sabato 18 agosto 2007

d'umido ed afa(sia)-mo inconoscibili


02/08/2007

d'umido ed afa(sia)-mo inconoscibili


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Umido.

Miscelando umori ,sospiri,uno sputo di nube passeggera
inaugura  sogni disillusi di mondi con gli dei al riparo dall'afa.

Solo questo niente fa la gioia della meraviglia che gioca con i segnali
delle nuvole nell'anima della Puglia, giù. Dentro il circolo dei trulli.

Occhi vitrei ingombrano il respiro perso tra le mani
con l'acqua che scivola  a raccogliersi di sotto,nel lavello.
Sensazione di frescura.
Sogno di piacevolmente freddo, di brioso, di ruscellanti acque
sulle spalle.

[Però qui l'acqua corrente è già onirico di ricchezza.]

Dura poco.Torna l'umido, il tuo. Da sottopelle.
Emerge e si raccoglie in nuovi rivoli.

Ogni volta,superata una catena, eccone subito un'altra.

P e san t e men t e 
 
tenta di muoversi come a voler spaccare  porte
rosicchiate da tarli.
Ma non succede, in questo sonnacchioso mondo anche di giorno.
Si riaggancia.
Dove.
La buccia del sole alto ha un alone di (altro)
umido che non crea che l'ombra del peso del cielo duro
in terra, i
nafferrabile.
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Voglia di aria, di respiri, di vento e piogge dimenticate, nello scirocco pregno
di salmastro,
mentre distilliamo il  sudore regalato
ai giorni lenti.

Sottili brandelli di vita,  si
dissolvono nel nulla come fossero pensieri inutili.
 
Poi è che.

Ci mastichiamo la noia e la sputiamo come i semini delle angurie.