domenica 6 novembre 2016

il disegno sulle chianche a notte

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Ri.tornando.
              Scattiamo.
Dove il tempo_ dal primo novecento_
sputa muschi e bava su
chianche inzaccherate.

Le serenate stanno nelle crune degli aghi
                           scon for tati
dal blu notte
scura che si aggruma in quest'umido fuoriluogo.

Sbuffa
questa chiave di fumo
(qualcuno si cerca un alambicco  ricco di spezie
in un dito di carta e tabacco)
mentre mi frantumo
                                 per le risate
infilate nel palto'😀
Zitti zitti.Zitti. Ri.torniamo a casa
dentro un qui.pro.quo di sete e
freschezza.


sabato 5 novembre 2016

alluvione dopo 50 (come si diventava* angeli del fango* per necessita')

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Cinquant'anni fa,stanotte.
detto da qualcuna-:)

Il nonnetto (babbo della nonna) compiva anni 100.

E convocati dalle figlie residenti in Piemonte,risposero al richiamo tutti : figlie,nipoti,pronipoti.
          Diretti/ acquisiti.

Tutti,completamente tutti.

Il tempo era magnifico e caldo (a trani) i giornali radio non prospettavano "nulla di serio",ovvero "rovesci sparsi","salendo verso nord",ci si decise a partire in *ottocentocinquanta,fiat*.

Papa',mamma,nonna,due bimbe piccolissime per un viaggio allegro in quel guscio di noce allungato e motorizzato.
(!)
Con due giorni di anticipo sulla data del genetliaco,che sarebbe stato celebrato in pompa magna,presente il sindaco e l'amico di famiglia magistrato (quello vedovo e con la ragazza giovane,Marianna,che lo accompagnava ovunque),ricevimento, santamessa tuttinsieme,pranzo nel famoso ristorante,pure i giornalisti a fare interviste.

La radiolina a transistor allietava il viaggio ed il papa' fischiettava felice:finalmente l'attraversava (!), quella strada di cui aveva letto per tanto tempo sulla sua rivista preferita,"Quattroruote".
*Vanto d'Italia* :) inaugurata due anni prima.
Ed era veramente "Autosole",strada larga ,asfalto da sogno.Come nei film americani.

Tappa prestabilita per il pernottamento,verso Firenze,verso la ribollita.

Poi.Cambio' tutto.

Radiolina spenta (pile consumate),pioggia,pioggia,pioggia
e poi :"di qui non si passa".

Trovato albergo e riparo in un albergo che aveva il ristorante con le signore antipatiche ai tavoli tuttengioiellate che parlavano sottovoce, ed iniziarono ad urlare seccate, quando la luce ando' via.

Qualcuno dal tavolo vicino al nostro chiese qualcosa al papa',che.

Dopo un poco parlottava con tre signori.

La mamma e la nonna in silenzio,ed una delle antipatiche si avvicino' a chiacchierare con la mamma.

Dopo la frutta (che mangiammo so noi bambine)
papa' con il suo cappellaccio usci' fuori a parlare con altri signori ancora e c'erano i camerieri e tante persone,e noi fummo mandate con la nonna in camera a dormire.

La mamma sali' in camera da noi a dire alla nonna " rimanete qui e fate quello che vi dicono.io vado con lui" .


Mi ricordo che il giorno dopo giocammo tutto il giorno senza vedere il papa' e la mamma andati_non_so_dove.

Poi tornarono,con il sole che era malato e sporco (come loro) ma di nuvole,mentre la nostra macchina era sporchissima fuori e dentro c'era anche come una corda, e ripartimmo.

Mi ricordo che questa citta'
_che si.chia.ma.va.Fi ren ze. _dove passammo, aveva i muri dei palazzi bicolor.

Da sotto, fino ad un certo punto (che era una linea) erano sporchissimi come di terra bagnata,oltre il filo del certo punto era tutto bianco.

Le case fino ai tetti, i basamenti delle statue,poi gli alberi.
Anche quelli,sporchi.

Mi ricordo tanta terra scura mescolata d'acqua,tipo quella sabbia che trovi proprio in riva al mare e tu ci fai dei bellissimi pasticci giocando,e c'era ovunque.

Mi ricordo,su un marciapiedi, una cosa stranissima ,mai vista prima,una macchina da cucire Necchi,di quelle a pedale,uguale in tutto a quella della nonna che la nonna usava nel suo stanzino,ma questa era per strada,lorda ed abbandonata li'.

E ad armeggiarci, come a ripuirla,un signore pallido e stranissimo: ai piedi pantofole "zozze" e bagnate, indossava un pigiama leggero grigio a righe blu, con sopra un cappottone nero, sporco dall'orlo al collo e,sopra quello,un accappatoio altrettanto sporco.

(mai visto prima,un vestito cosi'.eppoi non ci si mostra a nessuno in pigiama,figurati per strada)

Ed una donna seduta su una cesta enorme, con in testa una coperta. Ma senza scarpe e calze,che piangeva e teneva in mano un'arancia che aveva il colore dell'arancia,non della terra bagnata.

Mi ricordo che avevo paura.

Che in macchina nessuno parlava.

Poi.

A Novara.

Quando arrivammo quella notte stessa,a destinazione,erano tutti spaventati.

E chi piangeva,e chi ci abbracciava.

Non avevano avuto nostre notizie,volevano chiedere ai Carabinieri e, si.

Eravamo stati *nell'alluvione di Firenze *.