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non ricordo che il caldo.
non ricordo che l'afa e la fretta.
non ricordo che me e le bambine che si sbrodolavano quel gelato che dovevo pagare.
non ricordo che la fila a quella cassa.
non ricordo che quella ragazza biondoororossiccia prima di me a battagliare con l'ossesso.
non ricordo che lei ,quella lì, quella che ostacolava la mia voglia di far presto e pagare e andare.
E scappare verso un qualunque luogo fresco.
non ricordo che la discussione,inutile discussione.
non ricordo che il fatto di aver voglia di farli sparire TUTTI,sole compreso, con
un qualche bidibibodibibù che mi salvasse e ripulisse ( anche) le due bimbe.
non ricordo che quella ragazza che cercava di far valere le proprie ragioni.
non ricordo che il suo gesto di agitare una banconota da cinquanta per pagare
poche lire della bibita.
non ricordo che la maleducazione prima gelida, poi sempre più aggressiva,del
gestore del punto ristoro .
non ricordo che il sole,accidenti a come ci batteva tutti (!)
non ricordo che una litania urlata e riurlata e urlata ancora contro un desiderio pacato
di trovare una soluzione al fatto.
non ricordo che lo strepito di una risposta gracchiante, perchè
-con una banconota da cinquanta ,per pagare non puoi pretendere di pagare
solo cinquecento lire,anche se è un qualcosa che hai già consumato!e tu non
dovevi consumare sapendo di non poter pagare con spiccioli contati.
non ho resto,nè posso allontanarmi di qui per andare a cambiare.
Lascerei "scoperto" il punto ristoro.
E non sperare di andartene di qui con la scusa di cambiare.Arrangiati,mi devi pagare-
non ricordo che del mio spazientirmi .
non ricordo di come perdurava il dissanguamento del gelato color cioccolato
sulle magliette delle bambine.
Non ricordo che quel cioccolato.Era un fiume appiccicoso fin sulle infradito
e sul dito mio (!) allucione incerottato.
non ricordo che della mia fretta, già detto del sole dell'afa ,e avevo fretta. Maledizione!
io-ho- fretta! E non dico che la fretta mi rende nervosa.
Non ricordo che di quello sguardo di ragazza sorpresa che si sente dire :
-dai ! tiè te le dò io le cinquecento lire, basta che mi fai pagare e andare via con le bimbe.-
Non ricordo che la domanda
-e quando te le restituisco?...vieni con me che cambio, solo un attimo...-
Non ricordo che un disappunto imbarazzato alla mia risposta :
-tienile da parte e poi mettile in qualche cassettina d'elemosina
alla prima chiesa che visiti.-
non ricordo se le risposi al -grazie,ciao.-
non ricordo che il giorno dopo.Una commedia, sembrava.Ripetuta:
il mare, il caldo, la strada, il ciondolare confuso della me che sempre più
all'afa umidiccia qui al mare im pa zz i sce se deve uscire di casa.
nella sequenza dei ricordi, non ricordo,
non ricordo che il richiamo, ripetuto -ehi,tu!-
-ehi tu, ragazza delle cinquecento lire,mi riconosci?
Ieri.Al punto ristoro.-
non ricordo che le cinquecento lire in mano
e stavolta il mio imbarazzo
per il giorno prima e quella fretta scorbutica,maledetta fretta!
non ricordo che ero confusa per la scortesia,e
non ricordo che qualcuna ridendo
mi annotava che no, adesso no, neanche io abbaiavo più.
non ricordo che ridevo,
non ricordo che mostravo le infradito incioccolatate per benino,
non ricordo che un
-andiamo a berci insieme un gelato (!)-.
non ricordo che poi più di quattro ore a chiacchierare.
del più,del meno,delle canzoni, del mare e di me che cercavo di insegnare
e ad ogni concorso, una nuova storia per non insegnare.
non ricordo che parlavamo di marito e figli cui badare.
non ricordo che il sorriso a spalanco sotto il naso a patatona.
non ricordo che per riderne,le contavo le mie lentiggini anche sulle braccia.
-Accidenti a questo sole e a come invecchia!-
non ricordo di come persi gli occhiali quella mattina,forse sotto il menù ,sul tavolino.
non ricordo che le diedi il mio indirizzo.
non ricordo che non mi diede il suo perchè non sapeva dove sarebbe andata a stare,mbò, o forse altro, valla a capire!
e non ricordo o non mi disse di che lavoro doveva fare .
non ricordo che solo un fatto strano,inusuale: si chiamava come
mia sorella ,è buffo, lo stesso nome giusto giusto.
non ricordo che quell'abbraccio come fra vecchie amiche.
non ricordo che la promessa di incontraci ancora, in un sicuro primaopoi...
non ricordo che tempo dopo mi arrivò una cartolina.
non ricordo che non ebbi mai il suo indirizzo,e ogni tanto ridendo ,ci pensavo .Eccome!
a quell'allora di cinquecento lire e cioccolato...Al primaopoi, si sa.
Ma tu guarda il caso a caso.
non ricordo che il tempo che passava (e passa ancora)
per me che ogni tanto,ne ridevo e le auguravo marito figli e tanta gioia.
Non ricordo che mi guardavo intorno ad ogni punto ristoro,mi capitava e capita ancora.
non ricordo che prima ci fu falcone e poi borsellino.
non ricordo che di quegli scoppi a morte io,per anni , ho parlato ai miei ragazzi a scuola.
non ricordo che il tempo passa.
non ricordo che una sera, molto ma molto tempo dopo, c'era "blu notte" in una notte
estiva fatta d'altra afa e televisione.
non ricordo che del primo poliziotto donna ammazzata perchè
era di scorta in una Italia che sputava sangue grazie al tritolo della mafia.
non ricordo che la chiamarono emanuela, (già) come mia sorella.
non ricordo che ascoltando mi venne un brivido e poi.
una strana idea a punta spillo da scacciare, per la prima volta da scacciare in un -no,
non deve essere e non può-
non ricordo che aprii la connessione per cercare.
non ricordo di quel che immaginando vidi *dentro*una fotografia.
non ricordo di come in una notte d'afa io gelai.
non ricordo di quel che mi successe a decenni dopo il fatto e
non ricordo di come seppi che quella ragazza non aveva avuto mai marito e figli.
non ricordo che, non so come dire che non ricordo che il mio vuoto e poi il dolore.
Non ricordo,sequenza di non ricordo.
Punto.
Mettiamoci una croce.
+
non ricordo.
cioè, a volte, se ci penso ,di un ricordo faccio sequenza di ricordi.
Belli chiari nitidi presenti.Sento l'afa prima,poi il gelo.Tornano lentiggini, infradito,
e cinquecento lire, gelato al cioccolato che si scioglie
Non riconrdo che...volevo dire.
Non ricordo e adesso non so come finire.
( qualcuno mi disse che siamo che tutti quelli che incontriamo
nello spazio di una vita.)
http://www.cadutipolizia.it/fonti/Polizia1981/1992loi.htm
