martedì 17 agosto 2004

gravida sardegna in "copulettas"

sul suo ventre questa terra ha ceduto
l'anima del fico. è viva come
una fossa di sassi aguzzi e  
assassini 
e nel grembo
una vita fresca si asseta di
quel denso latte al sapor di confetto.


L'acciottolato per Nuoro brulica
forse non esiste e  poi si cancella
di rovi e more e altre nere visioni
intanto un bracciale di dune ruba
dita alla terra di croste e zampette.
Si scoprono timide e silenziose
come ombre di pecora braccate fuor
di stazzu dalla luna
e
cercano sudore di sughera le anime dei pastori, dai giacigli di terracotta
al profumo delle zagare.


Ero una conchiglia e contenevo il mare
quando inventavamo i sogni
quando inventavamo i giorni
e lo zio mi soffiava il sonno sugli occhi :
inventavamo il verde tra spighe
bollenti inesistenti
e chitarre al sole ,poi mangiavamo stoppie e grani di rosario alla piccola fiera
 oltre l'aia della pioggia   quando le donne ,
pregando
avevano voci di aspra dolcezza.

                        


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