sulla terrazza sbatacchia lenzuoli
il vento -danza trafitta di sole-
fantasmi compiaciuti dalle viste
di sotto, muezzìn che invitano
le donne del Carmelo alla novena
piazza bianca,
il prete nero è un'ombra
lunga
sulle chianche a tre ore dal vespro
mesto
il richiamo del pifferaio assassino
che ridacchia
Sandrino
seduto
sui gradini, per madre ai propositi
la pipa,sereno,osservando su
giù,
soffiando ai piedi al cielo al muro
col respiro lento,quel che pure entro
di sé germoglia in rivolo di fumo.
Affacciato in giù dalla cattedrale
il
campa
n
i
l
e
a
l
t
o
alabastrìno
saetta
dal mare del porto
al turchino nei capelli alla maschietta
del sole agostino avido d'angurie .
Incrocicchia
su piazza bianca suora
nera che ogni voce abolisce perché
ombra, intorpidisce.
E i richiami
degli uomini,le carte, il vino fresco
alla contróra, le figlie di Maria
arzille, sui limitari sedute,
comari per le tazzine di caffè,
-con le parole- mille e più parole
perdute,
nemiche avvezze a raffiche di spille
e ai fichidindia -con delizie inspìne-
Annicchia.
E fra meno di tre ore qui,
questa piazzetta in condominio comunale
a notte, avrà sapore di ricci
di mare.
j.
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in es(tate) trani andando tour
( ricalcando Bodini)
mercoledì 20 agosto 2003
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