venerdì 24 dicembre 2004

[questo natale] fa di stracci fasce

fa di stracci fasce da rigirargli

strette tutt' intorno e poi è nel fieno e lo ninna

-oh come lo ninna- in un'amaca di luce

fra belati e aliti lì ove si ricuce il divino

all'uomo

nella pace di una notte nel deserto

al concerto del lontano transumare lento

-sento gente che arriva qui-


Come corre e correrà trentatre anni

sotto passi, di sandali ,la rena.


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La Vergine oggi dà alla luce l'Eterno

e la terra offre una grotta all'Inaccessibile.

Gli angeli e i pastori a lui inneggiano e i magi,

guidati dalla stella,vengono ad adorarlo.

Tu sei nato per noi Piccolo Bambino, Dio eterno!

mercoledì 10 novembre 2004

fa, di emicranie,assedio e battaglia

fa misteri per chiavi di violino
questa melodia a suoni di delfini
che muoiono a riva e tagliano di alghe
le lenzuola, risucchiandosi le onde
sin dalla battigia
ove pigia
insistentemente il mallo che emicrania con violenza
di fuoco la grigia ruga.
-E non c'è fuga.-
fa poco onore questo dolore che sormonta
il deserto che s'intrufola e martella
chiodi nei mattoni su mattoni frabili di sonno,
tritume d'ore al buio che raggranella
pene
di questa vita salva col suo male.
-son io che immobile oso dilatare
occhi
sul prato friabile del nulla?-




sabato 16 ottobre 2004

La Costituzione

Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
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martedì 12 ottobre 2004

l'amoreritrovatocorretta.jpg Posted by Hello

a random l'amore ritrovato

Presto. Alla casa dell'uva spina,
nel bosco, nidiando avventure sul treno che corre, torna
un "come mai (?)", nutrito da un sonoro "chi fu, e chi mai sarà lei, (?)"
in un che di maria .
(e  quello che c'era ancora del sapore di lei nel tempo andato.)
E quello poi che è,
l'andare,
il tornare,
riandare,
e
sempre il treno o una strada.
Ferrata.
Nel bosco, poi sul lungomare, ma sempre per sempre a n d a r e.
In quel saluto dal treno si
riassorbe d'improvviso il vorticoso lontano salto del ricordo alla menoria, lì
nel tempo andato quel tempo
nel bosco, fino alla spiaggia.
E sicuramente stringe e si
ordina l'alba con
imperiosa consuetudine.
E lui la riconosce,
è maria.
E il sole e il giuoco,e il seno
e la sabbia nel luogo appartato.
L'amore, (se fu) è *miracolosamente*ritrovato.

- e morde la notte e disarma le onde,
le onde donde
lei+lui -tranne la guerra , alla fine si faranno nido sotto un passaggio,al
buio, nel bosco, sulla giostra.
Nido, si faranno insieme i due.-

Lei stringe quel che può del rapporto
e quel che c'è di contorto in quello,
un
pocosanto padre che intìma il ricatto. -enorme sicuramente-
E il dolore/rancore.                 E la violenza.
Una volta liberi dal risentimento
ritrovare.
Così fu che continuò la storia,
che la guerra in arrivo,i soldati e
le divise, l'ufficiale e la pensione a mare sotto il golfo ,
riascoltando il vicino compagno che chiede, Maria scova l'amore e lo ritrova,Maria nel film di là... Maria che una volta tanto osserva dalla vetrina del suo stesso sogno la vetrina di lui e il bimbo e l'altra, e lei e lui e il tempo in pegno.

Enorme sicuramente, fu l'angolo acuto e pure un po' ottuso di quello sguardo al consueto, in quelle due candeline sulla torta,che fanno figlio,che fanno compleanno ( e tutto questo importa) e il soffio...
E la coscienza a farsi voce che morde dentro, dove non si tace nè si può tacere
la Realtà.
E le divise i soldati l'ufficiale, la guerra il treno,il saluto,il mare.
Meglio finirla qui, meglio finire poco prima ...

Concreto il passe-partout del loro sogno, fu lo sguardo al consueto, il salto nel film all'improvviso,ascoltando il vicino pietoso compagno che corre,e sicuramente vorrebbe continuare senza fine...

Maria si boccia da sola, e morde la storia , toglie l'amore.

Nel ritrovarsi
ancora un altro( assente) e ancora un bimbo e lo stato precario del viaggio sopra un treno.( anche meno )

Così, alla fine.Dopo la guerra ,una partita insieme allo juventino
ci sarà un nuovo amore
a ritrovarsi ancora.




lunedì 11 ottobre 2004

faceva giochi di voli , l'unico uomo che volasse






So many of four

DREAMS

at first seem impossible,

then they seem improbable,

and when, when we


SUMMON THE WILL

they soon become

INEVITABLE



Christopheer Reeve

domenica 10 ottobre 2004

sgozza-menti

Queste esecuzioni tirano un certo odio e quello aggemella.

Prima s'ammirano
ghirlande di cenere, tatuature di hennè gioire; in un secondo tempo
batteria di scambio e fuochi di vento poi
rigano una certa collana di gocce di sangue .

Tutt'intorno : le immagini.

Poi le urla, le urla di condanna e quelle di dolore.

Il momento della morte si traccia in consecutio e avviene
in solo quello che c'è di certo, mentre.

L'avvelenatissimo gas ( il tuo respiro) si fa veloce e poi basso appresso appresso il collasso del tuo odore di vivere la speranza.

E giorno e notte la tua idea di luce passa al setaccio
quel che potrebbe
e
non è.

Giustificano,
nel modo di cadere, quel modo di cadere e si interrompe il sentiero
che porta a gioire,la strada di una certa gallina che
chiede sull'aia, becchettando il giustificare la lotta al terrorre portato in contromisura
alla Paura
che avvenga e avvenga ancora.

Ed urta
sul soffitto quel transito,vero di succo di viti , nero tutto tutto nero.

Non è per gioire che il vulcano soddisfa una certa lebbra che sboccia là.
Mentre nell'altrove
il Presidente incontra ( un forse e spero) futuro Presidente
apparentemente meno affogato nell'oro nero ditribuibile come un tesoro.

Gioiscono, allora scavano le nostre testimonianze.

Animo, orsù!

Si passano una certa caraffa cui attingere i non solo.

E tacciono, misteriosi .

domenica 12 settembre 2004

Film.Titolo originale: Fahrenheit 9/11. Nazione: USA.

ho letto un commento sul muletto...

-di un ragazzo americano -



"Fool me once, shame on you. Fool me twice, shame on me."

martedì 17 agosto 2004

gravida sardegna in "copulettas"

sul suo ventre questa terra ha ceduto
l'anima del fico. è viva come
una fossa di sassi aguzzi e  
assassini 
e nel grembo
una vita fresca si asseta di
quel denso latte al sapor di confetto.


L'acciottolato per Nuoro brulica
forse non esiste e  poi si cancella
di rovi e more e altre nere visioni
intanto un bracciale di dune ruba
dita alla terra di croste e zampette.
Si scoprono timide e silenziose
come ombre di pecora braccate fuor
di stazzu dalla luna
e
cercano sudore di sughera le anime dei pastori, dai giacigli di terracotta
al profumo delle zagare.


Ero una conchiglia e contenevo il mare
quando inventavamo i sogni
quando inventavamo i giorni
e lo zio mi soffiava il sonno sugli occhi :
inventavamo il verde tra spighe
bollenti inesistenti
e chitarre al sole ,poi mangiavamo stoppie e grani di rosario alla piccola fiera
 oltre l'aia della pioggia   quando le donne ,
pregando
avevano voci di aspra dolcezza.

                        


sabato 7 agosto 2004

sera sarda sorge silente

--


un campo di braccia mietute

alle soglie indaco di questa sera
sarda.Nulla.Se non riempirmi a stelle
dopo l'abbraccio con la donna nera.


Ascoltavo storie infinite
di indomite guerriere.

(Siamo di una corteccia diversa.)






io un'alba di menta da sciogliere
in bocca, sulla prora del traghetto

lei
sudore di sughera con labbra tremanti di deserto.

sulla veste d'ombra
stagioni di lavande e limoni

sulla mia veste azzurra
speranze tante ,ma per lo più  illusioni






j






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giovedì 15 luglio 2004

osserv.azioni

ci sono
nell'aria che sigilla
sui displuvi del mare
-adesso- le passioni dolci
dei nostri paesaggi e.
Per tardivi capricci di stagione
memorie vannoevengono a cagione del vento
l e g g e r o .



E' la passione assolata dell'estate
nella rete delle alghe
a terremoti e precipizi afferrati agli scogli o ai capelli
nell'assoluto iracondo silenzio
del blu che fucila ogni sguardo ...

E' la passione, voce, brace.



lunedì 5 luglio 2004

dai calli alla luna ( con tutte le stelle)


una sciarpa di luna parte dal mare


                                                        per finire dove vengono i pensieri

                                                      ordinati come soldati in questo buio

                                                          ( una specie di promemoria)


E nuotano in una sorsata di succo di mela

                                           Mi viene da ridere mentre immagino le dita dei piedi

                            ( sempre all'ombra)
                                                                       sotto
                                                                    standoci
                                                                                                 s'incallano  :)

domenica 4 luglio 2004

c'è brando





c'è brando che, sul mio desktop, anello
al dito
ride e ammicca divertito
                               ai bulli in ballo
indicando 

 pupe.


ciao


                                      

lunedì 28 giugno 2004

o.spi(i).zi(i)










faccio
schemi di

domani vuoti,con

gli occhi

abulici



di un
dopo trombosi nelle sotterranee valli, sono di spalle



al
mondo ed alla mia rovina,e più di prima ingurgito detta



impotenza
in faccia alle sorti della vita, in questa sfiga di



sempre
nelle assenze mie e dei famigli più vicini, così che.






Son
carrozzelle,gli alberi e le cognate, quelle segnate da vedovanza,questa lagnanza
nel silenzio delle vespe e



delle
streghe- son solo beghe delle comari sedutesti vicine-.






Commedie
su commedie,solo manfrine a compimento del trascorrere in qualche modo il tempo
giù nel giardino di quest'ospizio, ultimo

vizio di signore altolocate
o umili donnette nemmeno diplomate, tutte imbustate così vicino al limitare
della morte -oddio che sorte- in

queste torte, in questo
vizio di aspettare il vento e quel che scorre. E siamo alle fiamme



di fine
giugno. Le mani a pugno.






Non ho
che trine di paure e notti insonni, cèrche di spade e donne armate, tutte
avventure un poco esagerate e avvelenate dal timore del futuro.






Intanto
abiuro ogni colore e a malincuore resto,sicchè resisto a oltranza e questo è
che io chiamo star qui giù.Al mio posto. Anche per nesso, giro e rigiro nel mio
raggiro. E scrivo. Giuro. Di essere qui ancora qui domani, se pure questo è-
semplicemente- che tu mi assali e .Inondi poi le mani leccando un baciamani.
Bagni le trine, così, di tutte spine, io mi lamento. Tangando un ballo lento
lento, nel sopravvento del mio rimpianto. Quanto per quanto,

sino a quando? e faccio schemi di domani inusitati e intanto vuoti ,il capo
reclinato –si fa così- che sboccia il
pianto














dolore sulle molle

--
 Posted by Hello


accidenti alle mille male molle

                 del mio materasso ( un preciso strazio)!


in questo giugno sudato che trama
orizzonte di dolore in lembi opachi
di calore e fatta notte tortura
di materassi e annoda su federe
i capelli, 
              accidenti!


                                  Dolore
sulla rete -fichi d'India- perfidia
maligna, insiste nella notte
memoria che traligna, scianca e abbatte...


spilli nelle spalle come aste bollenti
assedio alle ossa come se, su griglia
fossero bistecche al sangue -URLA-

                ma com'è che ancora non ti addormenti?


Esse o esse ,sos, respiri, e sospiri
magone sull'insana insonnia    ( E BASTA!).


C'è un turismo di massa nel mio corpo
( pare) come di formiche: la tappa
 del giro è il blu del mio divano
nel salone- i cuscini sono tane-


                           - sonno che mi rifiuta accesa la tivù-

         

sabato 26 giugno 2004

quello che poi si diventa

--

giù in terra lo scendiletto ha il tanfo

delle aspettative smarrite, ansie
perdute
            (formiche che macchinose
salgono a far preda di grani
nel vuoto)
                     ed ecco così spiegato
l'assoluto di chi non ha lavoro.






-quando l'ultima Sibilla sibila
nenie di veleno,perlomeno
faccio fatica a dire come là,giù
in terra,sul tappetino il sandalo
batte e ribatte,scrosta la rena
 (quella che non trova)-