore famelico,

frutti di nuovo fuoco, ma non si nutre.

La coscienza sua - dopo il di lei rifiuto-
sparsa
sul catrame arroventato dall'insidia di una remota ombra,
lontano ,
di cose senza battito
annegò.

Sorse una vampa -ma non di nuovo amore-
brace di inclinati orizzonti, caliginosi domani, solitario avvenire.

E lacrime sul viso
e
richiami,

il
dir bugie ,
il
desiderio caldo, stette senza

l'amore
ancora.





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unghia di bri'