venerdì 1 maggio 2015

Il primo maggio delle “aperture“ al “facciamo finta“(scritto poco poetico)

-- 1 maggio,festa.

1 maggio 2015, 1 maggio di
“aperture“.
Di finestre spalancate sul primo tepore,sull‘Expo.
1 maggio Festa.Del lavoro.Che non c‘é.
E quando non c‘é lavoro, tu
vivi come affacciato
-perennemente-
ad una finestra.
A goderti lo spettacolo.
Delle vite degli altri.
Lo spettacolo delle vite degli altri é.

         *stu pen do* .

Magnifico.

Quando ti affacci dalla finestra del lavoro (tuo) che non c‘é (!) e ti godi le vite degli altri,se sei furbo.

Tu ti ritagli degli spazi tuoi,mentali.
Di libertà.

Non li invidi,gli altri.Non fai sogni.Non speri.
Ti impegni e non tra.scorri.

Osservi.
Ti rileggi i tuoi libri,ridi e non hai voglia,il tempo.
Lo.Passi.(senza passi)
E non succede nulla.
Anche se tu cerchi.

*In stan ca bil mente*.

Poi.
Qualcuno come te,tu vieni a saperlo tempo dopo, si stanca,del suo perenne stare affacciato,e.

Quella finestra la chiude.

Si chiude lui.
Anche.
         Definitiva.mente.
A tutto.

Ma sono altri pensieri.

Oggi,1 maggio 2015.

(dedicato a chi,senza lavoro,ha *subito* che a guardare le vite degli altri senza una vita propria,non c‘é dignità ed é meglio finire)


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