lunedì 12 maggio 2003

quelle sono le nuvole

nella conta del tempo venti lune
d’improvviso son cento
e ora sento quel tanto che fruscia di un urlo,
                                                un lamento.

sono un mostro sordo,bianco o son gli anni
che ora invecchiano un corpo
ch’è nemico, mi guardo riguardo ed ho un viso che non mi appartiene
(mbà)
però sempre più ci faccio caso (di un caso) all'amico
come credo conviene a chi indossa un sorriso ( chiuso, senza incisivi)
di stato.
Sono io, sempre io qui che attendo e
mi chiedo perché ci ho messo tanto fra giochi e palliativi
a
capire
che son vecchio e fra un po’
toccherà anche a me
(di sparire)
come Luciano  e Felice, il mio antico barbiere.
                                          nel marciume
                              per diventare
concime come totò , chissà se si rinasce
a guardare, che quelle sono le nuvole.

                                                       

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