martedì 6 giugno 2006

in treno, dal treno.

dal finestrino il mondo  che mi lascia
pare. e pure si tinteggia il viaggio.

corona di pioggia anche sulla spiaggia.
                 corona di spine,luccicante
come di pesci azzurri   (che hanno gli occhi

                                                   fra le scaglie ) 
nelle collane di alghe lanciate sulla sabbia.

corona di sonno tra bagliori d'incendio
                       (il fuoco è un cappello da signora)
corona preoccupata di qualcuno  -cui manca lo stipendio-


corona di te -che sogno- nel diario sottochiave
di me che penso a te, il tutto
         nello scompartimento -adesso chiedo l'ora-
allora era la primavera delle corse
a perdifiato        ai treni svelti nei sottopassaggi
                 delle scarpe -così piene di pioggia- in fuga
dopo una notte di luna,mannaggia
( era una fortuna).
                        è il mattino di un
lungo viaggio
è il fiato disegnato sul finestrino
                  -un cuore appassionato-
per fare festa è l' abbracciarsi della mamma col bambino
la signora che al suo lui sversa un caffè macchiando i pantaloni
o un
"Sei proprio tu?! Non sei cambiata, mi hai portato la marmellata?"
con il tuo abbraccio ( qualcosa che mi scampi dalla
lacrimuccia raccolta nei miei guanti)
                                           -certe volte c'è un ritorno di pioggia-
                           corona
 le braccia del mio amico ritrovato dopo tanto.


                                                                                        

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