ecco il tempo nei grani
dei rosari
trattenuti come fantasmi
uno ad uno
come i semini nelle
angurie
sputati
a litania
invadente,
ecco.
consolazioni antiche fra le dita
tutte
con le facce rivolte a una statua
indecifrabilmente bella e
incoronata dalle roselline
di maggio,
tutte a pregare fissando
la parete
con l’arpeggio delle voci
stonate
in sottofondo.
oltre la porta allatta sulle scale
la ragazzina rom .
quel suo bambino
appiccicato a un seno
ciuccia con gli occhi enormi spalancati
a fissare il campanile, e l’alto.
- ciò fuori dalla chiesa
con la Madonna nel Pozzo-
