in un infinito di fresco-
il fulgore del sole
sigilla nel tufo il calore
per l’insonnia dei gechi
e sgombra le facciate
l’immagine lunga del campanile
controvoglia insinua nell’acqua
una carezza con un dito marmoreo
in piazza bambini e pallone e grida
poi risa sul lastrico di chìanche
-i pali dei fanali creano la porta-
anche felicità , sorta in un poco
a piene mani
( nei fischi dei vecchi
applaudire da matti)
tanta infelicità,morta in un buco
( sigh!orribile et dolorosa fine
di un povero piccolo topo...)
intrecciate ringhiere decorate
limate intarsiate stuccate
capolavori dell’arte dei balconi
sul filo le bandierine di carta
sbandierate in baldoria a ferragosto
un misto di colori sfatti all'asta
del vento,rimasti
in un pertugio
la fontana, la mano sotto l’acqua
a filo
e bere
chiedendosi il perché
del pavese a cordoglio sul portone
Il muro della chiesa guardando oltre
la palma (che pomeriggio di calma)
clacsona (come non detto)
il corteo
della novella sposa incinta e in rosa (!)
sulla soglia la comare rintuzza
d’ago una perlina nella stoffa
in un bosco di foglie e foglioline
aguzza la riga di un bordo argento
ridendo
allo scontento nervoso
del prete nella chiesa
(e tutto il mare canta al mare riandando )
(rivista il 7 settembre 2019)
