capito(mbo')lo. I
addì 31 di ottobre
-mattina a scuola-
La maestra dava
un suo monito
(era il
Presidente della nostra
piccolissima
Repubblica che a scuola
si chiamava *classe*)
:
<<Da domani vacanza,
ma compiti a casa. Ci
aspettano giorni di
tanti ricordi e silenzio.
Giorni per
O. sser. V. are.
e poi
raccontare sul
quaderno a righi.
In altri paesi del mondo
però,non é così.
Si festeggia. Ma questo
-bambine- vuol dire
vivere in posti diversi.
Il fiore di questi giorni
é il
Cri. Sant. Emo.
Che per noi vuol dire
dolore. Pero' in
Giappone -per quella
sua esplosione di
petali- é il fiore della
gioia. Si regala ai
matrimoni.
La nuova parola da
trovare sul dizionario é
*TRA.DI.ZIO.NE*
E adesso vi racconto
della festa che é
il primo giorno
di novembre,
di tutti noi vivi
che siamo santi.
Tuttituttituttitutti
perché viviamo la
nostra vita ogni giorno
fra tante difficoltà
visto che siamo
per so ne // u ma ni.
Poi,da vivi,il giorno
dopo ricordiamo
tutti i defunti :
quelli che c‘erano,
perché vivevano,quindi
e.si.ste'.vano
e poi
si sono addormentati
per sempre.
Però. Tornano vivi
quando,ricordandoli,li
raccontiamo
agli altri,anche a
quelli che non li hanno
mai conosciuti.
E ci si
reca tutti al Cimitero a
lucidare le lapidi,
a portare fiori ed accendere
lumini.
Vi capiterà,bambine,di
vedere tombe senza
neanche un fiorellino.
Lì.
Ci sono persone che non hanno più nessuno che
le ricorda.
(la maestra ci faceva un sorriso triste).
Altra parola da trovare sul dizionario:
A DOT.TA.RE.
(lei scandiva sempre, le lettere delle parole.
Quando voleva dare
grande
so len ni t-à
al vocabolo
nuovo ed al suo significato ci aggiungeva pure
un accento dove non ci sarebbe MAI
dovuto stare).
Ecco: adottate quelle tombe
e fermatevi un attimo a dire che,
se pure non conoscerete
mai chi c‘é lì dentro,gli volete un poco bene.
Poi.
In fondo al viale
con i pioppi dolorosi.
Dove al cimitero
c‘é la tomba del milite ignoto,ci sono
le tombe degli ebrei.
Se c‘é qualcuno chiedetegli
il permesso e,se no e
potete,lasciate
un sassolino.
Ma niente fiori.
Mi raccomando: agli
ebrei solo piccoli
sassolini che -per loro
sono come i fiori- e
ricordano a tutti
di quando quel popolo
vagava per i deserti improvvisando sotto le pietre
le sepolture.
Poi,il giorno 4.
Ricorderemo
tutti i soldati di sempre.
Di tutte le
(terribili) guerre.
Quelli
che sono morti lontano da casa...dalle famiglie,dagli
amici.Soli,soli,soli.
Mi raccomando,bambine.
Ricordate di osservare.
Ma di parlare a bassa voce
e fare
*Si. Len. Zio.*
Il silenzio é importante.
Mangerete un dolce strano
la Colve.É un dolce che
arriva dagli antichi romani.
*La Coliba*
Ma ne riparleremo.>>
La mia maestra,
Signora Giovanna.
Poi a casa capivi subito
che era una festa
diversa.
Intanto gli odori.
Di mosto che cuoce.
Poi di castagne,arrosto
o lessate nell'acqua ricca di
alloro.
Fino a quando
non squillava il campanello
del portone e qualcuno
arrivava.
Gente di famiglia ma di città lontane, gente che
veniva in visita
“per i morti“.
Gente che pure allegra
per la visita e trovava
allegri pure tutti noi
di casa, poi
si intristiva,parlando
di chi non c‘era e
del Cimitero.
Perché.
Ogni anno ce n‘era
uno nuovo.
Che,altra parola nuova
da ricercare sul
vocabolario,
*MAN CA VA*.
(ma non ora.
Adesso c‘era da pensare
alla festa di domani
Tutti i Santi.)
addì 31 di ottobre
-mattina a scuola-
La maestra dava
un suo monito
(era il
Presidente della nostra
piccolissima
Repubblica che a scuola
si chiamava *classe*)
:
<<Da domani vacanza,
ma compiti a casa. Ci
aspettano giorni di
tanti ricordi e silenzio.
Giorni per
O. sser. V. are.
e poi
raccontare sul
quaderno a righi.
In altri paesi del mondo
però,non é così.
Si festeggia. Ma questo
-bambine- vuol dire
vivere in posti diversi.
Il fiore di questi giorni
é il
Cri. Sant. Emo.
Che per noi vuol dire
dolore. Pero' in
Giappone -per quella
sua esplosione di
petali- é il fiore della
gioia. Si regala ai
matrimoni.
La nuova parola da
trovare sul dizionario é
*TRA.DI.ZIO.NE*
E adesso vi racconto
della festa che é
il primo giorno
di novembre,
di tutti noi vivi
che siamo santi.
Tuttituttituttitutti
perché viviamo la
nostra vita ogni giorno
fra tante difficoltà
visto che siamo
per so ne // u ma ni.
Poi,da vivi,il giorno
dopo ricordiamo
tutti i defunti :
quelli che c‘erano,
perché vivevano,quindi
e.si.ste'.vano
e poi
si sono addormentati
per sempre.
Però. Tornano vivi
quando,ricordandoli,li
raccontiamo
agli altri,anche a
quelli che non li hanno
mai conosciuti.
E ci si
reca tutti al Cimitero a
lucidare le lapidi,
a portare fiori ed accendere
lumini.
Vi capiterà,bambine,di
vedere tombe senza
neanche un fiorellino.
Lì.
Ci sono persone che non hanno più nessuno che
le ricorda.
(la maestra ci faceva un sorriso triste).
Altra parola da trovare sul dizionario:
A DOT.TA.RE.
(lei scandiva sempre, le lettere delle parole.
Quando voleva dare
grande
so len ni t-à
al vocabolo
nuovo ed al suo significato ci aggiungeva pure
un accento dove non ci sarebbe MAI
dovuto stare).
Ecco: adottate quelle tombe
e fermatevi un attimo a dire che,
se pure non conoscerete
mai chi c‘é lì dentro,gli volete un poco bene.
Poi.
In fondo al viale
con i pioppi dolorosi.
Dove al cimitero
c‘é la tomba del milite ignoto,ci sono
le tombe degli ebrei.
Se c‘é qualcuno chiedetegli
il permesso e,se no e
potete,lasciate
un sassolino.
Ma niente fiori.
Mi raccomando: agli
ebrei solo piccoli
sassolini che -per loro
sono come i fiori- e
ricordano a tutti
di quando quel popolo
vagava per i deserti improvvisando sotto le pietre
le sepolture.
Poi,il giorno 4.
Ricorderemo
tutti i soldati di sempre.
Di tutte le
(terribili) guerre.
Quelli
che sono morti lontano da casa...dalle famiglie,dagli
amici.Soli,soli,soli.
Mi raccomando,bambine.
Ricordate di osservare.
Ma di parlare a bassa voce
e fare
*Si. Len. Zio.*
Il silenzio é importante.
Mangerete un dolce strano
la Colve.É un dolce che
arriva dagli antichi romani.
*La Coliba*
Ma ne riparleremo.>>
La mia maestra,
Signora Giovanna.
Poi a casa capivi subito
che era una festa
diversa.
Intanto gli odori.
Di mosto che cuoce.
Poi di castagne,arrosto
o lessate nell'acqua ricca di
alloro.
Fino a quando
non squillava il campanello
del portone e qualcuno
arrivava.
Gente di famiglia ma di città lontane, gente che
veniva in visita
“per i morti“.
Gente che pure allegra
per la visita e trovava
allegri pure tutti noi
di casa, poi
si intristiva,parlando
di chi non c‘era e
del Cimitero.
Perché.
Ogni anno ce n‘era
uno nuovo.
Che,altra parola nuova
da ricercare sul
vocabolario,
*MAN CA VA*.
(ma non ora.
Adesso c‘era da pensare
alla festa di domani
Tutti i Santi.)