lunedì 9 aprile 2007

vangelo del lunedì -dopo tre dì



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sparsa la memoria di vacue nubi
 
-in opache profondità l'amore
giace dentro gli occhi delle pie donne-
 
di dove attingeremo ora la vita?
 
il profumo degli unguenti  tormenta
le narici per stringere la morte.

Povere pie, mute prefiche velate
                   lacrime iridate di ali d'angelo
e
poi
 Maddalena.
 
Giù per i pascoli dentro le valli
di  prima
nebbia esorbita l'azzurro e
siamo annegate  nel lutto seguendo
               il sole che si sposta come il vento
in viaggio verso il sepolcreto al chiuso.
 
Lei,
sempre prima. Profonde lacrime.
Sbircia dalla soglia,distingue il vuoto
panno e
              l'ombra dell'ombra con affanno.

Sopravanza meraviglia come tuono
l'urlo
s'impiglia fra quei cirri arrotolati
alla montagna. E la promessa appresa
si assottiglia
            nel fondo del dolore.
 
 
Ma c'è un uomo oltre il greto del torrente
e fissa l'una e l'altra, poi la chiama
<>
 
Trasluce la gioia che ieri fu angoscia
con un sorriso d' indefinibile.
 
I confini di gloria si cantano
           correndo verso  Pietro con  Giovanni
 verso  tutti gli altri nel cenacolo
Alleluja!
 

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