tu
stai qui e dopo un passo vai e ristai
a guardare le mosse delle barche
in un regolamento di silenzio
a spazi larghi, nel silenzio
il silenzio a guardare
le pietre in un cielo impietrito
prima della sicuramente
neve
-adesso frana in un groviglio
si aggrappa per vento poi intarsia trame-
(fa un poco ancora infanzia ammutolita
lo stupore,sempre.
-dovevo
meritarmi il tempo per capire-)
Una dissenteria degli occhi in una lama
di mare senza sole
intanto la grancassa della città
abita sempre sotto
i portici
e riflette la gente che lavora.
Tu vuoi
star qui e dopo un passo ristai
dentro te, e in te, dentro
in quella nicchia di sbigottimento
quando hai letto
sasha che scrive per Diego
(con Denny -da qualche parte-farfalla)
e tutto, proprio tutto,
il suo non detto.
