giovedì 19 luglio 2012

sequenza di non ricordo

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non ricordo che  il caldo.
non ricordo che  l'afa e la fretta.
non ricordo che  me e le bambine che si sbrodolavano quel  gelato che dovevo pagare.
non ricordo che  la fila a quella cassa.
non ricordo che   quella ragazza  biondoororossiccia prima di me a battagliare con l'ossesso.
non ricordo che   lei ,quella lì, quella che ostacolava la mia voglia di far presto e pagare e andare.
E scappare verso un qualunque luogo fresco.
non ricordo che  la discussione,inutile discussione.
non ricordo che  il fatto di aver voglia di farli sparire TUTTI,sole compreso, con 
un qualche bidibibodibibù che mi salvasse e ripulisse ( anche) le due bimbe.
non ricordo che  quella ragazza che cercava di far valere le proprie ragioni.
non ricordo che  il suo gesto di agitare una banconota da cinquanta per pagare 
poche lire della bibita.
non ricordo che  la maleducazione prima gelida, poi sempre più aggressiva,del
gestore del punto ristoro .
non ricordo che  il sole,accidenti a come ci batteva tutti (!)
non ricordo che una litania urlata  e riurlata e urlata ancora contro un desiderio  pacato
di trovare una soluzione al fatto.
non ricordo che lo strepito di una risposta gracchiante, perchè 
-con una banconota da cinquanta ,per pagare non puoi pretendere di pagare 
solo cinquecento lire,anche se è un qualcosa che hai già consumato!e tu non
 dovevi consumare sapendo di non poter pagare con spiccioli contati. 
non ho resto,nè posso allontanarmi di qui per andare a cambiare. 
Lascerei "scoperto" il punto ristoro.
E non sperare di andartene di qui  con la scusa di cambiare.Arrangiati,mi devi pagare-
non ricordo che  del mio spazientirmi .
non ricordo di come perdurava il dissanguamento del gelato color cioccolato 
sulle magliette delle bambine.
Non ricordo che quel cioccolato.Era un fiume appiccicoso fin sulle infradito 
e sul dito  mio (!)  allucione incerottato.
non ricordo che  della mia fretta, già detto del sole dell'afa ,e avevo fretta. Maledizione! 
io-ho- fretta! E non dico  che la fretta mi rende nervosa.
Non ricordo che  di quello sguardo di ragazza sorpresa che si sente dire :
-dai ! tiè te le dò io le cinquecento lire, basta che mi fai pagare e andare  via con le bimbe.-
Non ricordo che  la domanda
-e quando te le restituisco?...vieni con me che cambio, solo un attimo...-
 Non ricordo che  un disappunto imbarazzato alla mia risposta :
-tienile da parte e poi mettile in qualche cassettina d'elemosina
alla prima chiesa che visiti.-
non ricordo se le risposi al  -grazie,ciao.-
non ricordo che  il giorno dopo.Una  commedia, sembrava.Ripetuta:
il mare, il caldo, la strada, il ciondolare confuso della me che sempre più 
 all'afa umidiccia qui al mare im pa zz i sce se deve uscire di casa.
nella sequenza dei ricordi, non ricordo,
non ricordo che il richiamo, ripetuto -ehi,tu!-
-ehi tu, ragazza delle cinquecento lire,mi riconosci? 
Ieri.Al punto ristoro.-
non ricordo che  le cinquecento lire in mano 
e stavolta il mio imbarazzo 
per  il giorno prima e quella fretta scorbutica,maledetta fretta!
non ricordo che ero confusa per la scortesia,e
non ricordo che qualcuna ridendo
 mi annotava che no, adesso no, neanche io abbaiavo più.
non ricordo che ridevo,
non ricordo che mostravo le infradito incioccolatate per benino,
non ricordo che un
-andiamo a berci insieme un gelato (!)-.
non ricordo che  poi più di quattro ore a chiacchierare.
del più,del meno,delle canzoni, del mare e di me che cercavo di insegnare
e ad ogni concorso, una nuova  storia per non insegnare.
non ricordo che  parlavamo  di marito e figli cui badare. 
non ricordo che  il sorriso a spalanco sotto il naso a patatona.
non ricordo che  per riderne,le contavo le mie lentiggini anche sulle braccia.
-Accidenti a questo sole e a come invecchia!-
non ricordo di come persi gli occhiali quella mattina,forse sotto il menù ,sul tavolino.
non ricordo che le diedi il mio indirizzo. 
non ricordo che non mi diede il suo perchè non sapeva dove sarebbe andata a stare,mbò, o forse altro, valla a capire!
e non ricordo o non mi disse di che lavoro doveva fare .
non ricordo che  solo  un fatto strano,inusuale: si chiamava come 
mia sorella ,è buffo, lo stesso nome giusto giusto.
non ricordo che  quell'abbraccio come fra vecchie amiche.
non ricordo che  la promessa di incontraci ancora, in un sicuro primaopoi...
non ricordo che  tempo dopo mi arrivò una cartolina.
non ricordo che non ebbi mai il suo indirizzo,e ogni tanto ridendo ,ci pensavo .Eccome!
a quell'allora di cinquecento lire e cioccolato...Al primaopoi, si sa.
Ma tu guarda il caso a caso.
non ricordo che il tempo  che passava (e passa ancora)
per me che ogni tanto,ne ridevo e le auguravo marito figli e tanta gioia.
Non ricordo che mi guardavo intorno ad ogni punto ristoro,mi capitava e capita ancora.
non ricordo che prima ci fu falcone e poi borsellino.
non ricordo che di quegli scoppi a morte io,per anni , ho parlato ai miei ragazzi a scuola.
non ricordo che il tempo passa.
non ricordo che una sera, molto ma molto tempo dopo, c'era "blu notte" in  una notte
estiva fatta d'altra afa e televisione.
non ricordo che  del primo poliziotto donna ammazzata  perchè 
era di  scorta in una Italia che sputava sangue grazie al tritolo della mafia.
non ricordo che la chiamarono  emanuela, (già)  come mia sorella.
non ricordo che ascoltando mi venne un brivido e poi.
una strana idea a punta spillo  da scacciare, per la prima volta da scacciare in un -no,
non deve essere e non può-
non ricordo che aprii la connessione per cercare.
non ricordo di quel che immaginando  vidi  *dentro*una fotografia.
non ricordo di come  in una notte d'afa io gelai.
non ricordo di quel che mi successe a decenni dopo il fatto e
non ricordo di come seppi che quella ragazza non aveva avuto mai  marito e figli.
non ricordo che, non so come dire  che non ricordo che il mio vuoto e poi il dolore. 
Non ricordo,sequenza di non ricordo.
Punto.
Mettiamoci una croce.

+
non ricordo.
cioè, a volte, se ci penso ,di un ricordo faccio sequenza di ricordi.
Belli chiari nitidi presenti.Sento l'afa prima,poi il gelo.Tornano lentiggini, infradito,
e cinquecento lire, gelato al cioccolato che si scioglie

Non riconrdo che...volevo dire.
Non ricordo e adesso non so come finire.

( qualcuno mi disse che siamo che tutti quelli che incontriamo
nello spazio  di una vita.)




http://www.cadutipolizia.it/fonti/Polizia1981/1992loi.htm