giovani facce abbiamo e
qui in attesa,
ancora impresse dal sonno sciacquato
in fretta,
nell'odore stantìo del chiuso che cova
durante la notte,
stiamo nuovamente
all'abbocco
annuale dei primi albori di novembre.
Tazze alla mano, solo per quest'oggi
colve(*) dei morti nella terracotta
sgranando
ingranelliamo a memoria,
sicchè (noi ci illudiamo) che quel che è
inarginato per morte, arginiamo.
Quel che è disciolto
così per sempre,
incateniamo.
- grano noci e acidule melagrane
noci acidule melagrane e grano-
Tramestando nel mucchio,mescoliamo.
Amalgamando impasto noi evochiamo
sgargarozzandoci in uno (s)trillo nomi
di assenti in litanie. Che recitiamo
col dolce del vincotto
nell'amaro.
- grano noci e acidule melagrane
noci acidule melagrane e grano-
-Per ora le foto sul comò e i piccoli lumini.
Il mezzobùio in casa e in testa scialli ,
i fichi nei cestini.
A fra un po' le lapidi,la baldanza
dei putti ,delle luci, delle statue
dolenti che guardano chissà dove.
(Oltre il margine delle cartoline
di guerra ceree,delle migliaia di.
Sventure
Degli acciacchi che sconocchiano la vita,
delle nostre ancestrali paure e.)
Pure.
Giovani facce abbiamo ma
intorno alle bocche lo sciamannìo degli anni
delle perdite delle rovine
ha scavato un cimitero di croci
una accanto all'altra,
avare,
che stamattina,per una volta all'anno
( ancora insieme per quanto fino a
quando?) intazziamo
nella colve a simbolo,
distribuendo gli assenti che formicolano, in quel grano.
j.
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(*) colve .
È l'antica coliba, vivanda rituale ereditata in Puglia
dai cristiani di rito greco. Qui ed a Trani viene
preparata per il giorno dei defunti.
Unendo al grano brillato e lessato, una lunga
serie di ingredienti :
mandorle tritate, cioccolata a pezzetti, cedro, noci
sminuzzate, chicchi di melograno, cannella .
Condendo il tutto con il vino cotto ricavato dal mosto.
Il grano si cucina in pentola di terracotta a fuoco bassissimo,per tutta la
durata della notte fra il primo ed il secondo giorno di novembre ,declinando
i nomi dei defunti di famiglia.
Ogni chicco di grano rappresenta
un trapassato, e la tradizione vuole che ingerendone più e più si liberino
così
anime
dal Purgatorio.
Un rito gastronomico-tradizionale di cui, purtroppo, si sta perdendo poesia
e
consuetudine.
Mentre si guadagnano partecipazioni a "feste" estranee come Halloween.
domenica 2 novembre 2003
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