martedì 24 aprile 2007

incasso una chitarra di picasso



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sull'asfalto lento il caos delle cose muove gente che si muove.
in questa categoria significa non esistere ed io ci sono finita
non per questo mio consueto andare a rilento che ora che confesso ora lamento, bensì per un
rammendo di fuoco d'artificio nel mio
vuoto ( tutto a posto?) .
L'insulto di un bicchiere di polvere è in ogni faccia e deve dirti qualcosa la scuola.
                             (ogni mattina presto ci accompagno Gabriele)
Un viavai di vaievieni, belle presenze in continua metamorfosi
a rincorrersi
[ ti cerchi nello specchio di caffè  che hai ordinato ] .  Ti scade così
la tua lunga mattina annusando il
frastuono che non è tuo sale...
Questo poco pesa tanto e poggia sul  callo delle tue ossa
con tutti i suoi acciacchi:
all'apice
il giorno prima invecchia, poi arrossisce con un movimento di parole in bocca alla gente
stramazza nella lugubre personalità della notte.Ha la bella impazienza di chi corre incontro
alla vita
nel giorno dopo,giorno dopo giorno.

buon compleanno Tiziana :-)



 
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               --
album di memorie
                               sguardi ai lontani
e grandi occhi spalancano finestre
su stipati prati incolti.
 
-attimi-
 
chi balena improvviso  è il
mare
 
       volti 

che ti si attorcigliano in terre lontane
e
 calce bollente nel tuo sangue.
 

Scorre un futuro di luci che fanno
musiche bizzarre con te

ritagli

di madre rauca e trine di capelli
di nonna a scrosci in sfumature
                               nette
speranze
               stropicciate indefinite

novità buone
                   -ti saranno ghirlande
a cióndolo
               di gialle margherite-
 
perfette
            risate di fresca ghiaia. 
 
 
[poi siamo nei volti dei nostri cari]
 
 
Si rinasce all'anno ogni anno stesso
 
nei nostri volti nelle nostre vesti
e alle stesse scarpe,prospere zolle :

cose nuove e buone per giorni e giorni
 ancora,
che
tu sia felice,sempre
 
[ io.
  che firmo uno scritto breve,
  da qui.]
 
 
 

 

 

 

 



 
 

lunedì 9 aprile 2007

vangelo del lunedì -dopo tre dì



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sparsa la memoria di vacue nubi
 
-in opache profondità l'amore
giace dentro gli occhi delle pie donne-
 
di dove attingeremo ora la vita?
 
il profumo degli unguenti  tormenta
le narici per stringere la morte.

Povere pie, mute prefiche velate
                   lacrime iridate di ali d'angelo
e
poi
 Maddalena.
 
Giù per i pascoli dentro le valli
di  prima
nebbia esorbita l'azzurro e
siamo annegate  nel lutto seguendo
               il sole che si sposta come il vento
in viaggio verso il sepolcreto al chiuso.
 
Lei,
sempre prima. Profonde lacrime.
Sbircia dalla soglia,distingue il vuoto
panno e
              l'ombra dell'ombra con affanno.

Sopravanza meraviglia come tuono
l'urlo
s'impiglia fra quei cirri arrotolati
alla montagna. E la promessa appresa
si assottiglia
            nel fondo del dolore.
 
 
Ma c'è un uomo oltre il greto del torrente
e fissa l'una e l'altra, poi la chiama
<>
 
Trasluce la gioia che ieri fu angoscia
con un sorriso d' indefinibile.
 
I confini di gloria si cantano
           correndo verso  Pietro con  Giovanni
 verso  tutti gli altri nel cenacolo
Alleluja!
 

domenica 8 aprile 2007

c'è un avviso di giacenza per ovetti


 
 
                       
la voce del sole lascia  la sua traccia
sui primi tulipani
                                 
ritornano
 di qua dal muro  voci di fringuelli

appena fuori dalla Messa  e il prete

-circondato-  danza  nel girotondo.

Pronto lancia ovetti di cioccolata.
 
(indistrutto il sorriso degli anziani)
 
Dietro la casa  il mare che parla.

C'è
un disordinato andirivieni.

(che belle le rose di carta  gialla)
 

formicolano oltre il muro del pianto

                                           


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             l'esuberanza della terra nera
mostra calori e  tumulti di vita
intimati dal sole al giorno.
Ora
la paura s'infiltra senza apparente
violenza osservando le croci nude
sul monte Golgota offeso da abbagli.
 
                                             Finanche fra  le nuvole e le dune
la notte  violata da lampi irruenti
  formicola al
                   disumano conflitto
male - bene angeli e demoni,
               morte.

La mano velata di Dio si china
tra noi  miserabili  tristi  e vuota
 una tomba.
               Si spalanca l'esistere
nel soffio vitale.
                            E un lui.
                                               Riesplode
nel sangue.
Un  misterico anelito
                        accalora le membra, erompe
sgorga  possente, fluente.
 
Risorge.
 
 
       


venerdì 6 aprile 2007

via fra vie -almeno sette come spade-



via della vergine maria  e
                                         vie  sette della Madre in vita
che racconto come vedo, seguedo
sul lento passo verso la sepoltura.
via desolata della Madre e dei ricordi
di donna addolorata,
                                   via fra vie -almeno sette come spade-
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                                           I

via della vergine maria
deposto
il corpo del signore ne sarà
incontro di infinito
volgendo un guardo al suo passato
diviene il nostro Futuro nell'ultimo alito
restato.
 
via della sua passione
                   (del Signore e della Madre)
 all'unisono soffrire  nel fondo pietrificato 
delle Profezie
sicchè così fu che
                                 via del (suo di donna)
sapere e -di corsa- via da qualcuno che predisse,
fu spada, che s'avviava alla
sinistra della vita come sinistra compagnia.

Finchè si giunse alla.Via del calvario .
 
Granelli di tempo
                    sino al ricordo
della Presentazione al Tempio :
incontraste il profeta, [ma quanto tempo addietro ?
-al  mio animo di piaghe -
 
E  cuore condannato a lacerarsi va  per gli anni giornalmente
con Giuseppe  consolatore
(pialla e sega) che mi guarda  poi sorride (mestamente) ]
      
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                                                                      II
via del morto
                         suo figlio deposto dalla croce,
 trafitto nel  suo sonno
(com'è atroce
 vederlo esanime  nel panno)

 
      
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                                                                 III
via della tomba, ove deporre il corpo
in fretta è sabato..

vorrebbe portare al collo questo Figlio
-madre che piange-come fece un tempo
in tutto il tratto
in groppa all'asinello  verso l'Egitto
 
Di notte
                         nella notte urla d'innocenti
-li senti?!- tutti figli miei ora sono
nel sonno del mio bimbo che dorme tranquillo nel viaggo dell'esilio
 
-via delle tombe e delle madri
che cullano i bimbi morti ammazzati-
 
via della tomba, torniamo a questa
spenta scia,seguendo chi porta il corpo
piangendo lentamente tutta
la via.            
[Amaramente]
 
Ma  ha un altro figlio accanto che la cinge
      Giovanni di braccia ora l'avvolge

Madre  di tutti noi nell'ultimo
momento, il primo nella morte.
      
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                                                                        IV
  via della vergine
 
 -  oracolo
      del Signore mi fu un giorno Gabriele!
 
 Siedi alla morte novella spada,
                                             trovando sorelle
sestuplicate nel mio cuore
                                  fino a computarne sette.

                                              Stiletti.

Come  i dolori inferti ,sette
      (sette cuori non mi bastano)

<>,     

Grazie ed Ave a te, Magnificat!
pure per la Via Crucis ed il mio strano contributo di Madre.
 
Oh qual pianto di piaghe
                     e di dolorosa agonia ed ora
l'anima mia scolora ,
beve il lutto nel

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                                            V
via del ritorno
                               quel giorno di Parasceve

in fretta in fretta nel breve tratto
lasciando la carovana
il fanciullo al Tempio ,gli anziani  intorno a lui a corona

Figlio, perchè ci hai fatto così?
Io e Giuseppe soli, non è una cosa buona.
 
Via della sua risposta breve:
 
Madre che non sai tu quel che si sa di già dai tempi e dalla Promessa,
Madre.
Mi occupo del Padre
 
Via del  nostro pianto :Giuseppe ed io
amorevoli, da oggi primi apostoli
avendo  il cuore affranto
 
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                                VI
 via dell'incontro sulla via
                              del dolore
      riunione
      di spine e condannato a morte,  lui, il Figlio con
      la madre. dopo
      essere stato preso
da me ancora si parte verso
il supplizio,
la croce sulle spalle,

l'incontro con la Madre
                                         - s'incamminava
      verso il sole (tramonta sull'ombra
      nella via della tomba color di  sangue)-
 via degli sguardi sulla rotta
                              della sofferenza
      che s'avvitava all'anima per
      le piaghe  di gesù lacero per sette spade al cuore
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 via della tomba.
      e mangiate pane di
      piaghe e tutto ricoperto di
incommensurabile e illimitato
       il sole tramonta sull'ombra nella
      via
      della Madre addolorata,
      lo  prendono e lo spogliano, - voglia di baci io sono la mamma,-
      sempre più
      l'addoloratissima fiamma del mio Amore
 
      cento
      volte, mille volte
      forte stringe al
      suo corpo  il corpo
      del
      figliuolo,
      
      [vi compatisco,o madre, io che assisto a questo scempio
       a guardare ora l'ora di quel suo sonno
che non lascia campo alle speranze]
      
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                                    VII
      Giace nell' oscurità della sua
      croce insanguinata guarda lui tra
      le ferite dei flagelli, grondante sangue,
hanno scavato nei suoi piedi
       coronato
                               di dolori
       e
      guarda lui
      e  tra le
      ferite
      lo ricompone
      così tutta la tenerezza del figliuolo
      bimbo fanciullo uomo adulto e bello
muore sotto le sue palpebre
 
   [   vi compatisco, o qual dolore  per
      la madre. Madre che tu sei Madre
      delle Madri, vi compatisco ]
      
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     Via del dolore ultimo, 
       via di Tutto amore
                                                                     
Lo
      ricevette fra
      le braccia
-cento volte, mille volte
      forte stringe il mio signore-

      -siede alla morte la morte in grembo
      novella spada
      del suo cuore -nell'estrema
      desolazione. E diventa statua di Desolata --
 
 
 
 
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rielab. liturgia bizantina dell'ora della desolata
( da rivedere )