Caro Arnoldo,
come ti ho raccontato-ma ci arriviamo alla fine-
ad Assisi tanti anni fa,
quando ero piccola ti ho
odiato
in ten sa men te
in qualità di Ser Blakney,
eri troppo cattivik cattivo cattivissimo
ne La Freccia Nera.
E quando giocavo e mi
fingevo la bella,mi guardavo
sempre alle spalle
per paura che arrivassi
Tu.
Ma ti ho perdonato da
ragazzina,quando
raccontasti in tivù che
cosa avevi provato
uscendo di casa per cercar
da mangiare ed
incrociando il primo
carrarmato che vedevi con
una bandiera con la
stella di Davide:mentre
lo dicevi eri*bellissimo* e
poco cattivo.
Poi ti ho raccontato tutto da adulta e chiesto se ti potevo
abbracciare e dare un bacio
e tu,voce cattivissima
mi hai risposto,
aggrottando nel tuo volto tutto,proprio tutto l'aggrottabile,
gelido:
"No!"
E poi hai aggiunto:
"Due!Mia cara Joan Sedley!"
Improvvisamente poco truce,spianando all'allegria gli occhi,l'espressione...
Lo hanno appena detto,che.
Baci baci baci,
questa tua vecchia ammirata e poco spaventata,ammirata
Joan.
sabato 11 gennaio 2014
lunedì 6 gennaio 2014
La Befana Anziana è Eva.
--
<<la buona
novella è che da ogni camino
scendo, con grande energia
adoperando
come posso la magia.>>
La Befana è una notte magica
scura e
cucita con i sogni fino a
che albeggia, saggia aspetta un anno
per premiare o punire
lei ben
conosce cosa è bene
cosa è male.
Un tempo si chiamava
Eva.
E dolciumi oggi ai buoni ed ai cattivi
in premio aglio, cipolla e carbonella.
E’ con il suo cuore,grande,di mamma
dolorosa la befana viene
speranzosa di luce nei ricordi
dei suoi bimbi non sempre buoni
-Caino e Abele- cui regalava mele
senza saper che fossero attossicate
dal male, dalla guerra, dal rancore ...
Così
lei è vestita a lutto,nel dolore
un fratricidio da accettare.
Un bitorzolone spunta fulmineo
con un bel neo sul naso
è brutta la befana anziana.
Vola fino a che albeggia
con le scarpe tutte rotte e lo scialle
sul maglione i capelli a crocchia
sotto il fazzolettone.
Più che una strega minacciosa
è un'amica affettuosa e premurosa.
Sempre in volo,in viaggio, sempre.
Da un anno
all'altro anno nuovo
è un'abitudine antica
alla speranza,
alla vita.
<<la buona
novella è che da ogni camino
scendo, con grande energia
adoperando
come posso la magia.>>
La Befana è una notte magica
scura e
cucita con i sogni fino a
che albeggia, saggia aspetta un anno
per premiare o punire
lei ben
conosce cosa è bene
cosa è male.
Un tempo si chiamava
Eva.
E dolciumi oggi ai buoni ed ai cattivi
in premio aglio, cipolla e carbonella.
E’ con il suo cuore,grande,di mamma
dolorosa la befana viene
speranzosa di luce nei ricordi
dei suoi bimbi non sempre buoni
-Caino e Abele- cui regalava mele
senza saper che fossero attossicate
dal male, dalla guerra, dal rancore ...
Così
lei è vestita a lutto,nel dolore
un fratricidio da accettare.
Un bitorzolone spunta fulmineo
con un bel neo sul naso
è brutta la befana anziana.
Vola fino a che albeggia
con le scarpe tutte rotte e lo scialle
sul maglione i capelli a crocchia
sotto il fazzolettone.
Più che una strega minacciosa
è un'amica affettuosa e premurosa.
Sempre in volo,in viaggio, sempre.
Da un anno
all'altro anno nuovo
è un'abitudine antica
alla speranza,
alla vita.
venerdì 3 gennaio 2014
quel che rimane dopo 24 anni
--
un torto fu,proprio tutto un torto
fu,
quel di lucine a festa continuare
(dal porto appannato di notte
immensa)
a ridere e conversare sul
palco
(scenico,mio) di un dolore furioso.
La luna con lunga coda di seta
- soffio di fumo,alto. Sigaretta-
AVVELENATA era
la pena stessa
che annegava sulle reti sfondate.
Adesso.
Non mi ricordo più molto.
Oltre a quel puzzo e a ferirmi la vista
il maglione di sangue arrotolato
come un papavero
non nato e rotto
lanciato,ignorato
in un angolo dell‘obitorio,poi.
Che...forbici in mano,stringendo gli occhi.
Di come... Passai tutta la notte
sull‘impalcatura del vuoto informe
con la bocca di caffè
sassi e lacrime
sotto una coperta
in de fi ni bi le
tagliuzzando la pelle
per (io) sentirmi viva
nel dolore (mio) ortiche
il duello delle ore lunghe
sino all'alba
in compagnia di me stessa,pazza.
Che se ci penso
TUTTO
mi fa male
(ancora)
di allora
di quella notte , da sola
in un naufragio di sangue.
))Accendo due lucine fra due angeli.((
un torto fu,proprio tutto un torto
fu,
quel di lucine a festa continuare
(dal porto appannato di notte
immensa)
a ridere e conversare sul
palco
(scenico,mio) di un dolore furioso.
La luna con lunga coda di seta
- soffio di fumo,alto. Sigaretta-
AVVELENATA era
la pena stessa
che annegava sulle reti sfondate.
Adesso.
Non mi ricordo più molto.
Oltre a quel puzzo e a ferirmi la vista
il maglione di sangue arrotolato
come un papavero
non nato e rotto
lanciato,ignorato
in un angolo dell‘obitorio,poi.
Che...forbici in mano,stringendo gli occhi.
Di come... Passai tutta la notte
sull‘impalcatura del vuoto informe
con la bocca di caffè
sassi e lacrime
sotto una coperta
in de fi ni bi le
tagliuzzando la pelle
per (io) sentirmi viva
nel dolore (mio) ortiche
il duello delle ore lunghe
sino all'alba
in compagnia di me stessa,pazza.
Che se ci penso
TUTTO
mi fa male
(ancora)
di allora
di quella notte , da sola
in un naufragio di sangue.
))Accendo due lucine fra due angeli.((
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