venerdì 6 ottobre 2017

strappi di grigio in girogiro

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mentre si aggruma il cielo pannalatte
facciamo un girogiro
nel calore
ultimo (si spera) per il settembre
duemiladiciassette,   monumento
di umido e febbre annidati sul mare
di un'indolenza che fa tentennare.

Si scivola.
                  Nel silenzio su chianche
nella luce sulle panche di pietra
nel miele del mosto cotto in vincotto.

Fioriscono panni stesi ai balconi
allargandosi a petali nel vento

tra odore tremendo di discarica
a pomeriggio, e traffico d'auto
con soffi a sbuffi di gas e veleno
che trafigge di polveri sottili
:
un mondo grigio, ad aspettar pioggia
con la promessa che il vento smetta

nello sguardo della luna a bottone
che non si vede ancora e, sbottera'
furiosa,sul ciglio alto delle palme
a urlarci che
c'e' ancora e luminosa.


sabato 30 settembre 2017

stanco sabato,nerogrigio d'incanto

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giochi di Luce su ciuffo di palma
tesa,
come una mano nera che afferra
cielo e mondo tutto,nubi lumache
che ingrossano
di grigio.
ai palazzi il tramonto di settembre ruba i colori
(che incanto questo stanco sabato)


martedì 19 settembre 2017

il campanile e' panna sciolta sul cono gelato

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sta suonando il maltempo

-dicono le comari-

mentre il vento caldo se ne muore
sui fili del bucato.

-nessun progetto per la sera-

rimaniamo a contemplare intrichi
di saette,in attesa della pioggia.

Il porto e' un lago
in un prato verdastro.

-assenza di rondini e solo un gabbiano-

le barche ormeggiate in un ombelico
cieco che ha miasmi di alghe e benzina.

Lo spillo del campanile e' come panna
su un cono gelato
che sta per sciogliersi.


sabato 16 settembre 2017

settembre,miele di acini e cassette

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qui scampoli di un settembre pugliese
non mite.
                   armistizi con l'umido
scivoloso alle chianche
anche al sudore in viso
ed un vento che trascina polveri
tristi,dopo un solleone
       che ci
ha scortecciato
ogni flemma
                   e abitudine d'afa.

(contrattare per la mostarda d'uva)

raspi e riccioli teneri a viluppi.

pampini verdi come
                   fodera giu'
                   nel fondo delle ceste o
dei sacchetti di carta

e uno sbilicarsi pericoloso
di cassette
ammonticchiate contro
muro,vuote dopo vendita animata.

un rito, abituale su bilancia

-nel ferro antico di un piatto ruggine-

ogni acino di moscato pesato
nel suo giallo languore
e' piu' del miele.


venerdì 8 settembre 2017

giornata compleannata in fine

quello che  resta di questa giornata compleannata
finalmente annegata
(!)

tra fazzoletti candidi e zenzero  e sinusite

(faccia inarticolata e labbro storto come di gomma,cocktail *di scampo* al cortisone e lacrime continue
ma non di commozione)

e' una nebbia negli specchi
forse negli occhi
-miopia peggiorata-
qualche telefonata
(ma zia Angela non si e' ricordata),
da cui.

-notiziona- Ivonne ricoverata in Ospedale.
(Non mi spiega bene
la faccenda o non vuole
ma la devo richiamare domani,e poi vedi)

Trappola perfetta 
questo mio futuro.Che incespica 
correndo (uff) mentre sono ferma
              tra le mie tartarughe stese al sole nella vasca,
libri sospesi, racconti abbozzati
qualche ricetta per tras.correre,
l'armadio da rivoltare,
ed un senso di vuoto generale
dai sogni alle passeggiate,
nelle miriadi di mattine solitarie
a rimuginare
s f a c c e n d a n d o.

Profumo di noci moscate che non annuso
per la besciamella-invece e' abuso di cannella- meglio lasciar stare la lasagna,piuttosto
bietole e mozzarella,e.

Se mi sento bene-bene, festeggio.E vado da Patrizia
a farci -prima dell'autunno-
l'ultima -affogata-
granita di caffe'.

Neanche a parlarne.

Adesso cola anche il naso
e uno starnuto innaffia
il bigliettino che accompagna i fiori.

Per la febbre, solo e solitario  te.
(tie' !)

quello che resta di questa giornata compleannata
finalmente annegata.

il senso del ronzio di 'sto moscone che mi segue (e insegue),
le prime foglie convinte dal vento
che e' quasi autunno,la copertina gialla,dolore dalla nuca alla spalla
la luna (storta?)
gialloalbicocca che non brilla,
la telefonata di Gabriele e mio cognato
prima di cena.
Nemmeno una torta,quest'anno.(non vale la pena)
pero' me la disegno,mi regalo un sogno....
...




"l'invece" piaciuto a Natale.

--
sembrava stesse andando via
l'umido che  scivola dalla testa
e ci cuce i piedi bollenti al cuoio
delle suole,invece.

Meriggio con questa melassa
di nuvole senza pozze e fuoco -ancora- .

Settembre,la terra ha
il ventre arido
la polvere incrosta gli acini
i gechi schizzano sulle zanzare,
chiari guizzi di fumo
a spirale
da  citronella in coccio per candela.

Inerzia. E siamo senza bussola...


mercoledì 6 settembre 2017

lunalbicocca sorta coccola il mare

--
albicocca fuori tempo
la luna
fa invidia alle aragoste per la tinta.

Laguna
placida di sotto,giusto
sotto, ombroso azzurro ingrigito
dove
-andirivieni misurato a vento-
cresce una duna di rena
lurida,
tra scogli feriti e abitati,
ciottoli scioccati imbitumati, meduse stonate/affannate/ ubriache (?) suicide.
settembre con il caldo fiato di scirocco gelsomini e mentuccia
e
i ragazzini seduti ai marciapiedi stranamente quieti
imbronciati per la vacanza finita.



moltiplicano sforbiciate al tramonto
rondini lente.
tutto passato,forse. questo inferno di caldo.


venerdì 1 settembre 2017

l'uffa! della regina malata...

--
sara'
questa febbre da arrosto a farmi
coniugare  l'aoristo  del termine
sopportare,e litanie
di maleparole(!) verminose,sara'.

senza scuse per questo ostile
ringhiare contro il mondo
               tutto tutti tutta la...
lalla' terapia in aerosol

smozzicando zenzero, limone piu'
miele e cannella

con la pazienza fuori rotta

-regina furiosa-,scocca la nota
stonata della risacca sul
sudore,
del dolore nelle ossa,della noia...

(l'influenza in piena estate
strascica e non guarisce)


giovedì 31 agosto 2017

l'ineluttabilita' nella corsa

--
Questa donna che corre,e si allontana da qualcosa -forse qualcuno-sola,veloce,leggera.

E' la Principessa Diana.

Vent'anni fa.

In una foto di Martin Stenning che mi ha inviato una persona,molto colpita e un pochetto commossa.


In tutti i suoi ritratti , in posa e non.

Quelli ufficiali di bellezza,grazia,simpatia.

Quelli rubati, dove stizza,dolore,paura le si dipingevano sul volto.

C'e',da parte di chi fotografava, il bisogno di *fermarla*.

Perche' la foto ti ferma.
Ti blocca nel momento che ti appartiene.
Ti ruba l'anima. Ti domina.
Ti consuma, dall'attimo in cui e' presa, a quello in cui e' osservata.

Oggi, fissando questa fuga,a distanza di anni,non si puo' non fermarsi un attimo a considerarla,Diana_che_corre.

In chi osserva, incombe la certezza con il senno non solo del poi,ma della durezza della realta',che le favole NON esistono.E che  quando ce le spacciano per vite fortunate,non sempre sono innocenza e serenita'.

Pero' c'e' lei, in questa corsa,c'e' tutta una Storia d'umana, di donna.

E la fatalita' che s'attacca alla sua via,alla sua vita,visto che lei  ha trovato la morte in un'altra corsa.

Osservarne il volto delicato,giocoso,affascinante,continua a fare simpatia,ma con tristezza.

Che si ripete in milioni di pose e miliardi di sguardi.
Sempre e comunque.

Ma questa foto ennesimamente rubatale,questa corsa,ovunque stia andando,da chiunque lei stia allontanandosi in tal maniera,la porta lontano.
In un ritaglio senza luogo,senza
T E M P O,in un itaglio -indispensabile- di liberta'.

Figuretta che fugge.

Da vent'anni.

Per una volta,niente volto.

Solo questa fuga.
Di spalle.
Ed il ricordo,quasi affettuoso,ragionando sul termine
*ineluttabilita'*.


mercoledì 30 agosto 2017

essenza in ritaglio luce di un "senza"

--
certe risate a cascatella forte
che sbocca

rovesciando la testa,partendo dal basso portandosi indietro  sonora risposta
ad un qualunque qualcosa

che   a d e s s o.
non sappiamo che fosse     a l l o r a.


quello che e' stata brigida,torna
in uno squarcio.

sua nonna che ci chiama per il pranzo,il mare,il luccio,la rincorsa dei bambini calciando la scorza vuota di  una noce di cocco
e l'improvviso inaspettato abbraccio
per dirmi
"vi voglio bene per tutto questo
stare i n s i e m e!"

quello che e' stata brigida
                t u t t o
nel sorriso triste di nipotino
quando ci pensa,si guarda intorno,si blocca,ricorda e non ne parla, o.

in quella borsa di paglia nera con la perla, appesa al gancio della lanterna
sotto l'orologio a pendolo,
                                                in salotto
il libro dell' Achmatova scollato e riparato col cerotto,la trama colorata del braccialetto macrame' interrotto e
spillato al vecchio cuscino,mai finito.
Per me.

quello che e' stata brigida oggi,un anno fa,che c'era ancora
                  - il giorno del suo compleanno-
nel colore rosso della salsa conserva
o forse dell'anguria
sputando i semini ai gelsomini

("monellaccia,ma guarda signorina che combini!")

con il senno del poi
                              sta tuttotuttotutto
dentro di noi.

Quello che e' stata brigida
in un fascio di luce, come stinta.
a filo,
intaglio in movimento di una foto
ricucita in copincolla,
quello che.

e' stata.

indietro.

in un attimo di luce.
indietro.
a cascatella.


martedì 29 agosto 2017

tinte schizzate di prima uva scura

--
come si scontrano sole
e buio,
schizzandosi tinte che
sposano la prima uva scura.
fruscia
un venticello appena.
fragile galoppo di belledinotte
lilla
sull'impietrato.


lunedì 28 agosto 2017

vie bruciate d'agosto,vie segmenti

--
come segmenti
                                        -queste vie-
scortecciati dall'afa.
e fili d'erba che
insiste
nella luminosita' ancora bollente
del sole d'agosto,caldo e
funesto
per laghetti di verde
-le muffe- nei  muretti a secco

                         pietra
                           su
                         pietra,
                    serrati a
incastro.

aridi consorzi che si sgretolano
di vento e improvvise gragnuole
ghiaccio,
      proiettili  fuori  tempo.

vie
infinite all'occhio

scampo utile per lucertole
sfiancate,
con le ginocchia nella  polvere,
addossate a siepi contese
da radici d'ulivo e spine
di fichi d'india,vie. infinite.


lunedì 14 agosto 2017

b a n d i e r i n e

--
Qui.
In qualche vicolo.
Ancora.
Il ferragosto e' l'Assunta.
Delle bandierine (oggi purtroppo rigorosamente di plastica)
che nel suono al vento, simulano il volo degli angeli.

Una volta le bandierine erano di carta colorata,quella ad alto contenuto di cellulosa,che si usava per involtare pane,carne(carta rigorosamente rossa per mascherare il sangue),verdure e pesce.

Si intagliavano,per impedire che il vento le strappasse e perche' i soffi,passando nei fori degli intagli,suonassero.

Poi si attaccavano ai fili di canapa tramite la colla fatta con l'amido della pasta amalgamato l e n t a m e n t e
ad un cucchiaino raso di farina e cotto brevemente,colla profumata,la stessa che a Lecce usano per la cartapesta.

Era un lavoro divertente,per i bambini,da realizzare alla *controra*,dopo il mare del mattino,dopo il pranzo,dopo il riposino pomeridiano.

Fili interminabili di canapa,metri  legati alle spalliere di due sedie,poste dirimpetto l'una all'altra,sui marciapiedi,sotto l'attento sguardo delle comari,mentre i ragazzi piu' grandi le ritagliavano+ intagliavano quindi spennellavano di colla,per porgerle ai bambini piu' piccoli che correvano ad incollarle ai fili.

Una gara a chi ne appendeva di piu'.

Fili che poi si alzavano ai balconi dei palazzi ,con il permesso divertito dei padroni di casa.

Si calava uno spago,si annodava al filo di sotto delle bandierine,si tirava rialzando,si legava alla ringhiera del balcone.Ed ecco: il tripudio delle Bandierine.

Filari di centinaia di colori.

A zig-zag,fra palazzi,sopra gli androni.
Sotto,la devozione popolare infiorava quadri dell'Assunta in cielo,su qualche altarino.
A sera l'orchestrina, dopo il Rosario.E si danzava.


sabato 5 agosto 2017

gli spazi lievi nel cinque di agosto

--
quando inondo le mie piante oltre
l'afa
gocciole rabbiose saltellano
a festeggiare prati di petali.
La terra aperta si sgretola
dolcissima,arresa al fresco.
Le gambe dei miei ibiscus tremano
e si incurvano alle foglie,allegre.
Il Paradiso e' un piccolo spazio
dove bevono gechi e formiche
amiche.💙☺



venerdì 30 giugno 2017

scritto di come si resiste

--
strette
tenerezze annodate
appassionatamente si allungano
ed accarezzano il tronco nodoso
abbracciandolo
secondo un disegno
arricciato.

lo stupore del vento
che
non riesce a vincere
e' un lamento che fischia nelle pietre.

(scritto di come si esiste e resiste.
la tenacia e' una forza di natura,
ha il colore verde della speranza)


mercoledì 11 gennaio 2017

de tempesta (che graffia di furia)


--
l'angelo della furia soffia
u l u l a t i  fingendo di cantare
sulle barche in secca
su ciottoli e cadaveri di granchi
su case di calce e chiese di pietra
dove latra un cane prigioniero.

schizzano collera dita marine
di bianco
di azzurro  di grigio
riproducendosi all'infinito
senza speranza di afferrar le palme.

nella tenda sottile della pioggia
scolora il profilo aspro del fortino
e la polvere di giorni assolati
puzza di fanghiglia e piscio e vomito.

si smagliano le nubi in immagini
di garza sporca,malefici d'odio
ritagliati da vento e luce a tratti.

noi sfidiamo Nettuno in furia
guidando un peschereccio senza coda
di gabbiani affannati,affamati
per una volta statue di sale ferme.

Il porto e' scomparso dentro la nebbia.