dal finestrino il mondo che mi lascia
pare. e pure si tinteggia il viaggio.
corona di pioggia anche sulla spiaggia.
corona di spine,luccicante
come di pesci azzurri (che hanno gli occhi
fra le scaglie )
nelle collane di alghe lanciate sulla sabbia.
corona di sonno tra bagliori d'incendio
(il fuoco è un cappello da signora)
corona preoccupata di qualcuno -cui manca lo stipendio-
corona di te -che sogno- nel diario sottochiave
di me che penso a te, il tutto
nello scompartimento -adesso chiedo l'ora-
allora era la primavera delle corse
a perdifiato ai treni svelti nei sottopassaggi
delle scarpe -così piene di pioggia- in fuga
dopo una notte di luna,mannaggia
( era una fortuna).
è il mattino di un
lungo viaggio
è il fiato disegnato sul finestrino
-un cuore appassionato-
per fare festa è l' abbracciarsi della mamma col bambino
la signora che al suo lui sversa un caffè macchiando i pantaloni
o un
"Sei proprio tu?! Non sei cambiata, mi hai portato la marmellata?"
con il tuo abbraccio ( qualcosa che mi scampi dalla
lacrimuccia raccolta nei miei guanti)
-certe volte c'è un ritorno di pioggia-
corona
le braccia del mio amico ritrovato dopo tanto.
martedì 6 giugno 2006
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