giovedì 31 agosto 2017

l'ineluttabilita' nella corsa

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Questa donna che corre,e si allontana da qualcosa -forse qualcuno-sola,veloce,leggera.

E' la Principessa Diana.

Vent'anni fa.

In una foto di Martin Stenning che mi ha inviato una persona,molto colpita e un pochetto commossa.


In tutti i suoi ritratti , in posa e non.

Quelli ufficiali di bellezza,grazia,simpatia.

Quelli rubati, dove stizza,dolore,paura le si dipingevano sul volto.

C'e',da parte di chi fotografava, il bisogno di *fermarla*.

Perche' la foto ti ferma.
Ti blocca nel momento che ti appartiene.
Ti ruba l'anima. Ti domina.
Ti consuma, dall'attimo in cui e' presa, a quello in cui e' osservata.

Oggi, fissando questa fuga,a distanza di anni,non si puo' non fermarsi un attimo a considerarla,Diana_che_corre.

In chi osserva, incombe la certezza con il senno non solo del poi,ma della durezza della realta',che le favole NON esistono.E che  quando ce le spacciano per vite fortunate,non sempre sono innocenza e serenita'.

Pero' c'e' lei, in questa corsa,c'e' tutta una Storia d'umana, di donna.

E la fatalita' che s'attacca alla sua via,alla sua vita,visto che lei  ha trovato la morte in un'altra corsa.

Osservarne il volto delicato,giocoso,affascinante,continua a fare simpatia,ma con tristezza.

Che si ripete in milioni di pose e miliardi di sguardi.
Sempre e comunque.

Ma questa foto ennesimamente rubatale,questa corsa,ovunque stia andando,da chiunque lei stia allontanandosi in tal maniera,la porta lontano.
In un ritaglio senza luogo,senza
T E M P O,in un itaglio -indispensabile- di liberta'.

Figuretta che fugge.

Da vent'anni.

Per una volta,niente volto.

Solo questa fuga.
Di spalle.
Ed il ricordo,quasi affettuoso,ragionando sul termine
*ineluttabilita'*.


mercoledì 30 agosto 2017

essenza in ritaglio luce di un "senza"

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certe risate a cascatella forte
che sbocca

rovesciando la testa,partendo dal basso portandosi indietro  sonora risposta
ad un qualunque qualcosa

che   a d e s s o.
non sappiamo che fosse     a l l o r a.


quello che e' stata brigida,torna
in uno squarcio.

sua nonna che ci chiama per il pranzo,il mare,il luccio,la rincorsa dei bambini calciando la scorza vuota di  una noce di cocco
e l'improvviso inaspettato abbraccio
per dirmi
"vi voglio bene per tutto questo
stare i n s i e m e!"

quello che e' stata brigida
                t u t t o
nel sorriso triste di nipotino
quando ci pensa,si guarda intorno,si blocca,ricorda e non ne parla, o.

in quella borsa di paglia nera con la perla, appesa al gancio della lanterna
sotto l'orologio a pendolo,
                                                in salotto
il libro dell' Achmatova scollato e riparato col cerotto,la trama colorata del braccialetto macrame' interrotto e
spillato al vecchio cuscino,mai finito.
Per me.

quello che e' stata brigida oggi,un anno fa,che c'era ancora
                  - il giorno del suo compleanno-
nel colore rosso della salsa conserva
o forse dell'anguria
sputando i semini ai gelsomini

("monellaccia,ma guarda signorina che combini!")

con il senno del poi
                              sta tuttotuttotutto
dentro di noi.

Quello che e' stata brigida
in un fascio di luce, come stinta.
a filo,
intaglio in movimento di una foto
ricucita in copincolla,
quello che.

e' stata.

indietro.

in un attimo di luce.
indietro.
a cascatella.


martedì 29 agosto 2017

tinte schizzate di prima uva scura

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come si scontrano sole
e buio,
schizzandosi tinte che
sposano la prima uva scura.
fruscia
un venticello appena.
fragile galoppo di belledinotte
lilla
sull'impietrato.


lunedì 28 agosto 2017

vie bruciate d'agosto,vie segmenti

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come segmenti
                                        -queste vie-
scortecciati dall'afa.
e fili d'erba che
insiste
nella luminosita' ancora bollente
del sole d'agosto,caldo e
funesto
per laghetti di verde
-le muffe- nei  muretti a secco

                         pietra
                           su
                         pietra,
                    serrati a
incastro.

aridi consorzi che si sgretolano
di vento e improvvise gragnuole
ghiaccio,
      proiettili  fuori  tempo.

vie
infinite all'occhio

scampo utile per lucertole
sfiancate,
con le ginocchia nella  polvere,
addossate a siepi contese
da radici d'ulivo e spine
di fichi d'india,vie. infinite.


lunedì 14 agosto 2017

b a n d i e r i n e

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Qui.
In qualche vicolo.
Ancora.
Il ferragosto e' l'Assunta.
Delle bandierine (oggi purtroppo rigorosamente di plastica)
che nel suono al vento, simulano il volo degli angeli.

Una volta le bandierine erano di carta colorata,quella ad alto contenuto di cellulosa,che si usava per involtare pane,carne(carta rigorosamente rossa per mascherare il sangue),verdure e pesce.

Si intagliavano,per impedire che il vento le strappasse e perche' i soffi,passando nei fori degli intagli,suonassero.

Poi si attaccavano ai fili di canapa tramite la colla fatta con l'amido della pasta amalgamato l e n t a m e n t e
ad un cucchiaino raso di farina e cotto brevemente,colla profumata,la stessa che a Lecce usano per la cartapesta.

Era un lavoro divertente,per i bambini,da realizzare alla *controra*,dopo il mare del mattino,dopo il pranzo,dopo il riposino pomeridiano.

Fili interminabili di canapa,metri  legati alle spalliere di due sedie,poste dirimpetto l'una all'altra,sui marciapiedi,sotto l'attento sguardo delle comari,mentre i ragazzi piu' grandi le ritagliavano+ intagliavano quindi spennellavano di colla,per porgerle ai bambini piu' piccoli che correvano ad incollarle ai fili.

Una gara a chi ne appendeva di piu'.

Fili che poi si alzavano ai balconi dei palazzi ,con il permesso divertito dei padroni di casa.

Si calava uno spago,si annodava al filo di sotto delle bandierine,si tirava rialzando,si legava alla ringhiera del balcone.Ed ecco: il tripudio delle Bandierine.

Filari di centinaia di colori.

A zig-zag,fra palazzi,sopra gli androni.
Sotto,la devozione popolare infiorava quadri dell'Assunta in cielo,su qualche altarino.
A sera l'orchestrina, dopo il Rosario.E si danzava.


sabato 5 agosto 2017

gli spazi lievi nel cinque di agosto

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quando inondo le mie piante oltre
l'afa
gocciole rabbiose saltellano
a festeggiare prati di petali.
La terra aperta si sgretola
dolcissima,arresa al fresco.
Le gambe dei miei ibiscus tremano
e si incurvano alle foglie,allegre.
Il Paradiso e' un piccolo spazio
dove bevono gechi e formiche
amiche.💙☺