giovedì 5 luglio 2007

il passo.Sassi come massi,ossa




 
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il passo,
trascinando l'anima nel buio del silenzio (ovvietà -scritta- per come sta scritta) è
in questa luna barbara, crudele.
 
                                           (crudele,
se m'immagino me andata che
mi sciolgo poi mi annodo da viandante,nell'allungare il tempo
prima che sia sonno,claudicante,adesso, il passo.

A insinuarmi tra abitudini cattive come i ricordi, ah i ricordi!

Nell'intricata foresta di ciò che è stato e in seguito non si è
più potuto, di ciò che non è stato, avrebbe, ma poi... 
E poi non s'è ripresentato...
Per quei fenomeni di gioia e lieve, o di pianto e grave,di -in seguito- così tante
lacrime sversate e levità smarrite.
 
Il passo,mio dolente nella notte.

Velando la morte,suggendo il rancore,svolgendo il dolore, ridendo
del primigenio candore  della neve e del suo muoversi in sudicio
divenire, quando è così che in fine declina colorandosi,
nel fango.)
 
Il passo al passo,
nel sapore acre di chi brucia ossa nella notte,stanotte in qualche dove,
trascinando
l'anima nel buio del silenzio,il passo, al passo .
Verso quei  sassi sul fondo di quelle cave di pietra ben visibili nella luna-prigione chiara ,leggendaria in
faccia-
abisso in cui s'aggriccia il tempo,
in cui  lanciare le mie memorie d'ossa, attorcigliate.
Il passo nei  giardini della notte,
il passo.
Mio.
Spesso.
 
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