nel glicine io respiro della notte
i nodi del sonno che non arriva
che confonde ancora le trame
nella pazienza intagliata di fare
e rifare un pezzo di marciapiedi
verso l'alba - ma come ci si stanca-
ai ricordi lontani di storie di ombre
di cose accadute di bambole mute
spara la venefica
assenza che si chiama
afa
che schianta inutilmente liquefa
le tempie le giunture delle ossa
la mente.
batte ribatte alla porta dei sogni
-mi rivedo infante con un gelato
o con Rosa e Renato in barca al porto-
guardo con gli occhi lustri dei pigolii
del materasso a molle
-andare di sudore, s-colore -
e avverto negli istanti smorti che
varcano i confini qui, dentro
la mia casa ,pensieri assassini
( non funziona il ventilatore
tranquilla è in saldo e domani nuovo
vere ore nere queste, passeranno?)
scivola tra dita come un rosario
svapora l'ultima collana di sudore.
giovedì 23 luglio 2009
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