mercoledì 29 maggio 2013

il mattino nel nulla


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inizia il dolore del giorno
in un riparo di lenzuola

la prima parola è
fra santi pellegrini 
e
caffettiere che sputano sabbia.

Si guarda verso il sole sempre acceso
ma è un liquido nel cesso
che
non ti annega.

un orizzonte di cristallo
e veleno
questo mattino ripieno di
nulla.


                                   


martedì 21 maggio 2013

degli occhi come una lima stretta e nera,orientale

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la traccia degli  occhi  come una lima
 stretta e nera,orientale, si infila
 a viaggiare te che sei altrove
                                                -quindi non ci sei,per chiarire-
                       nel produrre visioni di cose altre
da attraversare in una valle senza voci.
Lo osservi  mentre non esisti.
Però -come anche lui- tu guardi
in un qualche punto niente di niente.

Comunque sempre indecifrabile
il vecchio ragazzo.

Certe volte pare lucido in una sua nebbia,quieto
nella sua penombra costruita,tranquillo,eppure.

Quei suoi occhi stretti a lima 
orientale
-vigili scudieri-
non si accucciano nello sfidare
il fumo
anzi stringono le immagini
 di chi  intorno lo vuol vedere
riprendere fotografare e portare
mbò, non si sa  dove.
                    

Quei suoi gesti fitti, aperti a scatti  
per affermare, per raccontare,
come a scolpire (ancora) una favola nuova
pronta a planare sulle platee,
spalmano nella trasparenza
un *dover essere* ed essere ( a disagio).
Incidono ombre insidiose,
meglio assestano argomentazioni 
costruite per  una  trama,
rispondono a domande ansiose
con una sorta di attenzione
rassegnata.

Ovunque
 donzelle affettuose,maree
intente a sognare sognare sognare
( Oddio che incubo dev'essere
codesto tipo di amore)
e
ricamare,ritagliare, cucire
n o t i z i e  spiando,nuotando
nell'oceano delle supPOSIZIONI
perse per le ciat i tuit ed i feisbuc
i blog le fanzine , le fan,le fan.
Fan(atica.mente) A M A N D O   
T A N T O   E 
                      T A N T O
da far(mi) paura,
per quanto vanno
oltre la misura (equa) della giusta affezione.

(Nel mondo nel delirio della tecnologia
bisogna viaggiare
sempre 
in buona compagnia
corr endo.

Paparazzi,gossip 
improvvisati 
nel gluglu-google
rifugio di pesci notturni...
abboccare in un profondissimo 
mare di nulla,
da ingoiare .)

Eppure.

Questo incomprensibile 
        personaggio 
-essere non essere riessere e non-
è un uomo che appare in una sua ombra
da rileggere ,
pare all'oscuro e scuro...
in un colore sempre è e sarà  un GRANDE 
minuscolo puntino buio a pelle 
(proprio  come un nevo)

occhiali e cappottone da prete
-tutto nero che schiva proiettili-
aspro che intimorisce,

è ora di riparlarne...

In  ogni gesto ,scolpendo,ti chiarisce
che si invecchia ( lentamente)
in una matrice che si allarga di
tempo.





la traccia degli  occhi  come una lima
 stretta e nera,orientale, si infila
 a viaggiare te che sei altrove
                                                -quindi non ci sei,per chiarire-
                       nel produrre visioni di cose altre
da attraversare in una valle senza voci.
Lo osservi  mentre non esisti.
Però -come anche lui- tu guardi
in un qualche punto niente di niente.

sabato 18 maggio 2013

Madonna fuori dal Pozzo dei grani

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ecco il tempo nei grani dei rosari
trattenuti come fantasmi uno ad uno
come i semini nelle angurie
sputati
a litania 
invadente,
ecco.
consolazioni antiche  fra le dita
tutte
con le facce rivolte a una statua
indecifrabilmente bella e
incoronata dalle roselline
di maggio,
tutte a pregare fissando
la parete
con  l’arpeggio delle voci
                                   stonate
in sottofondo.


oltre la porta allatta sulle scale
la ragazzina rom .
                          quel  suo  bambino
appiccicato a un seno
ciuccia con gli occhi  enormi spalancati
a fissare il campanile, e l’alto.









 - ciò fuori dalla chiesa
 con la Madonna nel Pozzo-



lunedì 13 maggio 2013

questa è.(come la politica)


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crollati in questo mondo

di lumache morte non so, davvero
nulla
nemmeno di comete
dalle lingue lucenti
versate nei bottoni neri
a lutto stretto
dei papaveri

delle serpi giovani 
                lasciate
crescere in seno ai capelli del grano.

-eppure una pioggia fresca ci lava-


bella

a tamburello
                 balla
 in un  lago trafitto

 panorama

           di piccoli occhi grigi nell'asfalto
mangiato e corso e ricorso dalle auto.