sabato 1 maggio 2010
serenata al primo maggio del giuseppe
piove sole su, ai balconi verdi
e brilla nei tagli delle girandole
allacciate
alle ringhiere bianche
stanche voci di mamma nella dispora del vento
caldo
e foglie di lamento in turbine.
anagrammo ramo-mora ,rimo
rondine che vola -forse-
oltre la paura d'esser morta avvelenata
nello spazio circonflesso di un miasma.
Accompagnano a lungo le parole
dette e non ,ed il senso dell'amore
plasma invalicabili spazi eterni
nel respiro a volte troppo debole
a soffio sigaretta in giro-giro.
(serenata ,al primo maggio santo
del giuseppe che lavora ognora
serenata nel fracasso spagliato
dentro il primo caldo
è serenata in tutto questo e tanto)
L'incanto d'avvenire nel passato
- già visto già accaduto già sperimentato
pure ( verbo essere al futuro )sarà
come circondato in una fotografia.
da muro a muro il povero bucato
teso
fucila di pulito l'ombra tremolante.
( adelante adelante adelante)
-la vita prova a correre dai nidi-
spiegata tenerezza la distesa
del mare limpida come un'idea
-lontano, da una radio canta la Carrà-
improvvisa, sbuca oltre la platea
dei pini posti ai confini del marciapiedi.
estranea la prima rosa
-manca sempre qualcosa-
osa
e diventa madre
coccolandosi una mosca.
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