venerdì 8 gennaio 2010

ber, bere. ber luce, (tivù)coglioni

..
eccoci giunti alle declinazioni
della cupidigia con  la costanza
dei sorrisi travolgenti nei cieli
d'occhi,testimoni attenti
delle verbose lingue
            della  televisione .

Paracadutati mostri sulle nostre terrazze, le antenne
dalle dita lunghe come lacci
sciolti a far nodi,
              eccoci ai canali consigliati
agli obbligati colori  dei contagiosi fantasmi
ai marasmi dei luccichii ( tanti! tanti!)

Falliti sogni di Icaro,falene colorate le veline

bocche si spaccano in fili di vetro
-i versi orfani di prole-
                                 quante  belle sciacquine  Madama Doré,
quante sciacquine(!)
                                   improvvisate a far politica o in dicastero.


-ogni passo vietato dalle più fetide ragioni-
si sta, seralmente, a far libagioni d'assurdo


( obiettivo il polline sugli aliti delle pale dei mulini)

In tutto questo
una luce inciela le case
verità verità verità adulate
per il nuovo messia
                         c'è una freccia infallibile
tesa su opportunistiche mire, altrove le spire di un budino

-pare una situazione antica questa delle nuove puttane
 a briglia sciolta-

Per fortuna  ci sono i piccioni, sporcano;
le colombe ansimano d'umanità guardando stelle dagli occhi grandi
ma l'andazzo rimane ( io vedo solo piccioni)