firmo il gioire di sogni su una giostra
da futurista alla finestra quando
respiro nuvole sotto la sabbia
e
vedo razzi nel cielo di festa.
Sento satelliti nel limbo,
-è un’estate crudele-
da una radio un sussulto come un mambo
-chissà dov’è Mariele-
e inspiro ossigeno dai dirigibili
su in alto -nembi illeggibili
tinteggiano a meraviglia pareti
di arcobaleno lento in grembo al blu mare
contro la sapienza di mescolare
colori incompatibili alle persiane
tipica della gente di qui
quando improvvisa attività murarie-
martedì 18 luglio 2006
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