martedì 28 maggio 2002

sfregi 6

sento l'angustia
in ogni attimo.

            immagini soffuse d'un pallore
che lasci
se grafisci in disperate

geometrie d'inciampo nel dire come
     si resta punteggiatura nel cosmo,
            alito del tempo, che diventiamo
mano a mano che procediamo,vecchi.

Ti mordi con sforzo il dolore
ne senti il sapore d'amaro.

Quel malinconico lucido pozzo
è un crepaccio.E' autentico bruciore,
è rancore,a volte
incolore sognare
attraverso la pelle degli sguardi,
degli altri
             forti della perfezione.

provvisorio per distratte fughe
un libro, un volto caro.


Torva la mela che Eva porse,
onorato Adamo, stempra peccare nell'umano languore
di pianto loro furono e noi.Siamo.



                                                   

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