che ferragosto di plastica adesso
questo
fondale nuovo privo di emo
zio
ni
nei palloni fatti a cuore sui
balconi,
pochi lampioni,spento.
E mi ricordo
le mattine di zio
Franco in canottiera, [ carta da pacco
filo di spago e colla di
farina
raccomandando
"Amalgamare appena!" ]
elenco per riguardo la manfrina :
taglia intaglia sbaglia -scaglia - ritaglia
b a n d i e r i n e
fino a sera,
ridendo.
E la canzone di herbert pagani
quella
"facciamo cin cin con gli occhiali",
i nodi alle tovaglie sugli altari
dell'Assunta,
la " bizzoca" cantare la novena,
al balcone si apriva la trapunta,
scoppiava l'acquazzone, poi la cena,
lumini accesi sotto ai gelsomini
"memento" alla cagnetta che,
defunta...
Adesso il ferragosto imbandierato
e stinto su,ai poggioli,
trasmesso
implastichito,privo dei miei odori,
estinto in
poche lampadine. I bimbi
gualciti
nei naufragi alla "pleistescion"
gli adulti che, puntando sei fagioli
giocano a carte prima della cena
sfumandosi in un vago ferragosto.
(è "appena-appena-appena-appena" nera
negli
effetti perturbatori
l'aprirsi di uno spazio e d'un tempo lontani
periglioso sbarco marina all'amarena)
--
unghia di bri'
venerdì 8 agosto 2003
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