sabato 21 aprile 2018

don tonino bello bello bello

si faceva mangiare dalla gente
ed e' seminato nella nostra terra
il santo
che lanciava parole
come il riso sugli sposi
bene pensante
bene dicente
beneaugurante


E poi le triglie  i gelsomini,
il porto e i suoi barconi
i sedili
gli ulivi e i
melograni
i palloni,le voci
i muri sbiancati
gli altari calcati
per pregare per spiegare

don Tonino

         che scoppia d'amore
sulla terra di Puglia
e viaggia -malato- verso
il ponte di Sarajevo
che non sia bombardato

indoviniamo che ci sei
ancora
e
trovi  la nostra salvezza
la' sopra
velando la morte
con quel candido sfarfallio di
ali
(ci sei,ancora)


sensazioni profumi urla e colori

--

                        un sole
effimero
nella prima primavera
dolente
sulle spalle di un cielo blu obeso

                        spezza
la frontiera dell'ombra
e diventa un pane, convito
di rondini
a infrangere  le nubi
                        disserrate
per riprendersi
calore.

finestre riaperte alla calce
del muro sbreccato di fronte

ombre come velieri pazienti
tende che sbattono su mobili

profumo di focaccia
ed ultimi mandarini .

e' -sicuro- questo gorgo di voci
  impazienti  accalorate  incrociate

se i ragazzini giocano con il prete
giovane
a "unduetrestella!"

per via,prima del catechismo

che ci fa felici un poco (!)