mercoledì 24 febbraio 2010

da Capri, Andrea e Carolina (baci baci)



sinfonia di rosa nell'aria azzurra
del mattino        -sono io, qui, ti sono vicino-
è la tua voce addosso ai miei lamenti
                      (davvero piangi?, ehi!? mi senti?)
frange l'angosciata onda dopo notte
smarrisco il solito incubo che
odio.


Con la mia lontananza dalle angosce
cupe                     -sono su una rupe di sonno-
scivolo alla tua voce e ti raggiungo
dove stanno le nuvole di latte
immerse nel caffè,come un sussurro
di parecchi baci          ( tu_da_me ),tanti
                                  ( me_da_te )
adesso noi ci beviamo.


Eccomi a casa, cedo arrendevole
ai tuoi richiami
                -Mi ami?-
Poche bracciate e il fiato in agonia
labbra sottili e il vezzo del neo
-mi vuoi qui a cantare l'alba e così sia-
pellegrinaggio istantaneo a una spiaggia
sospinto batter di risacca
                                           -mia-mia-