cade, forse no scivola abbracciata
ofelia
da un amante finalmente
sincero,il corso d'acqua che muove
eternamente muove verso un mondo
vero
infinitamente d'amore.
( mai più acqua che lava altra acqua
è alle lacrime che affogano le sirene)
oltre l'oblio, oltre, da quel salice
nell'imbarcadero dei sogni
salterà una nuova vita timida
a sospirare con nelle pupille
-piene di luce- i passi di vento
su un nembo indefinito,
nel sorriso molto meno smarrito
di fanciulla
dal viso pulito
come la più chiara delle lucerne
(è scolpito l'oro del meglio di Amleto
libero dall'odio il fiato sarà amore)
giovedì 23 giugno 2005
martedì 21 giugno 2005
come muoiono le sirene
come in un embrione di luce
la bolla di sapone sarà il luogo
ove affogano le sirene
in una morte di cielo in ascendendo
da lasciarsi svanire poco a poco.
la bolla di sapone sarà il luogo
ove affogano le sirene
in una morte di cielo in ascendendo
da lasciarsi svanire poco a poco.
martedì 14 giugno 2005
quando sei nato...non puoi più nasconderti
Le vie di certi chiari di luna
su un gommone
dove
annusando le somiglianze
di odori ineluttabili
nei sentieri degli altri bimbi
nei rovi di polverosi anziani
nell'artiglio di qualche medusa sagace
nasci
alla perlustrazione della vita arrovesciandoti,innocenza
che si dimena,
nell'ala buia del dubbio,bene.
In quelle vie
tutto sa di ingordigia .
Quando sei nato
non puoi più nasconderti
Con lei è il fratello
alle sue spalle
è l'altro,
fatto di polvere.
Cresciuto sui carri,
esule nell’acqua
non puoi più andare sotto
a fare la conta, giocando,
non puoi più nasconderti
dove accucciare ancora le tue paure
dove perderti e saperti, figlio al sicuro,
*sempre*.
Una domanda infausta, al padre, un nuovo abbraccio deciso, alla madre.
E da adesso il sapore del diseguale
si prende tutto l'amaro che può.
Mi basterebbe un palmo di mano, teso
sotto il cielo sconsacrato delle paure, nella luce
fra due corni di luna, più di una domanda
infelice.
Nei barconi [che non sapevo]
lo spazio ristretto costringe
alla paura alla simpatia
fiutando le risposte alle mille domande
di odori ineluttabili di mestieri antichi -inequivocabili-
nei sentieri delle altre esistenze.
-Nasci alla perlustrazione della vita-
( scopri che il benessere è un fatto
solo un fatto e che la fortuna ha
sapore zuccherino.
Arrovesciandoti ,innocenza che si dimena
nell’acqua,nel bambino ove s'accantuccia l'uomo
dove accucciare ancora le tue paure.
E il sapore del diseguale
-Mi basterebbe
un palmo di mano-
sotto il cielo sconsacrato delle paure
un mondo
in una mano che si tende.
Nei barconi [che non sapevo]
lo spazio ristretto costringe
alla paura alla simpatia
Però .Un mestiere c'è ed è inutile
far finta d'esser muto ombra muta del sole di latte .
in quella latta pre-confezionata che è il tuo esserci, bambino *fortunato*
adesso si scioglie l'idea che da quando sai non puoi
far finta.
Qunado sei nato non puoi più nasconderti.
su un gommone
dove
annusando le somiglianze
di odori ineluttabili
nei sentieri degli altri bimbi
nei rovi di polverosi anziani
nell'artiglio di qualche medusa sagace
nasci
alla perlustrazione della vita arrovesciandoti,innocenza
che si dimena,
nell'ala buia del dubbio,bene.
In quelle vie
tutto sa di ingordigia .
Quando sei nato
non puoi più nasconderti
Con lei è il fratello
alle sue spalle
è l'altro,
fatto di polvere.
Cresciuto sui carri,
esule nell’acqua
non puoi più andare sotto
a fare la conta, giocando,
non puoi più nasconderti
dove accucciare ancora le tue paure
dove perderti e saperti, figlio al sicuro,
*sempre*.
Una domanda infausta, al padre, un nuovo abbraccio deciso, alla madre.
E da adesso il sapore del diseguale
si prende tutto l'amaro che può.
Mi basterebbe un palmo di mano, teso
sotto il cielo sconsacrato delle paure, nella luce
fra due corni di luna, più di una domanda
infelice.
Nei barconi [che non sapevo]
lo spazio ristretto costringe
alla paura alla simpatia
fiutando le risposte alle mille domande
di odori ineluttabili di mestieri antichi -inequivocabili-
nei sentieri delle altre esistenze.
-Nasci alla perlustrazione della vita-
( scopri che il benessere è un fatto
solo un fatto e che la fortuna ha
sapore zuccherino.
Arrovesciandoti ,innocenza che si dimena
nell’acqua,nel bambino ove s'accantuccia l'uomo
dove accucciare ancora le tue paure.
E il sapore del diseguale
-Mi basterebbe
un palmo di mano-
sotto il cielo sconsacrato delle paure
un mondo
in una mano che si tende.
Nei barconi [che non sapevo]
lo spazio ristretto costringe
alla paura alla simpatia
Però .Un mestiere c'è ed è inutile
far finta d'esser muto ombra muta del sole di latte .
in quella latta pre-confezionata che è il tuo esserci, bambino *fortunato*
adesso si scioglie l'idea che da quando sai non puoi
far finta.
Qunado sei nato non puoi più nasconderti.
giovedì 2 giugno 2005
il secondo di giugno
s'avviva al sole il pontile affusolato
lungo dito nel mare,indica alle vele.-vedo azzurro nell'occhio del porto aperto
con le braccia a spalanco,
aperto ai campanili
ai profili di barconi,alle reti,
ai pontili
anche alla fortuna di
pochi, vedere il salto dei delfini
del piccolo Nicola - qui visse un santo
il santo bambino del Kyrie eleison
da proclamare, il folle, giullare
dei bimbi- con le ciliege alle orecchie
consolare giocando i monelli
(
non è che uno spicchio di pompelmo giallo appena,
la luna,serena che guarda ancora
)
E ancora, ancora è lo spettacolo :
il pontile adagia il suo lungo dito ------------------->
nel mare ed indica alle vele erranti ^^^^^^^^
bianche dimore intorno ai campanili
profili di barconi,reti, moli
e la fortuna di un porto
con le braccia a spalanco,aperto
ai sussulti freschi delle onde
alle lande misteriose delle alghe
come capelli
-vedo azzurro negli occhi di molti-
dal quartiere medioevale
invidiavano la luce ed il calore
quelle pietre rivoltate dal sotto
delle zolle dopo lo scasso
del palazzo avito
- questo pomeriggio il piazzale pare rinsavito dalle urla del mercato del pesce-
( e ti confido il mio amore per tutto di questo posto)
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