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un sole
effimero
nella prima primavera
dolente
sulle spalle di un cielo blu obeso
spezza
la frontiera dell'ombra
e diventa un pane, convito
di rondini
a infrangere le nubi
disserrate
per riprendersi
calore.
finestre riaperte alla calce
del muro sbreccato di fronte
ombre come velieri pazienti
tende che sbattono su mobili
profumo di focaccia
ed ultimi mandarini .
e' -sicuro- questo gorgo di voci
impazienti accalorate incrociate
se i ragazzini giocano con il prete
giovane
a "unduetrestella!"
per via,prima del catechismo
che ci fa felici un poco (!)