respira lieve e fanciulla -la vita-
se al peso di uno stato di
presenza
striminzita poi chiama la speranza
badando a una
farfalla scimunita
domenica 11 settembre 2005
batman
domenica 28 agosto 2005
assisi il frate i bimbi e il rosso
passeggio
in un’afa splendente di oro
tra
improvvisi sussurri di fuoco
e il ristoro dell’ombra
-appena appena- sotto
le labbra di un arco, per le arterie
dipanate dal convento alla rocca.
Scocca la mezza mi volto e qualcosa mi blocca
Spaventapasseri,ombra su muro
ha dita fra cui s'allungano rose
rosse.
all’improvviso si mette in moto
-si sente un fischio-
e
io
mi
smarrisco .
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
E no: è solo il frate, che mima
il volare dei colombi ai bimbi!
Si alzano alti e sfrecciano fra l’edera
e i pensieri degli angeli presenti.
Tra ombra e rosso qui transita la gioia
(pensi forse che sia stupida?
che sia la noia?...) -E che hai sul ditino?-
(mi sembra
un passero ferito!)
-Se siedi qui accanto
scriviamo una poesia per gioco
ora e solo se smetti il pianto.-
in un’afa splendente di oro
tra
improvvisi sussurri di fuoco
e il ristoro dell’ombra
-appena appena- sotto
le labbra di un arco, per le arterie
dipanate dal convento alla rocca.
Scocca la mezza mi volto e qualcosa mi blocca
Spaventapasseri,ombra su muro
ha dita fra cui s'allungano rose
rosse.
all’improvviso si mette in moto
-si sente un fischio-
e
io
mi
smarrisco .
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
E no: è solo il frate, che mima
il volare dei colombi ai bimbi!
Si alzano alti e sfrecciano fra l’edera
e i pensieri degli angeli presenti.
Tra ombra e rosso qui transita la gioia
(pensi forse che sia stupida?
che sia la noia?...) -E che hai sul ditino?-
(mi sembra
un passero ferito!)
-Se siedi qui accanto
scriviamo una poesia per gioco
ora e solo se smetti il pianto.-
lunedì 1 agosto 2005
piccoli e grandi fuochi a san nicola
sta sulle nostre teste un cielo
sterminato di un nero nero a sprazi
blu e nero ancora, un campo sfasciato
dagli sputi a scia delle stelle, fili
sfocati in scalmanati
fuochi di canicola.
è San Nicola, barchetta su mare
venditori e vociare di bambini
pizzicando lo zucchero filato.
-non vorrei essere nata in altro posto
e d'agosto questo è un mondo infinito-
giovedì 23 giugno 2005
ofelia
cade, forse no scivola abbracciata
ofelia
da un amante finalmente
sincero,il corso d'acqua che muove
eternamente muove verso un mondo
vero
infinitamente d'amore.
( mai più acqua che lava altra acqua
è alle lacrime che affogano le sirene)
oltre l'oblio, oltre, da quel salice
nell'imbarcadero dei sogni
salterà una nuova vita timida
a sospirare con nelle pupille
-piene di luce- i passi di vento
su un nembo indefinito,
nel sorriso molto meno smarrito
di fanciulla
dal viso pulito
come la più chiara delle lucerne
(è scolpito l'oro del meglio di Amleto
libero dall'odio il fiato sarà amore)
ofelia
da un amante finalmente
sincero,il corso d'acqua che muove
eternamente muove verso un mondo
vero
infinitamente d'amore.
( mai più acqua che lava altra acqua
è alle lacrime che affogano le sirene)
oltre l'oblio, oltre, da quel salice
nell'imbarcadero dei sogni
salterà una nuova vita timida
a sospirare con nelle pupille
-piene di luce- i passi di vento
su un nembo indefinito,
nel sorriso molto meno smarrito
di fanciulla
dal viso pulito
come la più chiara delle lucerne
(è scolpito l'oro del meglio di Amleto
libero dall'odio il fiato sarà amore)
martedì 21 giugno 2005
come muoiono le sirene
come in un embrione di luce
la bolla di sapone sarà il luogo
ove affogano le sirene
in una morte di cielo in ascendendo
da lasciarsi svanire poco a poco.
la bolla di sapone sarà il luogo
ove affogano le sirene
in una morte di cielo in ascendendo
da lasciarsi svanire poco a poco.
martedì 14 giugno 2005
quando sei nato...non puoi più nasconderti
Le vie di certi chiari di luna
su un gommone
dove
annusando le somiglianze
di odori ineluttabili
nei sentieri degli altri bimbi
nei rovi di polverosi anziani
nell'artiglio di qualche medusa sagace
nasci
alla perlustrazione della vita arrovesciandoti,innocenza
che si dimena,
nell'ala buia del dubbio,bene.
In quelle vie
tutto sa di ingordigia .
Quando sei nato
non puoi più nasconderti
Con lei è il fratello
alle sue spalle
è l'altro,
fatto di polvere.
Cresciuto sui carri,
esule nell’acqua
non puoi più andare sotto
a fare la conta, giocando,
non puoi più nasconderti
dove accucciare ancora le tue paure
dove perderti e saperti, figlio al sicuro,
*sempre*.
Una domanda infausta, al padre, un nuovo abbraccio deciso, alla madre.
E da adesso il sapore del diseguale
si prende tutto l'amaro che può.
Mi basterebbe un palmo di mano, teso
sotto il cielo sconsacrato delle paure, nella luce
fra due corni di luna, più di una domanda
infelice.
Nei barconi [che non sapevo]
lo spazio ristretto costringe
alla paura alla simpatia
fiutando le risposte alle mille domande
di odori ineluttabili di mestieri antichi -inequivocabili-
nei sentieri delle altre esistenze.
-Nasci alla perlustrazione della vita-
( scopri che il benessere è un fatto
solo un fatto e che la fortuna ha
sapore zuccherino.
Arrovesciandoti ,innocenza che si dimena
nell’acqua,nel bambino ove s'accantuccia l'uomo
dove accucciare ancora le tue paure.
E il sapore del diseguale
-Mi basterebbe
un palmo di mano-
sotto il cielo sconsacrato delle paure
un mondo
in una mano che si tende.
Nei barconi [che non sapevo]
lo spazio ristretto costringe
alla paura alla simpatia
Però .Un mestiere c'è ed è inutile
far finta d'esser muto ombra muta del sole di latte .
in quella latta pre-confezionata che è il tuo esserci, bambino *fortunato*
adesso si scioglie l'idea che da quando sai non puoi
far finta.
Qunado sei nato non puoi più nasconderti.
su un gommone
dove
annusando le somiglianze
di odori ineluttabili
nei sentieri degli altri bimbi
nei rovi di polverosi anziani
nell'artiglio di qualche medusa sagace
nasci
alla perlustrazione della vita arrovesciandoti,innocenza
che si dimena,
nell'ala buia del dubbio,bene.
In quelle vie
tutto sa di ingordigia .
Quando sei nato
non puoi più nasconderti
Con lei è il fratello
alle sue spalle
è l'altro,
fatto di polvere.
Cresciuto sui carri,
esule nell’acqua
non puoi più andare sotto
a fare la conta, giocando,
non puoi più nasconderti
dove accucciare ancora le tue paure
dove perderti e saperti, figlio al sicuro,
*sempre*.
Una domanda infausta, al padre, un nuovo abbraccio deciso, alla madre.
E da adesso il sapore del diseguale
si prende tutto l'amaro che può.
Mi basterebbe un palmo di mano, teso
sotto il cielo sconsacrato delle paure, nella luce
fra due corni di luna, più di una domanda
infelice.
Nei barconi [che non sapevo]
lo spazio ristretto costringe
alla paura alla simpatia
fiutando le risposte alle mille domande
di odori ineluttabili di mestieri antichi -inequivocabili-
nei sentieri delle altre esistenze.
-Nasci alla perlustrazione della vita-
( scopri che il benessere è un fatto
solo un fatto e che la fortuna ha
sapore zuccherino.
Arrovesciandoti ,innocenza che si dimena
nell’acqua,nel bambino ove s'accantuccia l'uomo
dove accucciare ancora le tue paure.
E il sapore del diseguale
-Mi basterebbe
un palmo di mano-
sotto il cielo sconsacrato delle paure
un mondo
in una mano che si tende.
Nei barconi [che non sapevo]
lo spazio ristretto costringe
alla paura alla simpatia
Però .Un mestiere c'è ed è inutile
far finta d'esser muto ombra muta del sole di latte .
in quella latta pre-confezionata che è il tuo esserci, bambino *fortunato*
adesso si scioglie l'idea che da quando sai non puoi
far finta.
Qunado sei nato non puoi più nasconderti.
giovedì 2 giugno 2005
il secondo di giugno
s'avviva al sole il pontile affusolato
lungo dito nel mare,indica alle vele.-vedo azzurro nell'occhio del porto aperto
con le braccia a spalanco,
aperto ai campanili
ai profili di barconi,alle reti,
ai pontili
anche alla fortuna di
pochi, vedere il salto dei delfini
del piccolo Nicola - qui visse un santo
il santo bambino del Kyrie eleison
da proclamare, il folle, giullare
dei bimbi- con le ciliege alle orecchie
consolare giocando i monelli
(
non è che uno spicchio di pompelmo giallo appena,
la luna,serena che guarda ancora
)
E ancora, ancora è lo spettacolo :
il pontile adagia il suo lungo dito ------------------->
nel mare ed indica alle vele erranti ^^^^^^^^
bianche dimore intorno ai campanili
profili di barconi,reti, moli
e la fortuna di un porto
con le braccia a spalanco,aperto
ai sussulti freschi delle onde
alle lande misteriose delle alghe
come capelli
-vedo azzurro negli occhi di molti-
dal quartiere medioevale
invidiavano la luce ed il calore
quelle pietre rivoltate dal sotto
delle zolle dopo lo scasso
del palazzo avito
- questo pomeriggio il piazzale pare rinsavito dalle urla del mercato del pesce-
( e ti confido il mio amore per tutto di questo posto)
venerdì 27 maggio 2005
sul filo delle mie viste ( immagini)
reti stese in faccia al mare - ararono
in un infinito di fresco-
il fulgore del sole
sigilla nel tufo il calore
per l’insonnia dei gechi
e sgombra le facciate
l’immagine lunga del campanile
controvoglia insinua nell’acqua
una carezza con un dito marmoreo
in piazza bambini e pallone e grida
poi risa sul lastrico di chìanche
-i pali dei fanali creano la porta-
anche felicità , sorta in un poco
a piene mani
( nei fischi dei vecchi
applaudire da matti)
tanta infelicità,morta in un buco
( sigh!orribile et dolorosa fine
di un povero piccolo topo...)
intrecciate ringhiere decorate
limate intarsiate stuccate
capolavori dell’arte dei balconi
sul filo le bandierine di carta
sbandierate in baldoria a ferragosto
un misto di colori sfatti all'asta
del vento,rimasti
in un pertugio
la fontana, la mano sotto l’acqua
a filo
e bere
chiedendosi il perché
del pavese a cordoglio sul portone
Il muro della chiesa guardando oltre
la palma (che pomeriggio di calma)
clacsona (come non detto)
il corteo
della novella sposa incinta e in rosa (!)
sulla soglia la comare rintuzza
d’ago una perlina nella stoffa
in un bosco di foglie e foglioline
aguzza la riga di un bordo argento
ridendo
allo scontento nervoso
del prete nella chiesa
(e tutto il mare canta al mare riandando )
in un infinito di fresco-
il fulgore del sole
sigilla nel tufo il calore
per l’insonnia dei gechi
e sgombra le facciate
l’immagine lunga del campanile
controvoglia insinua nell’acqua
una carezza con un dito marmoreo
in piazza bambini e pallone e grida
poi risa sul lastrico di chìanche
-i pali dei fanali creano la porta-
anche felicità , sorta in un poco
a piene mani
( nei fischi dei vecchi
applaudire da matti)
tanta infelicità,morta in un buco
( sigh!orribile et dolorosa fine
di un povero piccolo topo...)
intrecciate ringhiere decorate
limate intarsiate stuccate
capolavori dell’arte dei balconi
sul filo le bandierine di carta
sbandierate in baldoria a ferragosto
un misto di colori sfatti all'asta
del vento,rimasti
in un pertugio
la fontana, la mano sotto l’acqua
a filo
e bere
chiedendosi il perché
del pavese a cordoglio sul portone
Il muro della chiesa guardando oltre
la palma (che pomeriggio di calma)
clacsona (come non detto)
il corteo
della novella sposa incinta e in rosa (!)
sulla soglia la comare rintuzza
d’ago una perlina nella stoffa
in un bosco di foglie e foglioline
aguzza la riga di un bordo argento
ridendo
allo scontento nervoso
del prete nella chiesa
(e tutto il mare canta al mare riandando )
(rivista il 7 settembre 2019)
lunedì 11 aprile 2005
parole e mondi
--
si scrive
per riparare la sofferenza di stare
al mondo
la scrittura e' fare mondo (nuovo)
di parole
mondo (nuovo)
letterario
oltre quello malato che si consuma
nella velocita' delle linee telefoniche
in quella convulsa desolazione
che e' la solitudine
oggi.
l'uomo sembra incapace
in questo tempo sospeso
eppure prova ancora sentimenti
"
serpeggiano
pensieri scalzi
(internet rade bisbigli)
parole sciolte
annullano mete di cortesia
si defilano
le diete per l'allegria,
volano coltelli.
i giorni si sbranano declinati
dal nulla
nel ventre molle di una
solitudine
in cui ci si specchia
-a volte- compiaciuti
-a volte-dispiaciuti
bruciano gli occhi.
"
mercoledì 26 gennaio 2005
a[d(Dio)]zio 2
navigando fragile
è tardi e
anni in portidi calmo corallo mi graffiano gli
ultimi minuti,nel brusìo dei tanti sulle sponde,il
camice del cerusico e le onde,il commiato alla luce.Le mani intrecciate, sei tucheimmobile sempre io sogno,madresei tu, che adesso oso(splancati occhi sull'erba
nuova della morte)sperare di rivedere,
nei nuovi spazi siderali
alle cinque, oggi alle cinque.
I nomi tremano come
gigli,e
ricordo i volti,ma
poco ho ancora per
questo lento congedo
alla terra azzurra ( che io sospettavo
nei cieli relativi)
Ma sono io che
aggrumo
gli anni miei in questo gelo
di cristallo, nelle acque febbrili.
Un nudo scenario
che infila il mio arcipelago di solitudine.
Mi ricordo della luna che è un gelo di polvere
se pure è l'isola dei sognatori.
E così sia:la morte è così,ed è quel che mi avviene.
venerdì 21 gennaio 2005
http://ilcatinodizinco.spaces.live.com/
20/01/2005
nel catino di zinco, altrove
Lì esiste una specie di raccoglitore [appunti, e.Altro ci sarebbe da dire]
Avvenimenti, letture,cinema, musica.
Tutto questo è quanto, nel catino che contiene.
Per tutti gli altri riferimenti più "limati" ed archiviati in un diario più personale, allora qui:
http://ilcatinodizinco.spaces.live.com/
ilcatinodizinco

Posted by Hello
nel catino di zinco, altrove
Lì esiste una specie di raccoglitore [appunti, e.Altro ci sarebbe da dire]
Avvenimenti, letture,cinema, musica.
Tutto questo è quanto, nel catino che contiene.
Per tutti gli altri riferimenti più "limati" ed archiviati in un diario più personale, allora qui:
http://ilcatinodizinco.spaces.live.com/
ilcatinodizinco

Posted by Hello
giovedì 20 gennaio 2005
a[d(Dio)]zio
mia
vita, anche tu
sui prati spenti.
Il sottile tessuto della morte
mi avvolge, mia
vita, anche tu, e i fogli
dei miei
ruderi domani
guarderò
dal nero del buio sul nulla,
oltre.
Mi rimani tu,attendimi o Madre
alle
cinque del meriggio,che ora,diora in ora,ho fatto bene il contoe un tanto del tanto mi resta.
Ti aspetto.
Il mondo scompare,
sui suoi colori
muti al nero del buio,
non resta un graffio in tanta savana di
fregate all’ancora
nel mio mare di sale
né un misero appiglio al
precipizio,nel volo solitario sui prati spenti
dove
ricamo
il salmo
della squilla del giorno a mezzo.
il salmo
della squilla del giorno a mezzo.
-Sto. Andandomene ora.Mia vita-
Finalmente i chiodi
si piegheranno
appena piantati all’inizio
della vita -gronda
per lo strazio delle mie strade
antiche-si piegheranno, si piegheranno.Potrò essere libero,cielo nell'aperto
cielo,io sarò aria già,altrove .
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