mercoledì 31 dicembre 2008

astri e sonaglini nella mano( lettera all'amico)



gli astri
questa notte
come luce accesa
nella mano che ti porgo
sono tutto il calore dell'affetto

-che ti sia un
continuo
scorrere quieto -

ed è l'augurio
che vado tracciando sulla lentezza
delle ore
nel fiato nuovo di gennaio
scivolerà ogni ricordo dell'anno
andato
nel disfarsi cremisi delle poinsezie,
nei rombi verdi a virgola delle foglie
d'agrifoglio,
nei sonaglini d'argento ubriachi di speranza
legati alle ghirlande.

si accende in quel loro fondo lucido
lo spaccato d'un mare in movimento
e
piccoli gorghi di
serenità
in cui perdersi ogni tanto,isole
di riposo e il tempo per sè stessi,andando.

gli astri ,questa notte
come luce accesa
-nella mano che ti porgo e prendi e tieni-
incollano grani di sabbia caduca
-dalla clessidra scende- al nostro palmo
quindi
ci ritroveremo quel loro
brillìo arcano nel ronzio delle parole
nel quotidiano,nel vuoto di un dolore o
in un momento nei mesi a venire faranno da
lampare
sollevate ad allargare - pure- il moto confuso di un oceano buio
che ogni tanto navigando appare
-come s'agita-
in quel tèssere fitto di richiami
e situazioni
ch'è tutto della nostra vita.
E in tanta luce d'astri ora s'avvita
l'augurio d'un buon anno nuovo,che sia davvero buono!


Buon anno nuovo ! ( almeno) strano .









mercoledì 24 dicembre 2008

gli è...

gli è
che all'infinito
comincia a respirare
e a milioni possiamo origliare le stelle
dopo il primo vagito...

con brevi raggi additano la vita
eterna
confluita nel sangue d'un infante
che sospira agli angeli .


-la madre è taciturna-

in placidi voli di colombe
volti azzurrognoli nel buio che stinge alla luce
(cui soccombe)
-come da veli-
irrompendo corporei
visitatori dalle braccia di pastori
fedeli
al piccolo tesoro in fasce avvolto
ridono insieme : il mondo è tutto piccolo,è in quel volto
che la madre sfiora,che la madre bacia ( c'è una stella enorme,oh! come brilla!)

e svelta poi come lo ninna!





mercoledì 12 novembre 2008

abissale ed eterna di novembre



--

fai rotta nel breve,disgiunta sorte

lieve in un'asterisco d'ali al_di_là

del blu ,

su una silenziosa scogliera

a parlare di nulla e gioendo con Dio

così,

senza illusioni, tu .

Quieta

luce offuscata, nebbia, felicità

vissuta ,-sfiorita tutta una vita-,

muta domanda del nostro dolore,

sei tu, proprio tu e dove sei?

s v a n i t a

sui passi ,ove ombra non segue mai ombra

tutto il nulla sembra eterno e incolore,

quando una

si parte -o detto anche -si muore,

la morte,- si avverte d'aghi nudi nell'aria-

distanza da vita ombrosamente a b i s s a l e

martedì 26 agosto 2008

Pizzicata di Sant'Alessandro


--
 
e disimparo la luce, ferita
da sale e sabbia ,china su me stessa 
poi  sento una risposta a questi suoni
                               di poesia
          nella taranta che s'avvia
fra le urla di una piazza sconosciuta.

{ebbrezza nelle ombre che si fissano
 alle balconate basse,come ali
              sbigottite le inferriate per l'affaccio.
Ormai  bruciano tocchi d'ulivo. Il fumo incontra l'aria umida,insieme fanno una cupola alla festa.
E faville a ingoiare una lingua di carestia sempiterna,quella che stringe dolori e viaggi in altri lidi estranei.
E fiumi di salsa e  pizzichi di timo su pane raffermo. e  ancora timo.
Per sempre si ritorna in questa terra dalle finestre scure nelle facciate bianche, come orbite vuote
in volti scarni di vecchi;
 palme lontane  in fondo alla via e
                           fa  buio e siamo meglio noi stessi,di buio. Al fresco}

In un poeta che succede?  Ad un poeta che mente sul
suo amore?
 
Viene e guarda disperdere la notte:
il misterioso mercurio della danza converte
certe pagine di storia, certe lingue a neniare, in un esperimento capace di riflettere dolore e ghiaia,carrube e cani,bocche aride e spighe...
sulle molte immagini dei suoni di ruggine,dei rigagnoli svogliati,
                   di terre dove l'acqua dissolve le
verità del vino fingitore, dove ogni voce ha radici religiose.
e prefiche nere e fastidiose come voli di mosche
insidiose, stanno sui morti.

( schizzi di saliva  sfuggono ansimando
   e l'autore del vento del deserto s'inabissa con l'afa
     nei filari dell'uva dorata e Regina: fino a mattina
salirà un fumo spinoso )
 
Vieni a guardare disperdere la notte nei tamburelli,
nei sonagli,nelle nacchere ,   
                                                       nelle fratture della terra e
 tra le pietre a secco di quei muretti
                             disperati.
 
(nell'accorciarsi di luce ,noto che
pure.
quest'estate è finita,pure.Guarda che infinito
nella sua pelle luminosa di stelle e come sospira arresa alla frescura
quella giovane donna riccia )
 
 
 
 

sabato 2 agosto 2008

...da me a primo mattino che cammino per Tiziana


_ _

è di acre. mentre la
calma, in lenta
crespa sulla mia nera scia di gonne
e sandali, nella testa, rilascia
giorni diseguali e asprezza,
si attuano
in rovina brutali andirivieni
con ricordi tenui e anamnesi lente
di te,
che mi rinvieni sempre ridente
o me,
che racconto avventure al nonno
mentre ti siedi e poi mi spii, ai suoi piedi.

Foto-grafie incollate alla memoria
      accavallate a nuvole schierate
tra passo e passo di questo cammino
         verso la Capella con le figure
fiacche del caldo, primo mattino che
sono il rovescio delle palpebre
                      oppure di un pomeriggio d’estate
a persiane serrate
                        -tutto un mondo-

[ce ne sono. sciagure e asprezze, dure
da non dire, umide di tempesta
visitate talora da qualche lampo
come la festa dei fuochi ieri al porto
o il neniare stanco delle prefiche
in un brano a concerto funerario]

Uno scatto del passato nel presente
frugando, rovistando di soppiatto
la mia mente, ecco sono renitente
a un pianto silenzioso e lungo.
Al momento
                  lentissimo e più, tento
un annovero tra le mie facce ora
fantasmi, ma ingurgito l'aria e sputo
bruciore, mi rattrista un cero spento e
il colore (sporco) delle lapidi.

-minimo universo che allenta terra
alla terra e polvere alla polvere
siamo,
            tiepidi passaggi attraverso
il tempo.-
(la mano cerca spiccioli al sacrista
fuori
luogo questo tendermela
da egoista che non pensa che al denaro)

{Forse è solo uno scritto, questo che sale.
 Metto all'asta prodotta da me stessa
       ( chi ne vuole? quante ne vuole? )
stanze
scavate in luminarie della festa.

                        [come ridono le luci sparate 

          per le Madonne portate in processione] 
scusate, faccio confusione fra il calore il dolore il colore della morte in questa festa }

Pure il mare fa calore oltre il cordone
sotto l'altare incorniciato nella finestra
bassa
e penso a
come arrivano le cuginette bambine nella culla ,al loro odore di talco, alle dita piccoline,alle focaccine della festa.
Passano gli anni ,torte di cioccolata e nonne,
milioni di perline nei bracciali ,sai...? aggraziato l'ultimo di Banana Yoshimoto,l'Africa e anche guardare tutte le sue foto,i filmini dei Natali, noi di allora ,che ora non saremo più
eguali,il viaggio in treno eddai,(!) noi due che ci incontriamo,io ti presento i miei amici, tu che mi dici
ci sono ma non sono qua :)quindi non dirlo, tranquilla! lo sai che io non parlo!

                                                  Scavalco le ombre
                                                così se le
                                       riporta via
                                la vita.Poca.
Poca di vita -dico- poca vita.
Che alla fine è solo morte, la vita in vita
                             un contraddittorio
reso arte di dolore
punto definitivo e risolutorio...
ma basta.e basta
fare il giro
dall’altra parte della luna
per chiedere un salario a una cattiva stella
               che si raggruma -che Dio non so dov'è-
in uno sputo di questa afa di fuoco.
e forse c'è un contorno di altre ore
di angoscia da non dire e sopportare.

(- bisbigliavo- appena ieri là davanti
una parola, diretta , infame e contorta
morta, morta,morta, non c'è. più.morta.)


tutto l’altrove che
non potrai
vedere ridere amare fare baciare è in questo 
dramma carminio, no meglio dire tiziano, ( in un colore il nome e anche la fine) in
un posto chiuso
al primo livello -rimane- con le rose thea di mamma e al centro la rossa di zio Vittorio
io di fronte a un buco ( per ora ) chiuso dal cemento -spero- non ultimo recapito
transitorio
( a lungo me ne sto a capo chino)
                                                             

venerdì 1 agosto 2008

vie cave ( fino a un punto, nel rimpianto)


--
 
vie
ove entro accucciata in un legno di cedro,
vie
nelle incrinature delle candele,
vie.
 
si è
mai vista lucertola che ci invita ad
entrare in universi lontani scavati nel tufo?
-vie dell'ignoto,il canto è di un gufo.-

[ai vecchi tutto è troppo
poco, anche il saluto.E

parlano a bassa voce,
cercano
il mattino di notte  (che sia ancora),e
vederli partire per
liberarli in
una buca profonda che ieri non
c'era  indigna
per i primi momenti
di distacco ,di morte, poi di vuoto.Con la dentiera che si svergogna in un bicchiere accecato]
 
 
vie,
vie ove entro, nei dissensi delle mani che si torcono,nei fazzoletti che si strizzano, vie.

Vie asciutte da gusci vuoti di cicale spente,
vie ubbidienti al morso del pettine,
vie urticanti per la politica contro gli  emigranti
il pianto amaro, le preghiere, la voce slabbrata di un ammalato
di un qualunque qualcuno  che
non è consolato.
 
vie.
Per starti  accanto,
nel cessare di questo canto.
 

  

( l'immagine della Via cava di Sorano è reperibile qui   http://www.canino.info/inserti/monografie/etruschi/etruschi_toscana/pitigliano/  )

      

 

venerdì 13 giugno 2008

La scomparsa di Carlo Berselli: Critichino,Sversato e Maria Strofa hanno messo le ali.

Newsgroup: it.arti.poesia

Da: "Gioiella Lontana"
Data: Fri, 13 Jun 2008 16:01:39 +0200
Locale: Ven 13 Giu 2008 10:01
Oggetto: La scomparsa di Carlo Berselli: Critichino,Sversato e Maria Strofa hanno messo le ali.




Questa non è una poesia.

E non è neanche un off topic scritto al di fuori degli argomenti
dell'ennegì.


E' uno scritto, lungo, ma non mi importa.


Scrivo perchè voglio che qualcosa di mio sia legato a iap per Carlo Berselli
che è
scomparso all'improvviso.


Quindi per Enoch/Critichino/Sversato/MariaStrofa/Librellula,e tutti
quei
suoi nick con i quali s'è presentato a me ed a tanti altri qui su iap e per
Usenet tutta nel corso del tempo


Già, il tempo.


La notizia della scomparsa e il momento in cui è stata resa nota sulla
superveloce autostrada di internet risale a due giorni fa, ma per me che la
scopro è *adesso* e mi dice *adesso* che "l'Assenza" sarà *totale*,
*definitiva* e che è come se tutto fosse già passato,come se tutto
fosse già trascorso e scivolato via per far posto ad altro che sia
più novità,
più fresca vicenda.


Per me è tempo di dolore.
Profondo, autentico,vero,reale.Che ho bisogno di condividere per iscritto.
Per me un evento luttuoso e la morte non sono mai un voltare pagina
velocemente.E vorrei che nemmeno la cosa scivolasse su iap senza
una mia parola.


Perdo una Presenza cui ero molto affezionata, una vicinanza nell'irreale
che spesso ho sentito Reale.
Ho la certezza di aver smarrito definitivamente qualcuno che leggevo
volentieri per
come si esprimeva, per quel che raccontava, per l'immagine che mi rimandava
quando lo ritrovavo e cui sempre lo associavo in maniera molto infantile...


Quella del momento in cui l'onda piena e tumultuosa si frange sullo scoglio,
lo travolge, se ne appropria solo per un attimo, prima di ritirarsi e
mescolarsi ad altra acqua ancora, ma in maniera meno violenta, più leggera.


Una immagine possente che disordina,sconvolge,mette sottosopra, rovescia
poi quasi si smarrisce da quella violenza e si raddolcisce.


E su iap ricordo spesso rovesci di parole o improperi o altrettante
celebrazioni,guasconate fatte rivelazione, racconti, commenti,apporti
di tipo critico,studi etimologici,poetate,pure
"donchisciotteschi" combattimenti,
=
Carlo.
In una parola,in un nome,Carlo.


Quindi.


Voglio che questo scritto rimanga qui,depositato per sempre, per ricordare
Carlo Berselli , perchè
Carlo Berselli è e sarà sempre una parte viva di iap.


Non solo di quella iap che io ho avuto la fortuna di vivere tempo fa, ma di
*questa* iap che continua a crescere e rigoglia ogni volta che qualcuno, con
grande generosità,postando,deponendo di suo ci chiama a far parte della
propria essenza più vera e più intima, non tanto virtuale, legandoci a lui
nel
permetterci di leggerlo.


Una volta qualcuno mi raccomandò di stare
molto attenta,mi disse che in questo virtuale non siamo che parole
vane,immagini e personalità costruite, menzognere.


Poi che la letteratura e la nostra voglia di avvininarcisi su iap sono una
cosa, la vita reale, le questioni private e personali altrui *devono*
rimanere
personali .


Io risposi quel di cui sono convinta ancora : certo, nel virtuale puoi
costruirti una personalità nuova e differente dalla tua, puoi ricrearti
tutto un mondo in cui sguazzare a tuo piacimento, ma
a lungo andare Tu_e_quel_che_sei_effettivamente
o
Chi_sei_effettivamente, verrà fuori.


Tra quei grafemi,tra quelle parole digitate in un sotto-sotto
che nolente e riluttante emergerà e galleggerà prima o poi, per quel che di
più vero c'è sempre, in ognuno di noi.


Quindi che le persone estranee ed a me completamente sconosciute con cui
entro in contatto qui in Usenet o sul Web sono virtuali, ma
fanno parte e continueranno sempre a fare parte del mio individuale,
esclusivo, mondo reale.


Ed EnochCritichinoSversatoMariaStrofa-Carlo
erano *davvero* uno che si chiamava Carlo che tuonava, poi esplodeva e
s'allargava in
ogni suo scritto e, alla fine era
davvero così, come NON si fingeva.


Io Carlo Berselli non l'ho mai visto.
Cioè.
L'ho visto solo 5 minuti fa sul blog della figlia, Serena .
E mi è scappato un sorriso.
Perchè prima di quel momento non ho mai nemmeno pensato ad immaginarmelo
legato ad una corporeità, e .
Adesso che non c'è più so che esisteva , *esisteva davvero*, anche
come natura fisica, materiale, fatta di carne e sangue.


In quasi dieci anni di amicizia non l'ho mai incontrato, nè sentito per
telefono.


E lui , molto presente nella mia posta privata, specie in un momento che
aveva intuito essere difficilissimo per me, aveva sempre avuto tanta
cortesia,tanta pazienza,molta ironia ,ma mai cattiva.
Mi strappava dei sorrisi, era sincero.


E credo di avere grossi debiti con lui ,anche se probabilmente non gliel'ho
mai saputo scrivere per ringraziarlo.


Esattamente non ricordo in che periodo abbiamo incominciato lo scambio di
mail, però mi sovviene che mi colpì immediatamente l'amore di quest'uomo
per i libri,la mente lucida, libera, la personalità.


Eclettica sarebbe dire poco.


La voglia di vita.


Fa male scriverlo qui ,adesso.


Però Carlo era lìimpersonificazione della vita da non sprecare,da vivere
fino in fondo e per me impersonificava quello scoglio che resiste,
quell'onda che si abbatte e poi si scioglie in altra acqua .


Io fui omaggiata con uno sfottò bello, preciso, mirato e molto giusto dal
primo nick di Carlo qui ,Critichino.


Che sbucò sulla iap estiva e molto sonnacchiosa dei primi di luglio del
2000.
In verità una iap poco incline alla lettura e -specie- allo sforzo
dell'interpretazione. Dopo aver postato alcuni suoi lavori come Enoch
passati completamente incommentati ,sbucò Critichino.


Quella era l'epoca in cui lo iap-poeta postava , poi andava a sdilinquirsi
in
micro apprezzamenti entusiastici in un thread di un altro poeta, allo scopo
che quegli ringalluzzito restituisse il "favore".


Gli sviluppi critici o gli studi sui versi sempre poco apprezzati si
andavano estinguendo e finanche semplici letture a commentario parevano
incominciare ad essere di troppo.


Iap si animò, nell'afa prese vigore e caddero le barriere ,si costituì in
esercito in buona parte "tuttiuniticontro" Critichino che si rivelò essere
il peggior
rompi-equilibri(palle) mai visto.


Ce ne fu per tutti.


AlbertOdino gli dedicò una "Apologia( non autorizzata)",
però fu con merla, per la poesia "Maldive" che spuntò l'altra faccia della
medaglia :
dopo Critichino che criticava, nasceva anche Lodatore che lodava.


A me disse come ero. Come mi "vedeva "leggendomi .E mi strappò una risata.
Devo confessare molto a denti stretti, ma alla fine risata fu.


Ed è così che me lo ricorderò, sempre ridendo.


Questo mi sembra importante per essere una delle cose che mi seguirà nella
memoria, in futuro, di lui .E voglio scriverlo a Serena, sua figlia.


Risate,ecco.
Pure molto tempo dopo, quando arrivò Sversato.


Che come inizio piagnucolante debordò in tutta una serie di dialoghi con
Merlino e con
Satollo.
Indimenticabili.


Di lui in quanto Sversato potrei raccontare delle guerre.
Di come si buttava a capofitto nella pugna.
Di come andava fino in fondo a tutto, nel bene e nel male, di come si
incaponiva salvo poi correggere immediatamente il tiro se si rendeva conto
di essere in errore.
A me una volta chiese scusa per essere stao esageratamente non so che. Ma
esageratamente :) lui.


Ricordo che non sopportava gli errori di trascuratezza nei post,le
ovvietà,le ipocrisie.


Sversava intervenendo, (inaugurò tutta una serie di post poesia +etimi
della parola), vivacizzava, mazziava alla"cecata", rimbrottava, [CANE
ANALFABETA!] ,raramente lodava
e si esprimeva con una dialettica colta che non aveva pari , una fra le più
godibili da me mai lette ,condita da una mordace ironia pure ,a volte,
autolesionistica; sfotteva, "sfruculiava"
deliberatamente, disturbava canzonava ed irrideva, peccava
e poi pure si assolveva.


Ma un essere umano.


Che mi ha anche colpita perchè qui non s'è mai vergognato di mostrarsi per
quello che era.


Incazzato, esageratamente allegro, sfottente, drammaticamente innamorato
perso, geniale,deluso, arrabbiato,clamorosamente vendicativo con i "nemici",
capacissimo di riconoscere la letteratura, e lodare la vera arte quando la
scovava,
affettuosamente gentile con gli amici, preoccupato e capace di condividere
gli accidenti di salute con chi stava male : un essere umano .


Quando uno dei consueti postatori,ebbe un gravissimo incidente d'auto,
con una delicatezza preoccupata fece spesso da tramite fra noi e lui
tenendoci al corrente e alla fine, so per certo, anche andandolo a
trovare personalmente.


Un essere umano, mi ripetevo e ripeto a voi. Mentre una qual certa peggiore
iap,( per fortuna non tutta) continuava flemmaticamente a far scivolare ogni
sua cosa,senza una sosta.Poetando, criticando, leggendo, facendo pure
sfoggio di muscolatura culturale, senza voler incontrare l'umano fermandosi
con
un semplice
post di saluto,
o di partecipazione.


Posso anche raccontare della generosità di Sversato.
Carlo era di natura molto generosa e la sua generosità si scioglieva da lui
in molti modi.


Se fiutava intrallazzi ai danni di qualcuno nel sottobosco
"iapincontrinelreale" o
"iaporganizziamocipervendicarcidiqualcuno" sbucava e raccontava quello che
sapeva, o lancia in resta partiva in difesa attaccando e *dimostrando*, come
fu una volta per me, l'infondatezza stupida e pretestuosa di certe inutili
posizioni.La cattiveria gratuita di certi personaggi, i meschini
atteggiamenti
di altri ancora.


Se gli si chiedeva un parere letterario o un consiglio,anche di lettura,
partiva in quarta sgommando e
non si risparmiava.Citava, raccontava, ma io rimanevo ammirata non tanto da
quel che
mi andava svelando, quanto dalla sua maniera di chiamare il suo
interlocutore ad
amare ciò che egli aveva amato, a farlo entrare nel suo rapporto
libro+lettore.


I libri, si capiva, erano il suo più grande amore dopo la figlia.
Poi arrivava la scrittura, ma i libri...


Erano la passione violenta, sanguigna e nel contempo la tenerezza.
Adorava profondamente scegliere libri e leggere e
poi raccontare dei personaggi che incontrava e odiava o idolatrava, finendo
per diventare egli stesso uno di loro.( l'ho sempre pensato) :)


5 minuti in mail con lui e ti veniva voglia di leggere.


Una cosa che qui su iap ho provato anche grazie a torrette e giannapiano, ma
sono altri racconti.


Era Carlo ad entrare *nei* libri e più tardi nei personaggi che ha creato.
nel
romanzo che ha scritto, "Rotolibro d'autore" , poi ne "I Libronauti".


Leggerlo mi faceva venire voglia di scrivere, di provarmi ,anche in poesia.


Una volta, inaspettatamente trovai un suo commento sotto un mio lavoro
sudatissimo ma che ,alla fine, non mi convinceva.Pensai che mi avesse
riconosciuta
nonostante avessi avuto cura di usare un nick diverso. Che avesse voluto
incoraggiarmi .Quando "osai"
insinuarglielo scherzando, più che altro per comunicargli la mia
contentezza,
mi rovesciò addosso un torrente di tutta una serie di così
variopinti insulti ed improperi,
che. Alla fine mi convinse : avevo ragione io! :)


Sempre a proposito della generosità di Carlo potrei parlare della
mia depressione , dei miei sforzi per combatterla,e di lui che mi
consigliava "L'arte della gioia" di Goliarda Sapienza, e Borges, o Fante.
Del tempo che perdeva con me e del rispetto che
portava e ha sempre portato
alla mia mente,alla mia sensibilità ed alla mia intelligenza.


Una volta mi complimentò per un commento e mi disse che stavo diventando
come il buon euxebio e r r : la poesia intorno a noi in tutto quel che
vivevamo, noi poesia fusi alla poesia perchè lettori


Pensai ad uno sfottò, solo ora mi rendo conto di quanto sia veramente
importante "leggere" in un testo il testo.E farlo proprio, farcisi
assorbire.
Dare al testo che si legge il giusto valore, il giusto apporto, la giusta
importanza.Trascorrere con lui, specializzarlo con le pause di riflessione,
dal titolo all'ultimo punto finale.
Veramente allora Buon dominio di exe, rr e di, a. AlbertOdino, valentino,
X, non tanto mio.


Poi.
Vorrei parlare di Maria Strofa.
Un personaggio che solo una mente geniale come Carlo Berselli poteva
costruire nel tempo.


Qui, quando la "Signora " si presentò come peripatetica attirò
immediatamente l'attenzione.


Io risi a crepapelle quando
Madame dichiarò una prticolare inclinazione per a. che,al contrario le
rispose
di essere etero. :) Mi ricordo che nè Local_Machine, nè Land*Scape ci
cascarono,ma il resto :...a capofitto, simpaticamente presi dagli
scritti poetici della Dama.


Eppure ad accorgersi che era un uomo ce ne furono.Pochissimi : oltre a.
AlbertOdino, torrette, io.E rimanemmo in un divertito silenzio.
In fin dei conti ognuno ha
il diritto di condursi come vuole, di sperimentare Usenet come vuole.


Convinto blogger, MariaStrofa_con_ i _baffi leggeva altri blog.
Attentamente.
E postava: si era inventato le avventure dell'Ispettore Gabriello.
Però credo di essere rimasta legata ad un suo post dedicato alla figura di
suo padre, grande amatore. C'era un sacco di ironia, al solito, ma un
sottofondo di amara delicatezza
che mi rende ancora cara quella lettura.


Avrei ancora tanto,da raccontare a chi vorrà leggere.Tanto da dire.


Questo è un mondo strano e altrettanto strano è il modo con cui si
vivono i rapporti su internet, con questi sconosciuti che ti rispondono se
chiedi, che ti domandano e tu rispondi loro,che si parlano leggendosi.


E' un mondo in evoluzione, non meccanico, arricchente per i milioni
di incontri e di contatti che si stabiliscono. Per le voci che risuonano.
Occorre un giusto distacco, come intende rast.a, si, dice bene.


Però, da qualche ora mi sento meno ricca,ho perso il necessario distacco
ed il virtuale
s'è impadronito del mio reale con dolore di perdita, senso di vuoto,
bruciore di assenza.


E rimanere in silenzio per un dolore, nemmeno su un newsgroup ,per me.
è mai
stata la soluzione giusta.


Altrove, il nick di una signora, alla notizia, ha borbottato, più o meno :
"Crederò che è morto quando me lo dirà lui!".


Già, vorrei pure io. :)


Ma mi devo arrendere e così devo dare l'Addio ad una fra le persone più
incredibili che mi sia capitato di incontrare in tutta la mia vita sino ad
ora.
Con tutto il mio affetto.


Gioiella Lontana


From: sversato
Newsgroups: it.arti.poesia
Subject: Silenzi
Date: Thu, 25 Apr 2002 17:46:12 +0200


La terra concava che inghiotte
la notte,
che tiene nel ventre la figlia
del grano, della spiga dura,
la terra dei démoni lontani
di voci e silenzi attoniti
scavati nella carne, bolle di vuoto
negli occhi dilatate, dei lemuri
striduli ai passi stranieri, la terra
lontana, l'ultima,
quella che dalla bocca chiede
forza ai denti rigati di sangue,
si aprirà ai tuoi passi dimenticati,
ai segni lievi,
a questa musica che non ha
gitani
a Proserpina che torna nella calda
stagione
e si riprende il mio fianco; ancora
vibrante e alata come il sogno
dei papaveri e la polvere
del loto.


sversato

mercoledì 11 giugno 2008

Carlo -dal vuoto- nelle deduzioni -scompiuta in emozione-

.









mi sembra un'Altalena che s'avvia
tra poca luce in queste quattro mura
che tramano colloqui inesistenti
portanDo sulla scena retroscena
DIvertenti            di grinze,
già nel buiO modulate    !
altrove o ove dilagano le fughe,
risate su risate su risate
parole dilaganti e aCute. 


Tra le dita nel tempo silenzioso
mi muoiono infruttuose alcune righe
e con che rabbia solo due parole
                                   vaghe
per legAre il mio dolore poi
per dire
a te, 'chè ti auguRo milioni
di avventure ...

e se mai ti riuscisse di  restare
                                                  soLo (lì altrove ove sei tu, ma dove??)
                 -straripa il fiume-un desiderio piano
l'augurio che ti devo : in alte azzurre sfere
                                   sempre in volo che ci siano librellule 
in equilibri di racconti, tanti libri
minuzie bellissime da cogliere
e raccogliere Ogni sera

te lo scrivo mentre ho
appena qualche granulo di rena
negli occhi ,appena appena

( un abbraccione -->come mi scrivevi)


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questo scritto è un abbraccione, non poesia,non racconto.è un augurio, quello voglio solo,'chè altro non son capace!


le foto di Carlo Berselli bambino aprono questo post e sono reperibili sul sito di Maria Strofa, qui:

http://www.mariastrofa.splinder.com/




martedì 8 aprile 2008

il catalogo delle due dolorose meraviglie



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questo fluire qua, dopo il buio.
Adesso.
L'orrore. A ripensare  il  vuoto, il nero
 
 (e non basterebbe un produrre continuo di prefiche, per giorni e giorni e giorni)
 
 
Nei colori del passaggio, la transizione
fatta natura è d’ali certe.
 
 
 
 

 
 

giovedì 20 marzo 2008

alla terza delle ore del mattino-Trani-

          









Processione dell'Addolorata---notte fra Giovedì e Venerdì Santo.
 
 
---Punti x Appunti-----------------------
 
 
       
 
 
 
 
 
il punto sta lontano,
                  in uno stanco
andarsi
dondolante e incolonnati 
in  file,
di notte,
                        silenziosi. E' farsi
 lame bianche a fendere l'oscuro.

                  
(senza riposo è questa gente, vana
  di rosàri  spicciolati su grani 
                                     dolorosi
                                                      in filze  d'Ave e Pater,
                                       con gragnuole
di troccole inchiodate
                                  al suono e ritmo di metalli. )
 
                                                 
 E gelo  nell'ora della paura la dura notte,

 la  cèrca  dei fratelli con fratelli
 
                  -Hai preservato i miei piedi dalla caduta,
perché io cammini alla tua presenza
nella luce dei viventi, o Dio-
 
  al buio, depositari d'immutabile
candore
 
-non pare opera d'uomini, ma di santi-
non guardano nessuno e guardan tutti -
quanti 
fratelli, anime buone
ognuno ha passi ai piedi per  sè solo
in mezzo ai tanti
 
 
*ti seguo
                              da lontano
fra germogli di grano interrato
compiuto  il mistero del dolore
per Colui_che_ Nato_Uomo
nei Dolori si tramuta in Croce.---