domenica 27 agosto 2006

il sibilo lungo della taranta

sssssssssssssssssssssssssssssssssss


non c'è che quasi l'alito di un vento
ardente sul volto, in questo vespro
insanguinato nell'afa, e lercia
polvere a lustrare i sandali nuovi
più la puntura breve d' un mozzico
al tallone intarsiato da due fori.
                         
                      Ghiribizzo s'avverte nel raspare
e tempestiva ridda nel bruciore
giusto così, tanto per scandagliare
la rabbia di quei sintomi nel male
affatturato dal vero dolore
che fomenta il richiamo a musicare.


Si pizzica e ripizzica, si struscia
poi si sbuccia, s'accorre al saltarello
ritmando a percussione, noccando
al tamburello, scandendo in irrisione.


S'annuncia con le pacche alle tamorre
il cuore, il ballo caldo nel livore
d'avere la vittoria sul veleno
che ride in buona grazia di taranta

             musica e suono echeggia in un baleno
sul pelo di un brio 'sì nerissimo
che incanta
per mosse e atti e più passetti a
scatti , finchè (alla fine) non si è
fatti e disfatti. Neniando melodie
                -travolti dall' ardore- s'acconciano
armonie - zompate
                             in pieno afrore-
*


la pizzica taranta
si muove come canta
                   -nessuna è tutta brutta
            nessuna è tutta bella,
la pizzica vaevieni
la musica è sorella


la danza che affatica
ti dondoli e poi svieni


la mia è musica antica
si zompa e salterella.


*

sssssssssssssssssssssssssssssssssss








































ilcatinodizinco: agosto 2006

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