venerdì 24 dicembre 2010

Kurakina Anastasia - Natività -


questa immagine di bimbo spaurito

in un fagotto di bianco di luce
di bende,
il corruccio dello sguardo
oltre il mondo e le vicende
                                        dei magi
e del lungo viaggio, (rivisto e messo
                                          insieme)
                mi sconvolge,

giacchè alle spalle un uomo
tutto nero ( in gramaglie)
                           (giuseppe(?) che sussulta inchinandosi, nell'ombra)
preannuncia (tristo e netto) il sentiero
che sarà -sulla Via con Croce a spalle-

Questo,
con l'angelo nudo che dorme
(quello che a lato ha il suo gemello ) e che
cantare più non sa "halleluja-hallelujà".

Il bue ,l'asino a far del fiato
scialle di un minimo calore e in basso
quelle due tranquille donne -sorelle
altre, mammelle pronte a far da mamme-
stando chine,adorano stupite .


Non ci sono ciaramelle ma
in fi ni te pennellate di indaco
in un presepe senza stelle.

         Ai piedi un mondo tutto azzurro a tutto
        tondo,
       è in un batuffolo, il tempo
       stanco, che a giro-giro in tondo...

Ricorda quella mela pronta al morso
e a dar coi denti quella gran ferita
 adamo ed eva ,intenti fino al torso .

In quella sortita contro Dio
                  a inizio dell' Attesa,
  -lotta della morte contro la vita-
Promessa mantenuta ,dopo la cacciata


-Il bimbo guarda ancora- e ad ogni sguardo
  io,
  di qua, sono un nulla irrisoluto
che non osa fiatare sulla fine
che sarà
                        (un corpo morto e in altre fasce
si dissangua, è un uomo
ancora in grembo alla sua mamma )

Se guardi bene, giusto sotto il mondo
l'abbozzo di una croce giusto al centro
l'abbozzo del dolore che verrà.


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