( confusione ) è il mutare capriccioso delle ombre
sempre mi tremano come cortine
mosse dal vento,poi con lentezza
flesse sul giaciglio,
le palpebre.
un intruglio di corrucciati astri
i rari ricordi, ninnoli sciatti,
poi tutto scorre o s'incrosta pesante
su spigoli di un monte scintillante
di minime fiammelle abbandonate.
[ per oggi ] la mente all'ultimo ritratto
dominante :
-dolce castigo della specchiera il rimirarmi
vecchia,
nel colore indeciso della ruggine-
semplice scorre come una carezza
rotta
questa figura.
"Semplice scorre come una carezza
questa figura rotta su un sipario
confuso".
Sempre
mi sbaglio,anzi.
ti riconosco.
E' così,che con le braccia allargate
-ténere di nuovo-
alla tua foto,
mi tremano le forbici a medicare
il volto amato da ritagliare,
tu,
Che IntAgliO nei pensieri,amore mio
adorato sorridente in divisa,
esposto sul comò con quattro bilie
e due gusci di noce,
[terra di confusione questa mia
con l'indomani incerto]
dalle braccia ( il tenére di me )
al salto nel buio.
S p a l a n c o
e
cl'alba s'impregna di noi nel guizzo
alle ombre, modo di comportarsi gerundio
e due tempi, presente e passato
che compitavo
tra lampi di pulviscolo nel sole, tu che ridevi.
Con queste righe confuse nel piombo
-e sembra un'altalena che s'avvia-
guardarmi capovolta e contro corrente nello scivolare a
terra e poi sotto, definitivamente.
Scoppiare in un dirottissimo pianto
porta male
forse
fa bene - ma non so a chi.-
Dovrei sapere se c'è (è persa ) la strada
Distintamente tua,
eternamente traccio questa mia
sono quella che ero ma aggiungo nonna
che da anni è vecchia e tu non ci sei
Maria
.it
Questo scritto fa il terno :)
con altri due *dedicati* ad una persona anziana, ( uno sguardo al mondo degli anziani)
ovvero "vecchiavvizzire"
"e vecchiantistanteluna"
già postati altrove
-
sabato 7 novembre 2009
giovedì 3 settembre 2009
io che mi sento
un sussulto di cielo
con il quale il vento si accende.
e si accende la polvere.
altrove il fumo sale dalla terra
o da una bocca enorme,eterna
mente alla frescura,riscende.
io che mi sento
ascoltare i trulli.
sussurri da orme di una memoria
che gira su sé,gira nel suo vuoto
necessaria a
far rantolo dell'afa
un sussulto di collera
antica
si consuma nel meriggio indolente.
[ mi è frequente un travaglio da zanzara...
l'alluce piange dalla sera prima]
con il quale il vento si accende.
e si accende la polvere.
altrove il fumo sale dalla terra
o da una bocca enorme,eterna
mente alla frescura,riscende.
io che mi sento
ascoltare i trulli.
sussurri da orme di una memoria
che gira su sé,gira nel suo vuoto
necessaria a
far rantolo dell'afa
un sussulto di collera
antica
si consuma nel meriggio indolente.
[ mi è frequente un travaglio da zanzara...
l'alluce piange dalla sera prima]
giovedì 23 luglio 2009
collana di sudore
nel glicine io respiro della notte
i nodi del sonno che non arriva
che confonde ancora le trame
nella pazienza intagliata di fare
e rifare un pezzo di marciapiedi
verso l'alba - ma come ci si stanca-
ai ricordi lontani di storie di ombre
di cose accadute di bambole mute
spara la venefica
assenza che si chiama
afa
che schianta inutilmente liquefa
le tempie le giunture delle ossa
la mente.
batte ribatte alla porta dei sogni
-mi rivedo infante con un gelato
o con Rosa e Renato in barca al porto-
guardo con gli occhi lustri dei pigolii
del materasso a molle
-andare di sudore, s-colore -
e avverto negli istanti smorti che
varcano i confini qui, dentro
la mia casa ,pensieri assassini
( non funziona il ventilatore
tranquilla è in saldo e domani nuovo
vere ore nere queste, passeranno?)
scivola tra dita come un rosario
svapora l'ultima collana di sudore.
i nodi del sonno che non arriva
che confonde ancora le trame
nella pazienza intagliata di fare
e rifare un pezzo di marciapiedi
verso l'alba - ma come ci si stanca-
ai ricordi lontani di storie di ombre
di cose accadute di bambole mute
spara la venefica
assenza che si chiama
afa
che schianta inutilmente liquefa
le tempie le giunture delle ossa
la mente.
batte ribatte alla porta dei sogni
-mi rivedo infante con un gelato
o con Rosa e Renato in barca al porto-
guardo con gli occhi lustri dei pigolii
del materasso a molle
-andare di sudore, s-colore -
e avverto negli istanti smorti che
varcano i confini qui, dentro
la mia casa ,pensieri assassini
( non funziona il ventilatore
tranquilla è in saldo e domani nuovo
vere ore nere queste, passeranno?)
scivola tra dita come un rosario
svapora l'ultima collana di sudore.
giovedì 9 luglio 2009
Moonwalk Verso Neverland
--
in un qualche chiaro di luna il nuovo
in un qualche chiaro di luna il nuovo
Pierrot - ma senza lacrima- ci osserva
sereno
da due soldi d'occhi tondi(nero su bianco nel bianco su nero)
davvero adesso è *dangerousamente*
solo,
Pierrot
in fondo sprovveduto
ride di gusto e non è più malato
-forse- nemmeno stordito dai sogni...
S'era inventato -geloso!- un cielo
giù,
giù,
crepuscolaceo, alla Peter Pan
tra sparpagliati incanti una Neverland
in cui riaccucciarsi dopo il ritorno
dalla sua "camminata sulla luna" .
Passo a spasso senza gravita'
Passo a spasso senza gravita'
ci mima un leggero bacio Pierrot
cuoredibimbo beneducato ed io
ruminando un dispiaciuto "a bientot"
-ho negli occhi parole e coreografia-
gli rimando il bacio e così sia.
<<
bloccare
nell'armadio
thriller
ricordare il tempo
billie jean
guarire il mondo
nero o bianco
chi esso
per dare a me
pianeta terra
fa paura?
e
"This is it !"
<<
bloccare
nell'armadio
thriller
ricordare il tempo
billie jean
guarire il mondo
nero o bianco
chi esso
per dare a me
pianeta terra
fa paura?
e
"This is it !"
+++ovvero bacibacibaci >>
sabato 4 luglio 2009
dolore stordito fa gomitolo .
--
della morte sul suo lastrico piano
è difficile dire
-però si deve dire-
del quanto inumano sia
il poi che si succede.
sciogliere lo spago dare del filo
ad un gomitolo
intorno al cuore
e questo
è quanto : il vuoto, punto.
Serenità, lanterna spenta
rimangono pochi
ricordi,
fogli ad uno ad uno
che volto
mentre penso spesso quanto mi manchi
(ecco: riassumo)
mercoledì 3 giugno 2009
conca semibuia

--
stasera
quella conca semibuia
tra casa e casa è ancora macchia
soffice nel minimo dolore
d'una eclissi
di colore
(il buio all'apice del suo giorno)
stasera, in quell'incavo
stiamo nel
moto: l'orlo è un nulla. oltre v'è tutto quello
s p a z i o
che si rinnova non appena ci si ritrova
nel bacio della luna.
stasera, improvvisa, la luce
unica dolce chiara disperata
esplode quando s'affaccia invereconda
onda selvaggia e inonda
chi la osserva
e, poi, appena svolta
stasera quella conca semibuia
tra casa e casa è unghia tagliata
distillata spogliata d'ogni inutile querela
stasera,
parlo a vanvera alla luna :-)
domenica 10 maggio 2009
cronaca dopo cronache
--
questa terra, nella muta decisione delle
cose che
pesa, paga pietra indecente sulle poche ossa che le
restano
nelle montagne
sarà ancora macchia
d'uno specchio di acqua
il vuoto del cielo
precipitato sulle frane di una faglia.
e loro stanno.
nel moto di un dolore,resistono: l'orlo è una tasca, è vissuto in
andare per ere
di memoria, in spiccioli -pagati-,
in cose che soffiano bizzarre preghiere con bocca
feroce sotto
il chiaro incerto diffuso biancore della cipria di cemento.
foto su giornali, immagini riflesse :dai palazzi si contano
i chiari profili dei vuoti
lontani .
Le nuove leggi dei colli sono scosse che camminano, tende azzurre,tanto dolore.
venerdì 1 maggio 2009
Ros(ic)-aria senza marito
--
Ros-aria
Tutta una vita colorita
a cercar d'esser un pò snella
da esaurita
novella stella della moda
sbiadita
ex rubiconda ex gioconda anche bella
inaridita
sempre totalmente incazzata
Ros-aria rosicchia l'unghia,non meno di ire e tumulti
gracchia
solitaria, sbrindellata spesso lacrime e insulti...
Perdi i punti...Ros-aria. Mi ascolti??
TRISTANZUOLA ti rende
la dieta,signora
(Esempio raro di afflitta a stecca,senza bistecca
nè zucchero,
alta più di una spanna ,costretta a cercar di tener su la tetta,
sotto camicetta, colonna sotto alla Madonna accende spesso un cero
per trovar marito, magari secco -come un dito- che sia fico!) )
DISDETTA!!!
Descritta la mia amica,ch'è
afflitta:. Monna LiSusanna, senza panna
Montata a dolore
-rima a cuore e languore - piagnucola
'com'è che non ho amore?'
Intanto diventa cattiva
-vuole essere servita e riverita-
coltiva una rete di amicizie
per aver notizie sulle minuzie
delle altre amiche già
dimagrite.
Intanto, se può...
Una spada,trancia la vermiglia
marmellata , marò (!!)
di amarena,amara la pena... non posso mangiarne ,nemmeno a sera
Sospiro,DEH! Che c'è?
Clessidrando la rena,il tempo che ancora rimane
per sciogliere chili di pane
senza fretta , Ros(ic)- aria rode e
si immola in bibicletta che detesta.
'mentre -sospira- farei volentieri da paziente
ad un dentista ! 'chè mi sa che inbusta
un bel po' di soldi , ma che siano tanti
per far la bella vita
della signora'
Signora è Ros-aria , tenace, però.
Nuova pena soggiace,errabonda,ma audace
nel salotto ,il cestino... con il cioccolatino
ora vai.. uno sguardo,il sapore--che ricordo infingardo..
Tremore....
Ros-aria un marito mi voglio pigli-are
ros-aria mi voglio sposare e così io farò da quando
più magra sarò Ros- aria, afflitta
sanguinaria
proprietaria di aria aria solo aria (per giunta fritta!)
Ros-aria
Tutta una vita colorita
a cercar d'esser un pò snella
da esaurita
novella stella della moda
sbiadita
ex rubiconda ex gioconda anche bella
inaridita
sempre totalmente incazzata
Ros-aria rosicchia l'unghia,non meno di ire e tumulti
gracchia
solitaria, sbrindellata spesso lacrime e insulti...
Perdi i punti...Ros-aria. Mi ascolti??
TRISTANZUOLA ti rende
la dieta,signora
(Esempio raro di afflitta a stecca,senza bistecca
nè zucchero,
alta più di una spanna ,costretta a cercar di tener su la tetta,
sotto camicetta, colonna sotto alla Madonna accende spesso un cero
per trovar marito, magari secco -come un dito- che sia fico!) )
DISDETTA!!!
Descritta la mia amica,ch'è
afflitta:. Monna LiSusanna, senza panna
Montata a dolore
-rima a cuore e languore - piagnucola
'com'è che non ho amore?'
Intanto diventa cattiva
-vuole essere servita e riverita-
coltiva una rete di amicizie
per aver notizie sulle minuzie
delle altre amiche già
dimagrite.
Intanto, se può...
Una spada,trancia la vermiglia
marmellata , marò (!!)
di amarena,amara la pena... non posso mangiarne ,nemmeno a sera
Sospiro,DEH! Che c'è?
Clessidrando la rena,il tempo che ancora rimane
per sciogliere chili di pane
senza fretta , Ros(ic)- aria rode e
si immola in bibicletta che detesta.
'mentre -sospira- farei volentieri da paziente
ad un dentista ! 'chè mi sa che inbusta
un bel po' di soldi , ma che siano tanti
per far la bella vita
della signora'
Signora è Ros-aria , tenace, però.
Nuova pena soggiace,errabonda,ma audace
nel salotto ,il cestino... con il cioccolatino
ora vai.. uno sguardo,il sapore--che ricordo infingardo..
Tremore....
Ros-aria un marito mi voglio pigli-are
ros-aria mi voglio sposare e così io farò da quando
più magra sarò Ros- aria, afflitta
sanguinaria
proprietaria di aria aria solo aria (per giunta fritta!)
martedì 7 aprile 2009
7 aprile 2009-L'Aquila città di famiglia-
7/04/2009
--
non è divertente al buio un telefono che scampana rivelazioni
la corsa al televideo
mamma china a tenersi la bocca senza urla
piovono ricerche e le immagini nella rete mendicano preghiere
-
il mio
affaccio sul giorno nuovo appena sveglia
è fatto di orrore,i bambini ci guardano e non vogliono bere il latte.-
Piovono delle monete da due euro, -oggi spinaci se si cucina- nessuno poteva prevedere, Settimana di magro e Santa,riassumo:
io non mangio se non parlo con qualcuno.
Telefonate, trafitture nel tallone, aggiornandosi con i paesi che entrano in guerra con la terra, faccio i conti con le fotografie strappate al buio,vedo e non voglio.
Un cielo azzurro aprile esce dalle finestre e dalle grondaie dei palazzi ammassati sul selciato: il mondo sottosopra con le tegole sull'asfalto.
Mentre me ne resto, vesto i suoni asciugati da remoti scampanii, (erano il mio affaccio sul giorno nuovo appena sveglia)
mi rendo conto che le chiese crollate ci hanno lanciato una specie di bacio soffiandocelo contro sopra la polvere
delle preghiere
( Le Anime Sante e zia Lucia che mi ci portava ad accendere la candelina,zio Ninuccio e le donne con fazzoletto nero in testa,San Bernardino e Collemaggio)
Adesso il sacrista porta l'elmetto e le candele sono chine sotto il peso del vuoto.
Oggi è buio anche di giorno,oramai so i mumeri a memoria
sabato 3 gennaio 2009
vetri da ansimare in segno gennaio

--
ancora il segno delle nostre mani
nell’ansimo sul vetro e già domani
nell’iride pungente d’una goccia
risboccerà la faccia d’un gennaio
brivido,
bianco silenzio e lucido
nevaio
per lo scolaro il frate il calzolaio
giù in strada.
Osservare da qua -dove si resta
dopo una festa- scaccia la malinconia
ed ogni traccia di allegria su faccia
è epifania del nuovo o di un domani.
Penetra in suoni di letizia il lento
svolgere del vento le foglie rosse
di poinsezia
fuori,
l’arguzia di zia
Pia che gioca all’oca con Maurizia dentro,
il fuoco che delizia di faville.
E noi. Nell’antro di famiglia
a volgerci di spalle al vetro,
al freddo, al peggio, al vuoto
con gli occhi bassi,tristi,spersi
in una trina a lacrima
voltati ancora verso la finestra
( l’unica lacuna sta
nella cantina dentro,
nel nostro cuore : l’immagine del sangue
le urla di dolore ovvero come
non si sgrana ancora
l’orribile fine estiva
di Tiziana )
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