venerdì 9 marzo 2018

all'ultimo piano dell'edificio

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dagli sguardi, come veli
togliero'
gli accenni di
quest'ansia
che m'intorbida
oltre le
lacrime,faro' argine nel
foro di una retina indebolita
e ordinero'
tessere ricostruite
negli stracci in residuo
del mio cristallino

_ spero di non brancolare
                                      nel nulla _

la presenza della paura e'
         come un moscone
           irridente e fastidioso
fra l'erba color della mia iride :

verde grigio azzurro e pagliuzze dorate,

uno dei lasciti di mio padre
         che
mi rende simile al suo volto
in questo avanzo di tempo
piu' lungo del suo.

faccio sogni  come anelli
alle dita.

luccicano
segnalandomi  il bisogno di non
dimenticare.

sapore d'intrusione certi ricordi
e in quelli vedo bene: mi sono fatta trasparente.