il mare bianco sbanda all'orizzonte e
il grigio è solo una capriola laggiù
in quell'angolo ottuso di cielo
-una specie di memorandum torbido-
Sono sulla luna improvvisamente
- è novembre-
veli bianchi di freddo
nell'aria
giardino morto
felci stanche
melograni ricchi
lumini
fiori
lapidi
gente nel viavai di gente.
Poche panche in questa città sfinita
di cappelle e zampette di lucertola.
Sto qui a parlare di addii
con minuscole iniezioni e patetici veli
sperando di riincontrare- forse un dì-
gli adimensionali alambicchi umani
qui
dove
niente febbre.
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