giovedì 20 gennaio 2005

a[d(Dio)]zio

mia
vita, anche tu
sui prati spenti.


Il sottile tessuto della morte
mi avvolge, mia
vita, anche tu, e i fogli
dei miei
ruderi domani
guarderò
dal nero del buio sul nulla,
oltre.

Mi rimani tu,attendimi o Madre
alle
cinque del meriggio,
che ora,di
ora in ora,
ho fatto bene il conto
e un tanto del tanto mi resta.

Ti aspetto.

Il mondo scompare,
sui suoi colori
muti al nero del buio,
non resta un graffio in tanta savana di
fregate all’ancora
nel mio mare di sale


né un misero appiglio al
precipizio,nel volo solitario sui prati spenti
dove
ricamo
il salmo
della squilla del giorno a mezzo.
-Sto. Andandomene ora.Mia vita-


Finalmente i chiodi
si piegheranno
appena piantati all’inizio
della vita -gronda
per lo strazio delle mie strade
antiche-
si piegheranno, si piegheranno.
Potrò essere libero,cielo nell'
aperto
cielo,
io sarò aria già,
altrove .

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