giovedì 27 gennaio 2011

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c'è come un lungo ridere frenato
spento nel bianco lutto
dei molari del freddo
un bicchiere d'amaro
per chi contempla ad occhi
chiusi il vento di polvere se grido
tutta la notte di fermare i piedi
tutta la notte di arrestarmi incubi
   visioni angosciose assilli ossessioni
tutta la notte a quello che ho scampato
a Buchenwald
               mi chiusero in un cesto
               fu la vita salvata
 e fu la nuova vita.

           non sapevo che del vuoto dentro
perforante come un lamento
mio e del mare che ci lava i piedi
quando per sentirci liberi
ci andiamo e lo vediamo
                 IM MEN SO
non sapevo
tutta la vita
del lutto
del fazzoletto nero di mia madre
che m'acceca di polvere se grido
tutta la notte di fermare i lupi o
perché non parta lui, ch'è già partito
mio padre               (non tornò più)
                            andato via,
                           fumato
remoto sopra il vento.

-un bicchiere d'amaro per chi contempla ad occhi chiusi-

il vento di stanotte ha reso inquieto il mio sonno
il buio fa molti letti
per chi non vuole dormire
il danno
 è la paura con l'affanno 
che fa da desiderio di affondare 
affogare affogare affogare
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(mio padre chiamo ma lui non può tornare)