lunedì 28 giugno 2004

o.spi(i).zi(i)










faccio
schemi di

domani vuoti,con

gli occhi

abulici



di un
dopo trombosi nelle sotterranee valli, sono di spalle



al
mondo ed alla mia rovina,e più di prima ingurgito detta



impotenza
in faccia alle sorti della vita, in questa sfiga di



sempre
nelle assenze mie e dei famigli più vicini, così che.






Son
carrozzelle,gli alberi e le cognate, quelle segnate da vedovanza,questa lagnanza
nel silenzio delle vespe e



delle
streghe- son solo beghe delle comari sedutesti vicine-.






Commedie
su commedie,solo manfrine a compimento del trascorrere in qualche modo il tempo
giù nel giardino di quest'ospizio, ultimo

vizio di signore altolocate
o umili donnette nemmeno diplomate, tutte imbustate così vicino al limitare
della morte -oddio che sorte- in

queste torte, in questo
vizio di aspettare il vento e quel che scorre. E siamo alle fiamme



di fine
giugno. Le mani a pugno.






Non ho
che trine di paure e notti insonni, cèrche di spade e donne armate, tutte
avventure un poco esagerate e avvelenate dal timore del futuro.






Intanto
abiuro ogni colore e a malincuore resto,sicchè resisto a oltranza e questo è
che io chiamo star qui giù.Al mio posto. Anche per nesso, giro e rigiro nel mio
raggiro. E scrivo. Giuro. Di essere qui ancora qui domani, se pure questo è-
semplicemente- che tu mi assali e .Inondi poi le mani leccando un baciamani.
Bagni le trine, così, di tutte spine, io mi lamento. Tangando un ballo lento
lento, nel sopravvento del mio rimpianto. Quanto per quanto,

sino a quando? e faccio schemi di domani inusitati e intanto vuoti ,il capo
reclinato –si fa così- che sboccia il
pianto














dolore sulle molle

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 Posted by Hello


accidenti alle mille male molle

                 del mio materasso ( un preciso strazio)!


in questo giugno sudato che trama
orizzonte di dolore in lembi opachi
di calore e fatta notte tortura
di materassi e annoda su federe
i capelli, 
              accidenti!


                                  Dolore
sulla rete -fichi d'India- perfidia
maligna, insiste nella notte
memoria che traligna, scianca e abbatte...


spilli nelle spalle come aste bollenti
assedio alle ossa come se, su griglia
fossero bistecche al sangue -URLA-

                ma com'è che ancora non ti addormenti?


Esse o esse ,sos, respiri, e sospiri
magone sull'insana insonnia    ( E BASTA!).


C'è un turismo di massa nel mio corpo
( pare) come di formiche: la tappa
 del giro è il blu del mio divano
nel salone- i cuscini sono tane-


                           - sonno che mi rifiuta accesa la tivù-

         

sabato 26 giugno 2004

quello che poi si diventa

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giù in terra lo scendiletto ha il tanfo

delle aspettative smarrite, ansie
perdute
            (formiche che macchinose
salgono a far preda di grani
nel vuoto)
                     ed ecco così spiegato
l'assoluto di chi non ha lavoro.






-quando l'ultima Sibilla sibila
nenie di veleno,perlomeno
faccio fatica a dire come là,giù
in terra,sul tappetino il sandalo
batte e ribatte,scrosta la rena
 (quella che non trova)-