mercoledì 27 aprile 2011

quando si dorme

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il
cielo è quest' acqua che lascia
 nelle mani canti
d'uccelli e rovine
di arpe pizzicate su,ai poggioli.

 le barche ondeggiano intimorite
           alle strilla dei gabbiani  inferocite
 come urla di prefiche    
 assalite dal dolore.

gli occhi di un azzurro chiaro che  imprime
cumuli alla retina,sguardi.

 un tutto
 scuro a sprazzi,
quanto un fiume che nel suo
fruscìo si trascina e ricorda
 la tinta di un cielo assonnato
se non è giorno e non è notte.

notte
di passi senza orme
quando si dorme.

                                                                     

venerdì 22 aprile 2011

vorrei fosse come una theotòkia

  il creato vide
e lo depose
in una parola, Salvatore.


-Cristo non passare
 davanti a me in solitudine
 posso accompagnarti, come una madre, 
 posso accompagnarti io, Tua Madre, figlio
che non voglio tu sia solo nel dolore?- 


 -Non piangere, donna come tutte le donne, non piangere
  sii forte, Madre!non piangete donne, 
   non piangere Madre Mia!
  Non piangete per me,madri!
  Ho accettato e volontariamente io vado-

 E lei lo seguiva afflitta,
 la madre sua, pensando alla 
 mirra ch'era stato un dono dopo l'incenso, con l'oro 
 ricordando il vano inanellare congetture
 mescolando alle paure le profezie
 anno dopo anno.



-Posso accompagnarti, figlio? 
-dimmi una parola-
Posso disperarmi per questo,
per questo terribile  spettacolo?-


 La madre sua,  
seguiva sulla via,
seguiva il supplizio, i chiodi in carne, con dolore IMMENSO 
in cuore, ferita inferta,
                                 come di  spada 
-preconizzato aveva  il buon Simeone al momento della presentazione-


-Dimmi una parola,  
che io dirò parola
adesso 
e nell'ora di ogni morte da adesso,
tutti figli miei, Figlio, come mi  lasci a Giovanni,
saranno 
in ogni secolo !
Così vuoi e così sia-




il centurione vide. 
e gerusalemme vide.
la morte
lo vide.
                   il nobile giuseppe, calatolo dal
legno, lo chiuse
in un sepolcro nuovo
in silenzio.


 e  il creato vide
 e lo depose
in una parola, Amore.










*( le cose di prima sarebbero passate!)







il venerdì santo del mare

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il cielo assonnato si bacia
la tinta in un mare timido
nel suo programma argenteo
-è il dolore del Martirio-
e viene da pensare che
creature vestite di miracolo
saliranno alle onde fino alle barche
a singhiozzare del Cristo la morte.