mercoledì 27 aprile 2011

quando si dorme

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il
cielo è quest' acqua che lascia
 nelle mani canti
d'uccelli e rovine
di arpe pizzicate su,ai poggioli.

 le barche ondeggiano intimorite
           alle strilla dei gabbiani  inferocite
 come urla di prefiche    
 assalite dal dolore.

gli occhi di un azzurro chiaro che  imprime
cumuli alla retina,sguardi.

 un tutto
 scuro a sprazzi,
quanto un fiume che nel suo
fruscìo si trascina e ricorda
 la tinta di un cielo assonnato
se non è giorno e non è notte.

notte
di passi senza orme
quando si dorme.